BP? Golfo del Messico?...Ah si quello, adesso mi ricordo!!

Lunedì, 17 Ottobre 2011 11:20
  

 

L’informazione globalizzata del terzo millennio ci ha ormai abituati ad un ritmo di consumo della notizia, debitamente sensazionalizzata, che prevede strutturalmente l’eliminazione di una fase che non troppi anni fa era invece fondamentale per il lettore: il monitoraggio nel tempo dell’evento alla base della notizia e le riflessioni da questo naturalmente derivanti.

E’ forse per questo motivo che a distanza di un anno e mezzo dal disastro ambientale provocato dallo sversamento di petrolio nelle acque del Golfo del Messico della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon gestita dalla British Petroleum, sono davvero in pochi a ricordarne le dinamiche. Se si volesse invece fare la conta di quanti effettivamente si siano mai chiesti, “qual è la situazione ad oggi?” oppure “che impatto ha avuto quella tragedia sull’ecosistema nel lungo periodo?” si assumerebbero direttamente i tratti tipici della famigerata vox clamantis in deserto di Isaia.

Uno spunto interessante a questo proposito viene fortunatamente fornito dall’inchiesta recentemente condotta dal settimanale Americano Time, che al di fuori del fatidico periodo clou in cui la notizia era stata data in pasto all’opinione pubblica, rispolvera sapientemente l’argomento, chiedendosi appunto cosa ne sia stato di quella tragedia ambientale.

Riprendendo gli studi condotti da diversi gruppi ambientalisti rimasti vigili sugli sviluppi della vicenda, il Time ha messo in evidenza come le analisi condotte dall’FDA (ndr Food and Drug Administration) che hanno etichettato come “sicuri” i frutti di mare pescati del Golfo post disastro, siano in realta’ “affrettate” e soprattutto “basate su nozioni scientifiche ormai superate”.

Sotto la lente d’ingrandimento del settimanale sono stati posti in particolare i livelli di idrocarburi policiclici aromatici (IPA o PAH) – idrocarburi presenti nel petrolio, nel carbone e nella benzina – contenuti nei dei frutti di mare pescati nelle acque della Lousiana. Mentre l’FDA infatti ha dato il via libera per la commercializzazione di tali prodotti, le associazioni ambientaliste sostengono che i livelli di PAH siano ben al di sopra della norma e dannosi in particolare per donne incinte e bambini. La rilevanza di queste è se possibile aggravata dal fatto che è comprovato che i PAH oltre la soglia di sicurezza possano determinare il cancro nei soggetti che li abbiano ingeriti.

In particolare Miriam Rotkin-Ellman, ricercatrice del Natural Resources Defense Council (ndr NRDC), sottolinea come la soglia di sicurezza di PAH adottato dall’FDA nelle sua analisi superi da 100 a 10000 volte quelle adottato dal NRDC stesso, mettendo così in serio pericolo i soggetti più vulnerabili.

Un esempio concreto portato dalla Rotkin-Ellman sul suo blog personale e’ dato dai microgrammi di naftalene per kilo di crostacei: per l’FDA la soglia di sicurezza e’ 123000 microgrammi, mentre per il NRDC appena 46.99 microgrammi.

Tali valori determinerebbero un rischio di cancro nei soggetti che abbiano ingerito crostacei contaminati, di circa 20000 soggetti su un milione.

I portavoce dell’FDA a loro volta sostengono i loro calcoli e si dichiarano “sicuri delle misure adottate per evitare la contaminazione”. L’interrogativo resta aperto per tutti i consumatori americani potenzialmente coinvolti.

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Gianluca De Santis

He holds two MSc degrees in International Management awarded with honors from Bocconi University, Milan, Italy and Fudan University, Shanghai, China (Double Degree in INternational Management program). 

He also holds a BSc in Economics and Management for Arts, Culture and Communication, from Bocconi University, Milan, Italy. 

He has significant studying and working experience both in Italy and abroad, remarkably in the US and in Asian countries, particularly Singapore and China. 
Besides he has been interning in the marketing function at the Chinese branch of an Italian SME in Shanghai, China, and as Gillette Assistant Brand Manager at Procter&Gamble IT, Rome.

He is passionate about new challenges, particularly start-ups and entrepreneurial experiences, as shown by two projects he  currently is involved in, namely UniBooks and MyGeneration s.r.l. (Ltd.) itself, which he co-founded in March 2011 and of which he currently is the Chief Strategy Officer (CSO).
He is the editor of the "News from the world" and the "English Jam" columns.

Sito web: it.linkedin.com/pub/gianluca-de-santis/27/529/b38

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