Lezione di sopravvivenza a Napoli n°2: la moda

Lunedì, 16 Settembre 2013 16:15
  

 

Ecco un parolone: moda. Per carità, parliamone. Bisogna innanzitutto distinguere la terminologia: ciò che comunemente, altrove, verrebbe definito cool, glamour (o glam), chic, fashion e chi più ha prestiti da altre lingue, più ne metta, a Napoli semplicemente “si porta”. Si porta dove, scusi? Ma non perdiamoci in chiacchiere. Giorgio Armani direbbe che “eleganza non significa essere notati, significa essere ricordati”. Ok, grazie. Ma cosa succede se, oltre a notare una mise orrorifica, finisce che la ricordo anche? Voglio dire, Giorgio, qual è il passo successivo? Insomma, come faccio a dimenticare (a parte bere, ovviamente)? «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi...». A chi lo dici Roy! Roba da far crescere i capelli a Enzo Miccio, permanente inclusa! Si, insomma, sicuramente molti lettori avranno notato che, negli ultimi tempi, si aggirano per le strade della città, esemplari di maschio semi-adulto, con indosso terrificanti pantaloni “slim” (altro prestito), altrimenti detti “a sigaretta”, con una parte mancante all'altezza della caviglia. Voci non confermate, attribuirebbero le cause della tragedia, a una mancanza di fondi dell'industria tessile. Sta di fatto che, i mostri amici di Sampei, sono stati creati e indisturbati ostentano indecenti caviglie glabre, spesso accompagnate da un disgustoso contorno di mocassini. Oltre a raccogliere telline, i giovani pescatori, non disdegnano anche pesci più grossi, come certe balenottere arenate, con indosso gli immancabili leggings. Ecco, i leggings. Parliamone. Chiamarli leggings, o fuseaux, o pantacollant, non cambia certo la realtà dei fatti, cioè che si tratta di calze coprenti. CALZE! E lo sanno tutti, le calze non sostituiscono i pantaloni. Se esci di casa con un paio di leggings e una T-shirt, vuol dire che hai dimenticato qualcosa, un po' come se uscissi in mutande. Senza scendere nel dettaglio delle varianti pitonate, dorate, paillettate, quelle in pelle, fluorescenti e semaforiche, nonché di quelle strappate alla Catwoman isterica, basta dire che non è assolutamente il caso di rovinare la giornata al prossimo. Fratelli denutriti dei fuseaux, sono gli shorts, più comunemente (e senza troppi fronzoli fashion) noti come pantaloncini. Gli shorts rappresentano una pericolosissima lama a doppio taglio, poiché ci sono due modi per toppare indossando questo capo. Il primo, se sei una fanciulla di 185 kg per 70 cm di altezza: è davvero improbabile che ti donino. Il secondo, se sui pantaloncini indossi una maglietta parecchio lunga e larga, tanto da far supporre a chi capita sulla tua strada, che tu abbia scordato i jeans a casa. Eppure, l'apice può essere raggiunto solo con la fusione di shorts e leggings, strabiliante digi-evoluzione dell'abbigliamento più STILOSO che ci sia. Ma non importa che non abbiate un cervello, ci pensa il vostro favoloso i-phone, con tutte le sue app, a colmare gli sconfinati vuoti della vostra esistenza. Meglio ancora se portato in una fantastica borsa a bauletto di Louis Vuitton, più falsa del mio “da domani studio seriamente”. Si, perché forse non lo sai bimba (avrai...quanto? 15 anni?), ma un bauletto Louis Vuitton autentico, costa dai 700 ai 1000 euro e, guardando te e le tue sei amiche (tutte rigorosamente con la stessa borsa), non voglio davvero credere di avere di fronte 6000 euro con le gambe. Anche perchè, a giudicare dai tuoi leggings, non mi sembri davvero il tipo. E se dovesse capitare di non sentirti all'altezza, quel paio di scarpe nuove fiammanti, di vernice giallo evidenziatore, tacco 22, riusciranno a darti una marcia in più. Ma senza esagerare, l'equilibrio non è certo garantito. Meglio camminare a braccetto, allora! Magari formando uno spartitraffico di oche starnazzanti, pericolosamente in bilico e impossibile da valicare. Splendido quadro: tentato omicidio di passanti, olio su tela.

 

Errata corrige: un lettore faceva presente che, con ogni probabilità, i pantaloni cui si fa riferimento nell'articolo, sono modello "skinny" e non "slim". Ecco.

Leggi anche: Lezione di sopravvivenza a Napoli n°1
Lezione di sopravvivenza a Napoli n°3
Lezione di sopravvivenza a Napoli n°4

Vota questo articolo
(8 Voti)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.