Referendum...meglio andare al mare.

Sabato, 14 Luglio 2012 14:21
  

"Firma contro la casta!", "Referendum contro la casta!","Io firmo per tagliare gli stipendi d'oro ai parlamentari". Credo che chiunque di voi abbia avuto (e ha tuttora) la bacheca, di qualsiasi social network, riempita da questi post che invitano i cittadini a firmare per questa richiesta di referendum diretta ad abrogare le indennità parlamentari. Ovviamente, la prima cosa che risalta è la scarsa risonanza che nei media ha avuto l’avvenimento, compresi quei canali mediatici che generalmente sono molto attenti a queste iniziative, circostanza che ha fatto gridare allo scandalo tutto il popolo della rete

Chi vi scrive si è subito indignato per questa censura! “Che ormai non ci sia nessuna voce libera che comunichi queste iniziative di democrazia diretta? Tutta l’informazione è controllata da una specie di “Minculpop” invisibile che censura la volontà dei cittadini?”. Nel pieno dell’indignazione però è scattato in me qualcosa. “Ma un referendum del genere si può chiedere?”. Prendo il mio buon manuale di diritto pubblico e ripasso il paragrafo sul referendum abrogativo della legge statale.  Ad un certo punto sento il dubbio crescere in me quando leggo che la Corte Costituzionale ha escluso l’ammissibilità delle richieste referendarie che attengono a leggi ordinarie a contenuto costituzionalmente vincolato. Orbene la legge 1261 del 31 ottobre 1965 sulle indennità parlamentari, sembra essere una legge costituzionalmente vincolata. Infatti l’articolo 69 della Costituzione sancisce: “I membri del parlamento ricevono un'indennità stabilita dalla legge”. Quindi l'eventuale abrogazione comporterebbe un inadempimento del dettato costituzionale. Si potrebbe dire che è molto discussa sia l'appartenenza della legge 1261 alla categoria delle leggi costituzionalmente vincolate che la stessa categoria delle leggi costituzionalmente vincolate, ma non penso che gli autori ed i diffusori dei vari post pro consultazione referendaria si siano posti il problema.

Ed ecco che un nuovo dubbio, ben più profondo, pervade la mia mente: “Che sia tutta una bufala?”

Bisognava indagare!

Ormai convinto che questa raccolta firme sia lo scherzo di qualche buontempone populista, accedo al motore di ricerca convinto ormai di aver capito tutto. Invece, scopro che non solo la proposta referendaria esiste ma che ne esistono addirittura due che vogliono abrogare “parzialmente” la legge 1261/65! Ed ecco che la parola “parzialmente” allontana da me la convinzione della solita “bufala”.

Certo i dubbi sull'accettabilità dei quesiti rimane e decido, quindi, di indagare più a fondo.

La prima richiesta è supportata dal “Comitato del Sole”, una sorta di lista civica toscana che ha attirato molte critiche soprattutto da parte della base fiorentina del “Movimento 5 stelle”. I grillini accusano il comitato di voler destinare il rimborso referendario per finanziare propri interessi. Ma, ritornando al tema, queste persone proporrebbero un quesito referendario molto articolato che sostanzialmente prevede l’abolizione di tutte le “integrazioni” allo stipendio ordinario cancellando diversi periodi della legge.

La seconda è invece presentata dal partito “Unione Popolare”. Questo partito, area centrodestra, (in Facebook si dichiarano ex-UDC) vuole un’Italia fondata sull’agricoltura e sulla piccola e media impresa alimentata dal fotovoltaico, mira “soltanto” all’abrogazione dell’articolo 2 della 1261/65 che sancisce la c.d. diaria (un rimborso delle spese di soggiorno a Roma) per non rischiare, a detta loro, il rigetto della domanda referendaria.

Come si vede le due richieste referendarie sono di per sé molto diverse, anche se mirano al medesimo risultato (in quantità diversa). Tuttavia una caratteristica hanno in comune: la totale disorganizzazione dei promotori. Leggendo i numerosi post lasciati da persone di vario tipo sulle pagine delle organizzazioni, risulta che i comuni che hanno i moduli necessari non sono tantissimi e le date in cui dovrebbe terminare la raccolta sono estremamente ballerine poiché cambiano passando di fonte in fonte.

In conclusione c’è da chiedersi se sia stata la completa disorganizzazione la causa del poco interesse dei mass media più che strane forze oscure.

Comunque, gli organizzatori avranno tempo per pensarci, visto che non si possono organizzare referendum nell’anno che precede la scadenza del mandato di una delle due camere che avverrà per entrambe l’anno prossimo pena il rigetto dei quesiti presentati.

In poche parole il tempo non manca, la serietà invece manca ed anche troppo.

Per saperne di più:

http://comitatodelsole.altervista.org/procedura-per-la-raccolta-firme.htmlhttp://comitatodelsole.altervista.org/procedura-per-la-raccolta-firme.html

http://www.unionepopolare.eu/referendum.htmlhttp://www.unionepopolare.eu/referendum.html

 
 
Un sentito grazie al Dottor Caputo per la consulenza legale.

 

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