Fonti preziose

Mercoledì, 16 Maggio 2012 16:14
  

"È ormai tempo di considerare l'accesso all'acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazioni, (…) allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute.
Gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all'uso personale e domestico dell'acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questo quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità, accessibile economicamente a tutti e che ciascuno la possa raccogliere ad una distanza ragionevole dalla propria casa.”

Estensione del ‘diritto alla vita’: Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

ONU28 luglio 2010

Da Ottawa all’Italia, da Johannesburg all’India, si sono moltiplicate le iniziative di resistenza alla privatizzazione dell’acqua: primi cenni di inversione di un trend monopolista che sembrava non conoscere battute d’arresto. Sostenuta dalla Banca mondiale e dal Fondo monetario internazionale, la privatizzazione dell’acqua potabile negli ultimi quindici anni è diventata un affare controllato dalle corporations con grandissimi margini di profitto, soprattutto in Asia, Africa, America Latina dove colossi imprenditoriali hanno messo le mani sulle più vantaggiose fonti di acqua. Ho sempre una bottiglina d’acqua nello zaino, una di quelle da 50 centesimi prese alla macchinetta dell’università, fortuna che il distributore non propini bottigliette Kona Nigari: 33 dollari, roba da poveracci in confronto ad una bottiglia Dubai collection della The ten thousand che con i suoi diecimila cristalli di Swarovski ammonta a 26 mila dollari!

L’acqua dolce è un miraggio per gli 1,2 miliardi di persone che non hanno accesso all’acqua

potabile.” Così recita un rapporto ONU.

“Ogni cittadino americano consuma in media 600 litri di acqua potabile al giorno”. Spiega Maude

Barlow, fondatrice del Blue planet project, leader del movimento di giustizia globale dell'acqua.

Acqua fresca, acqua calda, acqua dolce e salata, acqua pulita, sporca o violenta. Salta subito all’occhio l’ossimoro eppure: “Israele usa l’acqua come arma politica e di discriminazione etnica, crea un apartheid idrico fornendo ai palestinesi quantità ridotte di acqua, impedendo loro di costruire pozzi, cisterne, impianti di depurazione e li distrugge quando vengono realizzati intralciando le infrastrutture igienico- sanitarie”. Da una relazione stilata dal Blu Planet Project, si apprende che Israele è stato giudicato colpevole di violazioni del diritto umano all’acqua, ma questi risultati non hanno portato ad alcun miglioramento nella condizione dei palestinesi sul terreno.

Restiamo Umani” . E’ questa la preghiera di Ruba, un’amica arabo-israeliana che denuncia così le ingiustizie di una guerra: <<le mie origini sono palestinesi, la mia famiglia mi racconta di un tempo in cui si vivevano in armonia arabi ed ebrei, ma dopo la conquista di Israele tutto è cambiato. Sentendo un mio amico palestinese avverto tutta la sua sofferenza ‘ un giorno avevo la casa a Gerusalemme’ dice, ‘ed ora è tutto distrutto: dopo aver preso il passaporto in Giordania con tante difficoltà, una sola volta l’anno posso vedere i miei parenti in Israele.’ Ritengo che nessuno abbia il diritto di togliere la serenità, la famiglia, l’acqua e la vita a qualcun altro. Restiamo Umani, sì è una frase in cui credo >>.

(Con la collaborazione di Ruba Arrigoni Srour).

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Federica De Marco

"Essere donna è così affascinante. E' un'avventura che richiede coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia con i capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva mangiò la mela. quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c' é un'intelligenza che chiede di essere ascoltata" O. Fallaci

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