Troppa Juventus allo "Stadium", azzurri a meno quattro dalla vetta

Martedì, 12 Novembre 2013 20:58
  

Il pareggio tra Roma e Sassuolo sul filo del rasoio nel pomeriggio, ha caricato di una tensione ulteriore il match di "cartello" della dodicesima giornata tra Juventus e Napoli, entrambe al secondo posto, a caccia dei "Giallorossi" capolista. Ma, la fortuna e l'indubbia superiorità tecnico-tattica degli uomini di Conte, hanno premiato i bianconeri che, con un pesantissimo 3-0, sono riusciti a travolgere gli azzurri.

Benitez ha messo in campo la migliore formazione possibile. Confermata la difesa con Albiol e Fernandez centrali, e Maggio e Armero sugli esterni, il centrocampo è stato affidato al duo svizzero Berhami-Inler, e nella trequarti, sull'out sinistro, Insigne è stato preferito a Mertens, accanto a Hamsik e Callejon. Davanti a tutti, Higuain, come unica punta.

Sin dalle primissime battute, la Juventus ha dominato gli avversari. Pochi secondi e Reina è stato costretto a mettere in angolo il potentissimo tiro di Pogba. Ma nonostante il pericolo scampato, il Napoli non ha avuto il tempo di tirare un sospiro di sollievo, perché è arrivato il gol del vantaggio bianconero.

Llorente, in fuorigioco, stranamente non segnalato dall'arbitro Rocchi, ha approfittato di un assist di Tevez e, anticipando Maggio, ha centrato la sua quarta rete stagionale. All'8', è stato acora il portiere napoletano a evitare il raddoppio, opponendosi al colpo di testa di Bonucci.

Il Napoli ha tentato di scuotersi, cercando di farsi strada tra il muro innalzato dalla Juventus, e provandoci al 21' col destro di Insigne, bloccato da Buffon e, dopo solo un minuto con Higuain. Girata in area per lui e destro potente finito di pochissimo a lato. Primo vero brivido per Buffon.

Le iniziative napoletane pericolose sono partite sempre dal versante sinistro con Insigne che, prima dell'intervallo, ci ha provato almeno in altre due circostanze. Al 34', con un sinistro andato di poco fuori, e al 42', con uno destro a giro, alto sulla traversa. Sul fronte opposto, da segnalare la straordinaria parata di Reina su Llorente che, di testa, ha colpito in maniera velenosa su cross proveniente dal piede del cileno Isla.

Nella ripresa, Benitez non ha cambiato nulla e ha mandato in campo gli stessi undici della prima frazione di gioco. Buona la prestazione degli azzurri in questa seconda fase, ma la difesa a dieci dei bianconeri  non ha permesso ai partenopei di rimontare. Al 52', pericolossissima la punizione calciata da Insigne che ha costretto Buffon ad intervenire per deviare fuori. Nei pressi di Reina, al 64', è stato Vidal a presentarsi minaccioso col suo destro, sul quale si è superato il portiere azzurro respingendo e bloccando nuovamente il "tap-in" di Tevez. Nemmeno un minuto e Hamsik, ha fallito l'occasione per pareggiare, colpendo l'esterno della rete, seguito a ruota da Vidal, che ha fatto lo stesso al cospetto di Reina. Dal 75' in poi, per la Juventus la partita è stata tutta in discesa, grazie ai due gol di Pirlo e Pogba. Il primo, da punizione, il secondo inventandosi una prodezza al volo, all'80', proprio due minuti dopo la bella incursione di Insigne che aveva, nuovamente, costretto Buffon ad un intervento decisivo.

Dunque, questo il verdetto finale del "big-match" di Torino. La Juventus, padrona di casa e del campo, si è sbarazzata con una prova maiuscola della "pratica-Napoli", imponendosi al secondo posto in classifica a meno uno dalla Roma. Straordinaria la prestazione di Lorenzo Insigne che si è dimostrato l'unico capace di incutere realmente timore alla retroguardia bianconera. Deludente, invece, la prestazione di Hamsik che, come sempre nei match importanti, sembra vestire i panni di un'altro atleta, purtroppo più scarso.

Terminato il tour de force, mister Benitez avrà ora due settimane a disposizione per ricaricare i suoi uomini e prepararli per la sfida del San Paolo contro il Parma, prima dell'importante trasferta europea di Dortmund, dove non sarà possibile sbagliare. Sarà d'uopo portare a casa almeno un punto, in vista dell'ultima gara contro l'Arsenal.

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Alessandra Montuori

Laureata in Lettere Monderne e specializzata in Filologia Moderna. Adora scrivere e seguire le partite di calcio; raccontare ciò che succede sul terreno di gioco è la sua passione. Ama leggere, disegnare e viaggiare. Estroversa e solare, preferisce la natura, pura e silenziosa, piuttosto che il caos ciitadino. Ha un debole per gli animali, primo tra tutti Marek, il suo piccolo Jack Russel.

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