Circumvesuviana? Pericolo di morte!

Lunedì, 07 Maggio 2012 09:41
  

Napoli. In questo periodo di forte recessione economica, tagli e tasse sembrano essere la sola cura plausibile per sistemare le cose. Nella regione Campania, un settore che sembra aver risentito più degli altri della crisi è quello del trasporto pubblico. In particolar modo, i treni della Cumana, della Circumflegrea e della Circumvesuviana, sono stati spesso oggetto di proteste per la notevole diminuzione delle corse e il conseguente affollamento dei vagoni. Un disaggio che colpisce: pendolari, studenti (spesso costretti ad entrare in ritardo a scuola) e turisti.

La politica dei tagli “selvaggi” alle spese, oltre a creare l’inefficienza del servizio, in alcuni casi mette a repentaglio l’incolumità dell’utenza. Esempio lampante di quanto appena affermato è la fermata della Circumvesuviana del Centro Direzionale. Ogni giorno migliaia di lavoratori, usufruiscono di questa fermata strategica per recarsi al lavoro presso il Palazzo di Giustizia e i vari uffici dislocati nell’area.

Già dall’ingresso, la struttura presenta evidenti segni di degrado: graffiti sulle mura, scale mobili guaste e totale assenza di bagni pubblici. Quanto appena descritto, in altre città, farebbe già gridare allo scandalo. Ma per nostra sfortuna non è tutto. Dando uno sguardo in giro, ci si rende facilmente conto che l’intera struttura soffre di gravi problemi d’infiltrazioni d’acqua. Macchie di muffa, stucco assente e addirittura un principio di formazione vegetale (probabilmente muschio), circondano tubature e allacci di corrente elettrica. Un cortocircuito sembra essere imminente, e il rischio che tutto possa degenerare in un incendio dal difficile controllo, ci viene confermato dalla totale assenza degli estintori.

Sorpresi dalla gravità della cosa, ci siamo recati presso la biglietteria della struttura per fare chiarezza sulla situazione. Un dirigente un po’ imbarazzato ci ha accolti nel suo ufficio e ci ha stupiti con una dichiarazione che ha dell’incredibile: “ Gli estintori non sono assenti, li conserviamo in deposito perché se li lasciamo negli appositi alloggi, tempo dieci minuti e bande di ragazzini fanno incursione nella fermata e ce li rubano -una bravata che può costare la vita a migliaia di persone-, quindi per scongiurare questi furti, preferiamo tenere gli estintori sotto chiave”. Ovviamente tenendo gli estintori chiusi in uno sgabuzzino, le operazioni di soccorso in caso d’incendio risultano più lunghe e complicate. Immaginate di dover fronteggiare le fiamme: Per prima cosa bisogna correre in biglietteria , chiedere gli estintori e aspettare che quest’ultimi vengano presi, per poi correre con una decina di chili sotto braccio fino al rogo. Sicuramente un tempo lunghissimo che non da nessuna sicurezza. “Il problema è che mancano i soldi per la vigilanza- continua l’impiegato- una volta, la circumvesuviana si avvaleva di una vigilanza privata. Poi non è stato più possibile sostenere la spesa e quindi, quando questi ragazzini rubavano gli estintori, a noi non restava altro da fare che rivolgerci alla vigilanza del Centro Direzionale. Ma essendo quest’ultima impegnata a tenere sotto controllo un’area vastissima, la tempistica d’intervento in nostro soccorso risultava essere troppo lunga. Quindi questi baby criminali avevano tutto il tempo di darsela a gambe, dopo aver fatto il proprio comodo ”.

Una situazione assurda che mette a repentaglio l’incolumità di tutti noi. Non resta che sperare in una rapida presa di coscienza da chi ha il compito di far rispettare le norme sulla sicurezza. La fermata del Centro direzionale è in questo stato da più di un anno e ad oggi nulla è cambiato. Speriamo di poter segnalare presto la risoluzione del problema, piuttosto che l’ennesima tragedia che poteva essere scongiurata.

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Mirko Galante

Da sempre appassionato di comunicazione in ogni sua forma. Amo la fotografia e le riprese video. Adoro raccontare ciò che mi circonda attraverso uno sguardo critico ma propositivo. Non mi piace la vita in ufficio, ore ed ore dietro una scrivania non fanno per me. Preferisco mettermi in gioco, stare in strada alla ricerca di notizie, condividere esperienze, avventure e pericoli tra la gente. Non posso fare a meno della scarica di adrenalina che si ha quando armato di una telecamera nascosta, raccolgo prove per un'inchesta.

Questo è giornalismo investigativo.

 

Il mio motto è : Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di coloro che guardano senza fare niente. (Albert Einstein)

 

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