Una condanna in difesa della scienza

Domenica, 28 Ottobre 2012 12:05
  

E così, cari lettori, pare proprio che l'oscurantismo italiano abbia ancora una volta avuto la meglio sulla scienza. Del resto, molte testate giornalistiche e scientifiche nazionali ed estere, dopo la controversa sentenza che condanna a sei anni di reclusione sette membri della Commissione Grandi Rischi in carica al tempo del terremoto che distrusse L'Aquila, hanno ricordato che l'Italia è il Paese in cui venne processato Galileo Galilei.

Ma sarà vero che questa sentenza è frutto di oscurantismo? Ragioniamoci un attimo.

Prima di lanciarci nella dissertazione, però, è necessario premettere due cose: innanzitutto, chi scrive non è affatto solito puntare il dito contro la scienza o gli scienziati, gridando “crucifige” e brandendo una torcia fiammeggiante; inoltre, è davvero difficile valutare una sentenza senza conoscerne le motivazioni (che devono ancora essere rese pubbliche).

Ma una qualche idea possiamo farcela ed a questo scopo potrebbe essere utile questo video:

Colui che viene intervistato è Bernardo de Bernardinis, uno dei condannati, all'epoca braccio destro di Guido Bertolaso. “Come”, vi chiederete voi, “c'entra Bertolaso?”

Certo che c'entra! E qui casca l'asino!

Questa vicenda, cari lettori, non è comprensibile senza prendere in esame la figura di  Bertolaso, un pluri-indagato che ha dimostrato con numerosi fallimenti sul campo la sua inadeguatezza, mentre le sue dichiarazioni trasudano l'arroganza di chi sa di avere le spalle coperte da politici compiacenti.

È Bertolaso, all'epoca godfather della Protezione Civile, ad aver organizzato proprio a L'Aquila una riunione della Commissione per il 31 marzo 2009 (ricordiamo che la scossa che ha distrutto la città è stata il 6 aprile), da lui stesso definita “un evento mediatico”. Ed è de Bernardinis, il suo fiduciario, che, dopo quella riunione, durata peraltro solo mezz'ora, va traquillamente a “bersi un Montepulciano”.

Da notare che il verbale di quella riunione è stato pubblicato solo dopo il sisma: più di una settimana per redigere il verbale di una seduta durata mezz'ora?

Allora diciamoci le cose come stanno, cari lettori: questo non è stato un processo alla scienza, è stato un processo alla superficialità. La riunione-evento mediatico è un evidente segno delle pressioni a cui sono stati sottoposti, presumibilmente dallo stesso Bertolaso (che infatti è indagato con l'accusa di omicidio colposo per questi eventi in un secondo procedimento), i membri della Commissione Grandi Rischi, che, per la legge, non hanno valutato i dati con la necessaria attenzione.

Questa sentenza non condanna affatto la scienza, al contrario vuole tutelarla in uno dei suoi caratteri fondamentali: la sua indipendenza. Nessuno chiede che vengano previsti i terremoti, ma il Paese ha bisogno che gli esperti, le nostre migliori menti, non si facciano soverchiare dalle pressioni politiche, finendo poi per essere superficiali. Speriamo che tutto questo serva da monito, innanzitutto nel campo della prevenzione dei disastri, che ha assolutamente bisogno di essere rivista: basti pensare che nella Provincia di Napoli alcune ferrovie fondamentali per il piano d'evacuazione della popolazione in caso di eruzione del Vesuvio (del quale proprio Bertolaso aveva previsto un aggiornamento che non è mai arrivato) sono state completamente smantellate.

Il prossimo processo è servito su un piatto d'argento.

Vota questo articolo
(2 Voti)
Lorenzo Fattori

Dottore in Sociologia, laureato alla Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli - Federico II.

Presidente del Consiglio degli Studenti e membro studentesco del Consiglio di facoltà della Facoltà di Sociologia.

Membro dell'Esecutivo provinciale dell'UdU - Unione degli Universitari.

In precedenza, ho collaborato con la pubblicazione studentesca SpazioTempo, con il giornale online AgoraVox Italia e con la rivista scientifica Quaderni d'Altri Tempi.

 

- "Homo sum: nihil humanum est a me alienum puto" -

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.