Lezione di sopravvivenza a Napoli n°4: il manto stradale

Lunedì, 21 Ottobre 2013 22:54
  

 

Avete mai sentito la frase: <<Se sei capace di guidare a Napoli, puoi guidare ovunque nel mondo>>? Ecco, mettiamola per iscritto perché io possa firmare e sottoscrivere!

Guidare in questa città è un po' come scendere in battaglia: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. E appunto, inviterei le signorine a restare a casa. Non oso immaginare cosa potrà scatenare quest'affermazione, di certo si griderà allo scandalo e mi ritroverò orde di donne infuriate con striscioni e bombe a mano sotto casa...ma! Lasciate che esprima completamente questo pensiero, prima di farmi fuori (lo dirò in modo carino): le donne non sanno guidare.

Un luogo comune, certo, ma parecchio vicino alla verità. Non è un pensiero che vada particolarmente a mio favore dal momento che sono una donna, ma bisogna dire tutta la verità, anche quando fa male. Oh, God! Perle di saggezza a parte, non voglio certo lasciare in panchina le dovute eccezioni, poiché ci sono non pochi uomini che guidano come capre ubriache e non poche donne che sanno tenere il volante come camionisti, facendo onore alla categoria. Eppure, qualche giorno fa, è capitata sulla mia strada la peggior specie di guidatore che si possa immaginare, la digi-evoluzione della donna al volante: la nonnetta al volante!
Era lì, nella sua Centoventisei color caccola, dimostrando non più di duecentotrentasette anni, con un paio di barattoli al posto degli occhiali, guadagnando terreno alla velocità di un bradipo morto. Con queste premesse, ancora non so spiegarmi come sia potuto accadere che ci ritrovassimo entrambe in prossimità delle strisce pedonali, ma si, è successo, i nostri destini si sono incrociati sul quel pezzo d'asfalto e la situazione è davvero precipitata: ci siamo scambiate sguardi dubbiosi. O meglio, il mio era dubbioso, quello della signora non saprei dire, data la difficile interpretazione attraverso i bicchieri che portava. Ad ogni modo, lei pareva non intenzionata a fermarsi, per cui ho pensato bene di restare ferma per evitare la morte. Poi lei ha improvvisamente frenato. A quel punto non mi restava che avanzare. Ma la Centoventisei è ripartita e poi di nuovo fermata. Nel tentativo di abbreviare quell'agonia, ho cercato di attraversare con maggior slancio, ma di nuovo la nonnetta ha premuto il maledetto piede sul maledetto acceleratore. C'è stato un momento in cui ho davvero pensato di munirmi di megafono e fare un breve discorso all'intrepido pilota: “signora, tra una decina d'anni potrei avere un figlio, crede che farò in tempo per il travaglio in ospedale o chiamo l'ostetrica e faccio predisporre qui sulle strisce???”.

Insomma, le difficoltà e i pericoli per strada sono innumerevoli e, soprattutto, in agguato dietro ogni angolo. Una nonnetta con annessa bombola dell'ossigeno, può rivelarsi incarnazione del male (mal d'auto, nello specifico). Per questi motivi e per il mio spiccato senso del dovere, sento la necessità di scrivere due righe a Luigi De Magistris.

 

 

Esimio, Egregio, Illustrissimo, Magnifico, Dottor, Signor Sindaco,

per guidare a Napoli, è risaputo, bisogna essere in possesso di non meno di sei occhi, quattro mani, un fucile, lanciarazzi, antifurto, antincendio, antibestemmia e antibuca. Proprio a proposito di buche, in città cominciano a vendersi auto fornite di super accessori come la batmobile, solo che al posto del nitro, delle ali e delle batchiavi della batcaverna, si danno in dotazione dodici ruote di scorta, catapulta per lanciarsi oltre i dirupi e gommone per guadare i fiumi quando piove. Grazie per aver riasfaltato il manto stradale davanti il Policlinico, c'è stata grande commozione fra i cittadini e festa per due settimane, ma ci sono ancora parecchi fossati in zona ospedaliera e non solo, che meriterebbero la Sua attenzione. Pare che in alcune di queste buche, siano state avvistate colonie di coccodrilli e si pensava alla costruzione di qualche ponte levatoio. Non si preoccupi, abbiamo già contattato Gabriele Patriarca, noto ex concorrente dello Zecchino D'oro, perché almeno lui possa finalmente sapere sto benedetto “coccodrillo come fa”. Gli amanti del brivido, sembra si siano dati agli sport estremi per superare gli abissi: alcuni si lanciano da un capo all'altro appesi a una liana, altri preferiscono il paracadute e qualcuno ha pensato anche al bungee jumping. L'altro giorno, una Cinquecento è malauguratamente finita in una buca, ma il conducente ha fatto sapere alla famiglia che sta bene e che si trova in Cina.

Non per tediarla, Illustrissimo, ma la prego, faccia qualcosa. Abbiamo già parecchi problemi con le nonnette al volante: finisce che una di loro mette sotto un coccodrillo e si sa, in Australia è specie protetta!

In attesa di risposta, Le auguro tante care cose.

Cordialmente

F.P.

 

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