La lettera italiana presentata a Bruxelles

Mercoledì, 26 Ottobre 2011 18:00
  

Ancora riflettori puntati sul Summit dell'Unione Europea, previsto per questa sera. Ecco le prime indiscrezioni: nei quindici minuti che hanno preceduto l'apertura ufficiale del consiglio, il Premier Silvio Berlusconi, ha illustrato la posizione dell'Italia e i provvedimenti stabiliti per migliorare la situazione economica del Paese, secondo le richieste dell'Eurogruppo. Nel frattempo, Francia e Germania, risultano ancora in disaccordo su alcuni punti, in particolare sul secondo piano di salvataggio della Grecia e sul rafforzamento del fondo salva-stati Efsf. Anche dal punto di vista comportamentale, il cancelliere Angela Merkel e il Presidente Nicolas Sarkozy, hanno adottato linee molto diverse: sono giunti insieme nella sala del vertice europeo, alle 18.15 ma, mentre il leader tedesco si è diretto immediatamente verso il Premier Berlusconi, stringendogli la mano, Sarkozy è rimasto indietro, tergiversando e intrattenendosi con rappresentanti di altri Stati europei. Polemiche sull'ennesima gaffe del Presidente del Consiglio italiano, particolarmente interessato a squadrare dalla testa ai piedi, la bionda, alta e dagli occhi azzurri, Premier danese. Tuttavia, occorre rassegnarsi a questa poco elegante immagine di Berlusconi, per soffermarsi, piuttosto, sugli elementi davvero essenziali del Consiglio Europeo, da cui dipendono molti cambiamenti e (si spera) miglioramenti, pensati per il nostro Paese. Questa mattina, si è infatti svolto, a palazzo Grazioli, l'incontro necessario alla stesura della lettera di quindici pagine, che il Premier ha presentato all'Eurogruppo, contenente le misure da approvare per il risanamento del debito pubblico, dopo che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, aveva commentato ieri: "Ha bisogno di qualche messa a punto e di qualche ritocco". Ritoccata la preziosa lettera, Bossi ha dichiarato: "Una strada l'abbiamo individuata, ora bisogna vedere cosa dice l'Europa". Ma la meta è ancora lontana e il leader svedese, Fredrik Reinfeldt, in modo molto chiaro e diretto, ha sottolineato che, la crisi non riguarda l'Europa, bensì i singoli Paesi e che, questi ultimi, devono provvedere affinchè il problema sia risolto, senza pesare sull'economia dell'Eurozona. Tuttavia, gli ultimi dati Istat, rivelano che l'industria italiana, sia nell'import che nell'export raggiunge, nei primi 8 mesi 2011, aumenti superiori al 12%, che favoriscono i rapporti economici con la Germania, di cui siamo partner importanti. Nè è risultato necessario ricorrere al fondo salva-stati, al quale, d'altronde, contribuiamo con 139 miliardi. In effetti, non è detto che si possa davvero fare a meno così facilmente dell'Italia nell'Unione Europea, perciò...stringiamoci la mano! Ma non bisogna dimenticare che, il debito pubblico grava sulle teste degli italiani e, gli ottimisti, sperano in un pareggio di bilancio per il 2013, risultante dalla manovra di agosto mentre, secondo le linee guida della missiva consegnata a Bruxelles, saranno consentiti licensiamenti facilitati in caso di situazioni di crisi, la necessità di maggiore competitività aumenterà i poteri dell'Antitrust ed entro il 2026, uomini e donne, andranno in pensione a sessantasette anni. A prescindere dai provvedimenti che saranno approvati per il futuro, è importante però, riacquistare la giusta credibilità nel panorama europeo, che ci consenta di rivendicare un ruolo di rilievo, nello sviluppo economico dei Paesi dell'Unione. Si attendono i risvolti del vertice straordinario di questa sera.

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