Quando Al-Qāʿida ti educa nel feto

Martedì, 15 Maggio 2012 10:35
  

Che l'undici settembre sia ancora una ferita aperta negli Stati Uniti, è un dato di fatto. Chiunque abbia viaggiato in aereo prima e dopo la fatidica data di undici anni fa ha ben chiaro come siano aumentate le misure di sicurezza soprattutto per chi voglia andare negli States.

Tra le tante misure antiterroristiche sicuramente una delle più controverse è la “no fly list”. Questa è una lista redatta dal Terrorist Screening Center (TSC), un’organizzazione interna alla FBI, in cui sono indicati i nomi di terroristi e sospetti terroristi ai quali è vietato l’imbarco in qualsiasi aereo di linea che voli da o verso gli U.S.A.

Tralasciando le critiche sull’illiberalità della lista e sulla facilità con cui è possibile superare questo sistema di controllo, la vera problematica è quella dei falsi riscontri.

Un caso che ha scatenato molte critiche è la piccola disavventura capitata ad una coppia di americani-islamici del New Jersey all'aeroporto di Fort Lauderdale in Florida.

Appena imbarcati, una assistente di volo li ha avvicinati e ha comunicato loro che agenti della sicurezza volevano parlare con loro. Scesi subito dall’aeromobile scoprono che trai nomi della lista risulta essere presente della loro figlia Riyanna. C’è voluta quasi mezz’ora per convincere le autorità che si fosse trattato dell’ennesimo errore della lista, non tanto perché la loro figlia non era una terrorista, ma perché la figlia aveva da due mesi compiuto un anno e che sembrava molto strano che Al-Qāʿida facesse proseliti in bambini così “giovani”.

Benché il malinteso fosse stato chiarito e abbiano avuto l’autorizzazione a risalire sul velivolo, la coppia si è rifiutata di farlo a causa dei commenti poco lusinghieri di cui erano stati vittime mentre scendevano nel terminal. “Siamo stati messi in mostra come in un circo perché mia moglie indossa la hijab (il velo islamico) ” ha dichiarato il marito.

Rimane, infine, una domanda: può il bisogno, legittimo, di sicurezza travalicare i limiti del solo buon senso (nel migliore dei casi) o dei diritti (nel peggiore) per scoprire se dietro ad un infante si nasconda un nuovo Bin Laden?

Penso che la lettura della storia umana renda la domanda retorica ma in molti, sembra non pensarla così.

Ultima modifica il Martedì, 15 Maggio 2012 14:41
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