Si avvicinano i redde rationem?

Lunedì, 17 Giugno 2013 10:19
  

Sembra incredibile a dirsi, cari lettori, ma in questi ultimi giorni il Bananoni sembra davvero in difficoltà, e probabilmente il timore che il governo finisca per sfuggirgli di mano è grande; il non essere riuscito ad imporre, nell'ultimissimo “decreto del fare”, la cancellazione totale dell'IMU o almeno la sospensione della stessa anche per i più abbienti, è un segnale di questo momento difficile. E mentre pubblicamente elogia Alfano e gli altri esponenti del PdL nel governo Letta, di nascosto si tiene pronto, in caso di necessità, a sciogliere il proprio partito per rifondare Forza Italia; inutile dire che la batosta delle amministrative, con il clamoroso 17-0 patito dal centrodestra, è stata determinante nella scelta di questo percorso.

Del resto, chi immaginava che fosse proprio il PdL a crollare e non il PD? Per il MoVimento 5 Stelle, invece, già c'erano alcuni segnali nella direzione di una perdita di consensi, non ultimo il cattivo risultato in Friuli-Venezia Giulia.

E proprio la forte tensione all'interno del M5S sta dando una grossa accelerata all'attivismo di zio Silvio: dubitiamo che gli siano sfuggite, infatti, le ultime dichiarazioni di Bersani e del segretario del PD Epifani, che hanno dichiarato che la caduta del governo non implica automaticamente nuove elezioni. Anche se noi non crediamo molto in questa ipotesi...

Essa presuppone, infatti, (almeno) tre condizioni:

•                che oggi pomeriggio, alla riunione convocata per procedere all'espulsione della senatrice Gambaro, rea di “lesa Grillità”, un corposo gruppo di senatori dissenzienti del M5S formalizzi la propria uscita e la creazione di un nuovo gruppo;

•                che questo nuovo gruppo sia poi intenzionato, nel caso il PdL decida di far cadere il governo Letta, a creare un governo con il PD (e forse, in questo caso, anche SEL);

•                che il PD non si spacchi di nuovo, impedendo la nascita di questo nuovo governo e costringendo il Paese ad andare al voto.

Siamo, come vedete, nel territorio della fantapolitica; eppure in questi punti che abbiamo elencato, sono evidenti le tensioni che in questo momento stanno attraversando tutto il Parlamento; nell'ultimo punto, se non fosse chiaro, si allude a Matteo Renzi che sta lavorando alla sua candidatura a segretario del PD, sperando in nuove elezioni a breve (e che, con una coerenza degna del suo mestiere, ora vorrebbe che la norma statutaria che assegna automaticamente al segretario del partito la candidatura a Presidente del Consiglio venisse mantenuta).

In tutto questo scenario, c'è da tener presente il vero punto di svolta: mercoledì la Corte Costituzionale si pronuncerà sul ricorso del Bananoni contro il processo Mediaset (dove è stato condannato in I e II grado a 4 anni dietro le sbarre e soprattutto a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici) per un legittimo impedimento che malignamente, a suo dire, non gli fu concesso.

In attesa di novità, vi ricordiamo ancora una volta che il potere logora chi non ce l'ha...

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Lorenzo Fattori

Dottore in Sociologia, laureato alla Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli - Federico II.

Presidente del Consiglio degli Studenti e membro studentesco del Consiglio di facoltà della Facoltà di Sociologia.

Membro dell'Esecutivo provinciale dell'UdU - Unione degli Universitari.

In precedenza, ho collaborato con la pubblicazione studentesca SpazioTempo, con il giornale online AgoraVox Italia e con la rivista scientifica Quaderni d'Altri Tempi.

 

- "Homo sum: nihil humanum est a me alienum puto" -

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