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Marte – Here we come!

Venerdì, 10 Agosto 2012 20:33
  

1.      Qual è lo scopo di questa ennesima missione su Marte? Non bastavano i rover mandati finora?

La missione del rover Mars Science Laboratory, detto Curiosity, è complementare a quella degli altri rover e lo scopo è pressoché lo stesso: trovare forme di vita su Marte o perlomeno tracce di microrganismi vissuti un tempo sul Pianeta Rosso. Ciò che distingue il Curiosity dagli altri rover che passeggiano oggi su Marte è, oltre alle sue maggiori dimensioni, l’avanzatissima tecnologia, che gli permette di analizzare chimicamente, in modo più completo, le rocce che frantuma, di fare esperimenti e di scattare immagini ad altissima risoluzione da inviare sulla Terra. A differenza degli altri rover, inoltre, il Curiosity potrà spostarsi in un raggio di circa 6 km sul suolo marziano, perché è in grado di aggirare e superare ostacoli. Il Mars Science Laboratory è il primo vero passo che potrà un giorno consentire all’uomo di andare su Marte. È per questo che la missione ha una portata storica! Il Curiosity scoprirà quale “bagaglio” dovranno portarsi dietro gli astronauti che sbarcheranno sul pianeta (ricordiamo che l’atmosfera marziana è fortemente radioattiva e quindi dannosa per l’uomo).

2.      Perché l’uomo vuole andare su Marte?

La missione umana è di fondamentale importanza perché nessun rover tornerà a casa e, dunque, l’unico modo per analizzare sulla Terra le rocce marziane è andarsele a prendere di persona! In più, ciò forse contribuirà a scoprire qualcosa sulla nascita dei pianeti in generale, e del nostro in particolare, essendo Marte abbastanza simile alla Terra sotto alcuni punti di vista. Questo è anche il motivo per cui si sogna di poter un giorno far vivere lì alcune specie terrestri.

3.      L’Italia ha dato il proprio contributo alla missione Curiosity?

Sì, l’azienda tutta italiana Sitael ha sviluppato un microchip che consente di effettuare uno degli esperimenti di cui dovrà occuparsi il Curiosity - quello realizzato dalla Spagna -, la cui caratteristica principale è la resistenza alle bassissime temperature. Ma il ruolo dell’Italia va oltre la progettazione del microchip. I nostri scienziati guideranno infatti il programma dell’Agenzia Spaziale Europea, che nel 2018 manderà su Marte un nuovo rover, l’ExoMars, e lavoreranno a stretto contatto con quelli della NASA per guidare il Curiosity.

4.      Cosa c’entra Leonardo da Vinci in tutto questo?

Il grande Leonardo è stato il primo uomo a studiare in modo rigoroso il volo degli uccelli. Ha inventato lui i primi prototipi di elicottero e di paracadute, ha intuito alcune leggi fondamentali dell’idrodinamica e dell’aerodinamica. Portare l’Autoritratto e il Codice sul volo degli uccelli da lui realizzati a bordo del Curiosity – sono contenuti in un altro microchip, sempre della Sitael, in forma digitale - è un segno di profondo rispetto nei confronti di quell’uomo geniale che sognava di volare.

 

Si ringrazia la collaboratrice di Mygeneration  Federica De Marco, senza la cui curiosità non sarebbe mai nato questo articolo.

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"Credo che le idee di Gandhi siano state, tra quelle di tutti gli uomini politici del nostro tempo, le più illuminate. Noi dovremmo sforzarci di agire secondo il suo insegnamento, rifiutando la violenza e lo scontro..." A. Einstein

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