Napolitano e Cassiopea

Venerdì, 30 Settembre 2011 14:30
  

È giunto oggi a Napoli, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per un sopralluogo che durerà due giorni e che fa parte delle visite ai capoluoghi di regione, progettate dal capo dello Stato in occasione della celebrazione dei 150 anni dell'unità nazionale. Tuttavia, parate di benvenuto, festoni e coriandoli, sono inaspettatamente mancati all'appello, per l'occasione. Al loro posto, cori di protesta e striscioni accusatori, hanno creato l'atmosfera di una festa davvero insolita e, di sicuro, non molto gradita. Ma è giusto fare un passo indietro: Campania, regione di incredibili controsensi, forse tanto grandi, da sembrare quasi ridicoli, se a farla da padrone, non ci fosse l'orrore e nient'altro. Orrore per le bugie, i silenzi, le vittime, la violenza, la morte di una terra che non ha mai avuto la possibilità di dimostrare al mondo (o almeno al resto d'Italia!) quanto davvero valga e quanto abbia da dare. Morta e sepolta, è anche la voglia di lottare, di protestare contro l'indifferenza, contro sguardi colpevoli di volti girati dall'altra parte. Morto e sepolto il desiderio di rivincita, di parlar chiaro, di scovare la verità, di puntare il dito contro i disonesti. Tutto morto e sepolto? Forse no: senza troppi giri di parole, stamane, ancora una volta, si è portata la verità in piazza, grazie ai manifestanti "Los intossicados" (tra cui padre Alex Zanotelli, attivista per i diritti, la pace e la tutela dell'ambiente), i quali hanno restituito la voce a una storia passata piuttosto in sordina, piazzandola, invece, in vetrina bene in vista. La storia in questione, è quella dell'inchiesta Cassiopea, riguardante lo smaltimento illecito di rifiuti tossici nella zona del casertano, in particolare nel territorio di Aversa, portato avanti dalle regioni del nord Italia, tramite canali illeciti di riferimento alla camorra. Si scriva dunque, NORD ITALIA a grandi lettere, in risposta all'inammissibile propaganda discriminatoria contro il sud, di alcuni politici, dei quali non è necessario fare nomi (Umberto Bossi e l'annesso partito di Lega Nord), ma la cui condotta è davvero incoerente. Che si crei, allora, un gruppo di volontari, capaci di spiegare a queste persone che, nonostante tutto, il meridione può sempre tornare loro utile! In quale altro modo disfarsi di questi rifiuti scomodi? In fondo "mal comune mezzo gaudio" e, ancora in termini di proverbi, forse è vero che "chi disprezza vuol comprare": sfatiamo questi luoghi comuni, i leghisti non odiano i meridionali, anzi! Ci sono affinità d'intenti e voglia di collaborare! Certo, collaborazione intesa sempre in quanto camorristica, ma è pur sempre qualcosa! Nel frattempo, l'inchiesta 'Cassiopea", avviata nel 1999 e che ha visto imputate 95 persone, i cui reati sono finiti in prescrizione, si è magicamente chiusa senza colpevoli. Ecco un'altra ottima domanda: quante persone sapevano di quest'inchiesta e, più in generale, del traffico illecito di rifiuti tossici da nord a sud? C'è da dire che, di questo, tratta anche il libro di Roberto Saviano, Gomorra, ma quanti hanno davvero sospeso la propria incredulità, cadendo finalmente dalle nuvole, con le spalle contro un muro di verità nascoste? Pochi, dato l'esito delle indagini. Regione Campania, ancora nessuna giustizia, ancora nessuna soluzione per la morsa di disonestà che l'attanaglia. Meridionali onesti sempre in attesa.

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