L'era glaciale: Italian style

Martedì, 14 Febbraio 2012 07:54
  

Neve, neve, neve: un manto candido avvolge lo stivale e soprattutto imperversa sugli schermi. Un sindaco dichiara l’emergenza e non riesce a contrastare il gelo che sembra prendere sempre più il sopravvento sulla sua città. Una capitale con duemila anni di storia paralizzata dalla neve, chiede invano aiuto alla protezione civile. E’ forse la trama di ‘The day after Tomorrow 2’, il nuovo disaster movie americano? Purtroppo no, potremmo chiamarlo ‘3 Febbraio 2012: follia nella capitale’, il nuovo film prodotto da Aurelio De Laurentiis con protagonisti il sindaco e la protezione civile.

E’ appunto il 3 febbraio 2012: gli abitanti della città eterna si svegliano e dalle proprie finestre possono apprezzare un panorama per loro inusuale. Mezzo metro di neve ricopre la capitale, niente di che, nessun allarme, anzi tutto era già stato previsto dal meteo. Una giornata qualunque, dunque, solo un po’ più candida. Ignari di ciò che li attende, i romani salgono sulle loro automobili e, come di consueto, si immettono nel Raccordo Anulare che, come canta Venditti, circonda la capitale. Ed è qui che si consuma il dramma, una normale giornata di lavoro, si trasforma in un ‘inferno di cristallo’. Intrappolati nel traffico fino a tarda notte, i romani invocano l’aiuto del loro sindaco. Se questo fosse un film americano, il nostro sindaco-eroe, interpretato da Bill Pullman o Harrison Ford, risolverebbe la situazione, agendo tempestivamente e nel miglior modo possibile. Purtroppo, come abbiamo già detto, questo più che un blockbuster è la parodia di una nazione che affonda e il nostro protagonista affronterà l’emergenza nell’unico modo che conosce: come ospite di quasi tutti i programmi televisivi della giornata e diffondendo, attraverso i social network, graziose immagini di sé impegnato a ‘spalare la neve’. Tutto questo condito dall’immancabile tentativo di scaricare su altri le responsabilità. Nella nostra ipotetica pellicola che potremmo all’occorrenza trasformare anche in un film d’animazione, il protagonista è un ‘piccolo’ sindaco bradipo, una versione meno simpatica di Sid dell’Era glaciale, che sbatte i piedi a terra urlando: <<E’ colpa tua>> al capo della protezione civile oppure che, piagnucolando, risponde ad una giornalista di Rai3 che parla di disastro annunciato: <<Nessuno mi dice niente, io non ho colpe, non sapevo niente!>>.

Già, i disastri annunciati italiani, ci sarebbe molto da raccontare sul tema, ma questa è un’altra storia. Tornando al nostro film, sfumiamo e andiamo avanti di qualche giorno: 12 febbraio 2012 qualcosa è cambiato? Sì, ma in peggio: i poveri cittadini non possono neanche uscire di casa perché, udite udite, il caro sindaco ha imposto l’obbligo di catene ma queste ultime nella capitale non si trovano. Ed ecco l’evoluzione in film dell’assurdo con finale che lasciamo aperto all’immaginazione del nostro lettore/spettatore. Riusciranno i nostri a superare il momento delicato? Sicuramente sì ma soltanto grazie alle grandi risorse che il popolo ha, non certo grazie alla classe politica che nel nostro film, come nella vita reale, non fa una gran figura. Forse siamo stati ipercritici ma essere provocatori è nella natura umana. Certo non potremmo descrivervi un politico italiano, nella persona del premier, che sceglie di sacrificarsi per restare nel proprio paese come in “2012”, sarebbe sfociare nella fantascienza. Il genere da noi scelto è più paradossale ed è la ragione per cui vi lasciamo con una raccomandazione/citazione: “Con queste condizioni climatiche chi può è invitato a restare a casa, soprattutto gli anziani, i bambini e i senza tetto”(cit. Studio Aperto).

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Emma Di Lorenzo

I leave to others the conviction of being the best, for me I want the certainty that in life you can always improve.

 Marilyn Monroe

 

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