La mia irrilevante opinione

Giovedì, 07 Novembre 2013 20:10
  

Il Money in the Bank (come tipologia di match, non come pay-per-view) è stato introdotto nel 2005, quindi otto anni fa, mese più mese meno. Sarà per via dell’incredibile vantaggio concesso al titolare della preziosa valigetta, ma fino all’anno scorso, l’equazione vittoria nel Money in the Bank Ladder Match = vittoria di uno dei due Massimi titoli, era sempre verificata.

Poi ci fu John Cena che, come dire, era John Cena (logico, no?) e decise di chiedere il suo match con largo anticipo invece di approfittare di un qualunque ko del campione; cosa che dal lontano 2005 ha fatto praticamente qualunque wrestler, indipendentemente dall’allineamento (tranne, se non erro, Rob Van Dam).

In tutti i modi, il ragazzone del Massachusetts, non riuscì a portare a casa la cintura, ottenendo invece il non invidiabile titolo di primo vincitore del MITB a non laurearsi campione. Poi, come ho già detto, John Cena era John Cena e un simile insuccesso non scalfì minimamente la sua credibilità (ma d’altronde il suo personaggio non ne uscirebbe ridimensionato neanche se perdesse contro di me) quindi si potrebbe dire che se qualcuno poteva, per così dire, limitare la striscia positiva di vittorie senza grossi danni collaterali, era proprio lui.

Se l’anno scorso la Federazione operò la scelta giusta, non sono del tutto sicuro di poter affermare lo stesso per quanto riguarda questo 2013: non intendo criticare la decisione di Randy Orton (anche perché sono un suo grandissimo fan), ma intendo spendere due parole su Damien Sandow. Già dall’inizio del suo periodo da Mr. Money in the Bank, le cose non presero proprio un’ottima piega con il feud con l’ex partner Cody Rhodes e una lunga losing streak, ma l’epilogo è stato ben peggiore. Il “Salvatore Intellettuale delle Masse” è stato infatti sconfitto da John Cena (ma guarda un po’?) diventando il primo a perdere l’incontro titolato (mentre il wrestler di West Newbury è stato ipso facto il primo a difendersi con un successo da un attacco portato dal possessore della valigetta).

Quello che proprio non capisco è: che fretta c’era? Il personaggio non funzionava o non dava garanzie per un regno titolato? Benissimo, allora tanto valeva aspettare! Il contratto dura un anno: qualora in quel periodo non si fossero verificati miglioramenti, o si sarebbe potuto affidare la valigetta a un altro (cosa già fatta in passato) o – in ultima analisi – avrebbe potuto perdere. Con questa decisione, invece, si è semplicemente affossato il ragazzo, affibbiandogli un’etichetta sicuramente difficile da staccare: un’altra conseguenza della miopia che talvolta sembra dominare in quel di Stanford impedendo la realizzazione di progetti a lungo termine.

E questa è la mia irrilevante opinione.

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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