I nuovi ministri di Monti

Mercoledì, 16 Novembre 2011 13:15
  

Il Paese in fermento per tutta la mattina, borse col fiato sospeso: grande attesa per l'annuncio di Mario Monti, riguardo la designazione dei nuovi membri del neonato governo. Dietro suggerimento dei partiti, il nuovo esecutivo è stato costruito solo su personalità tecniche, senza alcuna presenza politica. In questo modo, come sottolineato anche da Bersani, ci si augura di poter meglio sostenere Monti. Ecco l'elenco dei nuovi Ministri:

Ministro dello Sviluppo: Corrado Passera (Membro del Consiglio d'amministrazione dell'Università Bocconi. Manager e banchiere. Attualmente consigliere delegato di Intesa Sanpaolo);

Ministro delle infrastrutture: Antonio Catricalà (Giurista, consigliere e presidente di sezione del Consiglio di Stato. Attualmente professore a contratto all'Università LUISS, insegna Diritto dei Consumatori);

Ministro dell'economia: ad interim Mario Monti (In un momento molto difficile per l'economia italiana, il Senatore e nuovo Premier, nonché esperto economista, ha deciso di affrontare la crisi, tenendo per sè questo delicato incarico);

Ministro della difesa: Giampaolo Di Paola (Capo di stato maggiore della difesa dal 2004 al 2008 e attualmente presiede il Comitato militare della Nato);

Ministro degli interni: Anna Maria Cancellieri (Soprannominata lady di ferro. Ha ricoperto il ruolo di prefetto a Vicenza, Bergamo, Parma e Genova ed è stata Commissario nel Comune di Bologna);

Ministro della Giustizia: Paola Severino (Importante avvocato penalista e vice rettore dell'Università Luiss di Roma. Ha detenuto numerose cattedre di diritto penale, pubbliche e private, compresa quella presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma);

Ministro degli esteri: Giancarlo Aragona (Noto diplomatico, ambasciatore a Mosca e Londra. Attualmente, lasciata la carriera diplomatica per raggiunti limiti di età, presiede la Società Gestione Impianti Nucleari e l'Istituto Mediterraneo di Ematologia);

Ministro del Welfare: Elsa Fornero (Professore di Economia all'Università di Torino, nonchè Direttore del CeRP, Centre for Research on Pensions and Welfare Policies);

Ministro dell'istruzione: Francesco Profumo (Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Rettore del Politecnico di Torino);

Ministri per i beni e le attività culturali: Andrea Riccardi (Illustre storico nel campo religioso internazionale, è professore di Storia contemporanea all'Universita Roma Tre, nonchè fondatore della Comunità di Sant'Egidio);

Ministro per il pubblico impiego: Luisa Torchia (Importante esperta di diritto amministrativo. Insegna alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università Roma Tre. Ha fatto parte, della commissione per la trasparenza della pubblica amministrazione);

Ministro per i rapporti con il Parlamento: Antonio Malaschini (Consigliere di Stato. Per nove anni è stato segretario generale di Palazzo Madama).

In sostanza, le differenze col governo Berlusconi, riguardano, in primoluogo, il numero degli addetti ai lavori: 16, invece di 23. Eliminati i Ministeri per l'Attuazione del programma di Governo (Rotondi), Pubblica amministrazione (Brunetta), Riforme per il federalismo (Bossi), Gioventù (Meloni), Semplificazione normativa (Calderoli). Tutta nuova, invece, la nomina di Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione (Riccardi), nata dal bisogno di recuperare terreno, rispetto al panorama europeo e mondiale. Più volte sottolineata dal Presidente del Consiglio, la necessità di rasserenare: rasserenare gli animi, le borse e i partiti. Un sospiro di sollievo, dunque, prima della grande salita. Sembra quasi che i nuovi Ministri, siano stati scelti in base a meriti effettivi. Possibile? Difficile credere a una realtà così diversa e, come si dice? Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, purchè i cittadini siano sempre informati, partecipi e consapevoli di ciò che accade ai vertici. Staremo a vedere. Per ora, le basi sembrano solide. Almeno, ci si augura che qualcuno dei componenti del "team Monti", sappia anche cosa significhi il termine "Spread", che tanto angoscia gli italiani negli ultimi tempi. Più volte, infatti, era stata denunciata, mediante servizi e interviste, l'ignoranza di molti componenti del vecchio organico governativo, su questioni di cruciale importanza per l'Italia, soprattutto in tempi di crisi economica. Ma facciamo un rapido ripasso anche per i meno esperti:

Borsa: in economia, mercato organizzato e periodico (propriamente b. di commercio), dove intermediari specializzati, trattano contratti d'acquisto e vendita per determinati tipi di merci, servizi o strumenti finanziari, sotto l'osservanza di speciali norme. Il tipo di beni o di servizi che è oggetto della contrattazione caratterizza, anche nominalmente, la b., sicché si distingue tra b. merci, b. valori, b. assicurazioni, b. noli.

Spread: nel linguaggio finanziario, differenza tra i livelli di quotazione di un titolo o fra tassi di interesse; in senso più specifico, differenza tra quotazione in denaro e quotazione lettera. Può indicare anche differenza riferita ad altre grandezze economiche, come, per es., il divario tra costo e ricavato di un'operazione. È, in sostanza, la differenza tra il prezzo più basso a cui un venditore è disposto a vendere un titolo (ask) e il prezzo più alto che un compratore è disposto ad offrire per quel titolo (bid), ed è spesso usato come misura della liquidità del mercato; il credit spread, denota il differenziale tra il tasso di rendimento di un'obbligazione caratterizzata da rischio di default (ad es., un titolo di stato a breve termine, quale in Italia il BOT) e quello di un titolo privo o a bassissimo rischio preso a riferimento.

Rating: nel linguaggio economico e finanziario, è la valutazione, effettuata da agenzie specializzate, della qualità e dell'indice di affidabilità, dei titoli emessi da una società o da un'impresa e, di conseguenza, della sua solidità finanziaria.

Debito pubblico: è l'importo complessivo dei prestiti che lo Stato, le aziende statali autonome, le regioni, le province, i comuni, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, le imprese e gli enti speciali appartenenti allo Stato, contraggono periodicamente a fronte del deficit di bilancio. In senso più specifico, solo il debito contratto dallo Stato all'interno e all'estero e più spesso il solo debito interno. È necessario tenere sotto controllo il debito, al fine di evitare un fallimento dello Stato.
[Fonte di riferimento: Enciclopedia Treccani]

Per concludere, nel primo pomeriggio, le borse (con un po' di tremarella), hanno fatto su e giù, anche se con lievi differenze. Forse più giù che su. Ma Monti si dice fiducioso, soprattutto per l'apparente propensione di tutta la classe politica, a fare sacrifici e a dare una mano per risollevare l'Italia. Certo, considerando certi loro stipendi, alla parola "sacrifici", una risata inevitabilmente ci scappa, ma almeno il miglioramento è all'orizzonte. Magari, per sacrificio e collaborazione, s'intende il fatto che cercheranno di evitare di fare capricci, con dispetti e puntando i piedi e (sempre magari), riusciranno a lavorare per il bene della comunità. Si, proprio lavorare! Al momento, ogni italiano è chiamato a pregare le proprie divinità: speriamo che il Paese non finisca in bancarotta.

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