Panico al San Gennaro di Napoli. Aggredito Luca Abete

Giovedì, 10 Maggio 2012 16:08
  

Ancora una volta il noto inviato di Striscia la Notizia, Luca Abete, è stato vittima di una pericolosa aggressione.  Erano le 10:30 quando il reporter, a fronte di due precedenti servizi, si era recato presso lo storico nosocomio della Sanità per chiedere chiarimenti al commissario Scoppa, circa le numerose problematiche che affliggono la struttura.  Appena entrato nell’ospedale, Abete è stato immediatamente aggredito da più persone, riportando una brutta ferita alla testa a seguito di una caduta. Pur sanguinante, l’inviato ha cercato ancora una volta di avvicinarsi al commissario in maniera pacifica e privo di telecamera, ma è stato nuovamente allontanato a spintoni dagli addetti alla sicurezza. Nel frattempo il commissario, approfittando della ressa, totalmente indifferente all’accaduto si è allontanato dalla struttura. In soccorso di Luca sono subito intervenuti operatori e pazienti, i quali hanno dato prova di grande partecipazione e solidarietà prestandogli le prime cure. Abete è stato poi trasportato in ambulanza presso il Cardarelli per ulteriori accertamenti specialistici.

Quanto è accaduto al San Gennaro è inqualificabile, un ostruzionismo inutile che non fa altro che ledere gli ammalati. Quello di Abete non era altro che il tentativo di far migliorare lo scandaloso stato dell’ospedale. Tutt’oggi infatti, gli ascensori non sono funzionanti e i ricoverati vengono trasportati da un piano all’altro a braccio da infermieri e parenti. Molti reparti sono chiusi con le attrezzature ancora imballate mentre gli sterilizzatori (macchinari che rendono sterili i ferri chirurgici) risultano ancora guasti.

Augurandoci che episodi simili non accadano più non resta che sperare in una pronta guarigione del “sempreverde”inviato di Striscia, esprimendogli a nome di tutta la redazione di MyGeneration la più sentita solidarietà.

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Mirko Galante

Da sempre appassionato di comunicazione in ogni sua forma. Amo la fotografia e le riprese video. Adoro raccontare ciò che mi circonda attraverso uno sguardo critico ma propositivo. Non mi piace la vita in ufficio, ore ed ore dietro una scrivania non fanno per me. Preferisco mettermi in gioco, stare in strada alla ricerca di notizie, condividere esperienze, avventure e pericoli tra la gente. Non posso fare a meno della scarica di adrenalina che si ha quando armato di una telecamera nascosta, raccolgo prove per un'inchesta.

Questo è giornalismo investigativo.

 

Il mio motto è : Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di coloro che guardano senza fare niente. (Albert Einstein)

 

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