"Servizio Pubblico": comincia la rivoluzione

Venerdì, 04 Novembre 2011 20:35
  

Un lampo squarcia il cielo grigio del panorama televisivo italiano. La trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro ottiene, all’esordio, un ottimo risultato di ascolti, siglando il 9,22 per cento di share con 2.240.964 telespettatori sulle tv locali. Su Sky Tg24 i telespettatori sono stati 644. 060, con il 2,64 per cento di share. Quindi, l'audience totale dell'esordio di Santoro si attesta a 2.885.024 telespettatori, con uno share di circa il 13%.

Le stime dei risultati sul web parlano di 400.000 utenti sui siti di Corriere della Sera e di Repubblica e altri 400.000 sui siti del Fatto Quotidiano e dell'associazione Servizio Pubblico.
Dopo la trasmissione è stato messo online il sito di “Servizio Pubblico”, ove è possibile sia rivedere la prima puntata che accedere ai diversi approfondimenti di cui già dispone il portale.
Tutto ciò è stato reso possibile grazie anche al contributo di più di 100.000 persone che, donando 10 euro all’associazione Servizio Pubblico, hanno finanziato il programma.
Il conduttore entra sulle note di “noi siamo i soliti” di Vasco e subito indica Montanelli e Biagi come propri numi tutelari.
Santoro, nell’editoriale di apertura, rievoca anche le parole di Mario Monicelli, che tempo fa invocava la rivoluzione. E’ infatti questo l’obiettivo dichiarato del giornalista: una rivoluzione civile che comincia dallo smascheramento della casta (il titolo della prima puntata è “Licenziare la casta”) e si declina attraverso nuovi strumenti di diffusione dell’informazione.
L’altro elemento fondamentale della trasmissione è l’indipendenza: nessuno ha voluto ospitare questa trasmissione, nessun editore se n’è accollato i costi. La risposta data trae forza dall’appoggio delle persone, dalla passione dei giornalisti e dei lavoratori che partecipano al progetto (per molti versi assimilabile all’esperimento portato avanti dal Fatto Quotidiano) e dalla conseguente indipendenza e libertà editoriale.
Al fianco di Santoro in questa nuova avventura, il consolidato staff di Annozero, tranne Corrado Formigli, oggi conduttore su La7 di Piazza Pulita, che ieri si è fermato al 4,74% di share.
Rispetto ad Annozero, non ci sono stati collegamenti con le piazze, sostituiti dall’interfacciarsi continuo con il pubblico tramite sondaggi lanciati su facebook.
La prima delle 26 puntate in programma, trasmessa dagli studi di Cinecittà, ha mostrato, tuttavia, qualche ombra. Tralasciando i tempi dilatati, i problemi tecnici in studio e di trasmissione, il punto principale è che nella prima puntata sostanzialmente non c’è stato contraddittorio (a parte qualche poco incisivo commento di Luisella Costamagna e Franco Bechis su De Magistris).
Ora, considerando che non sempre sarà possibile sfruttare gli esilaranti intermezzi di Lavitola alla lavagna, questa è una questione da non sottovalutare, poiché in grado di sfibrare l’interesse dei telespettatori ai contenuti (pure molto apprezzabili) del programma, che corre il rischio di trasformarsi in una sala in cui l’orchestra intona sempre la stessa musica.
Per garantire successo di pubblico e qualità elevata, quindi, appare necessario rimediare alla svelta, cercando di non darla vinta ai boicottatori.

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