La notte dei lunghi coltelli : Berlusconi vs Alfano

Martedì, 19 Novembre 2013 11:36
  

 

È stato sabato 16, cari lettori, il giorno dei lunghi coltelli. Il giorno in cui sono venuti al punto perlomeno due anni di tensioni sia all'interno del centrodestra italiano, sia tra questo e quello europeo.

Come sapete, infatti, sabato 16 il consiglio nazionale del PdL, con un tracimante discorso di zio Silvio (contro il governo, i giudici, i comunisti, insomma mancavano solo gli alieni e le scie chimiche) ha deciso il ritorno a Forza Italia, in assenza di Angelino Alfano, dei ministri e dei parlamentari che rispondono a lui, che hanno rifiutato di aderire ed hanno costituito nuovi gruppi parlamentari dal nome “Nuovo centrodestra”. La causa è la mancata assicurazione del sostegno al governo, da parte della nuova Forza Italia, come richiesto invece da Alfano, e di una tagliente lettera dell'ex-cavaliere che invitava chi non condividesse gli ideali di FI a non aderire.

Ma a nostro parere, cari lettori, c'è qualcosa in più da dire. È da tempo, infatti, che la leadership di Berlusconi sembra essere diventata troppo pesante anche all'interno del suo schieramento, che però senza di lui perderebbe una enorme quantità di voti; qualcuno di voi ricorderà, infatti, le polemiche dell'anno scorso, in questo stesso periodo, per le eventuali primarie nel PdL, poi cancellate a causa del rientro in scena del padrone dovuto al crollo nei sondaggi...

Tutto ciò ha fermato solo temporaneamente la volontà di una parte del partito di emanciparsi, venuta ora a definitiva maturazione; su questo tessuto, si innesta la volontà del PPE e delle grandi destre europee di avere una propaggine italiana finalmente presentabile, perlomeno dal punto di vista giudiziario (anche se su questo ci sarebbe da dire, visto che alcuni aderenti al “Nuovo centrodestra” tutto sono meno che candidi come colombelle). Intendiamoci, non stiamo dicendo che il PPE abbia messo lo zampino nella scissione della settimana scorsa... Del resto, la “scottatura” ottenuta con il fallimento dell'operazione Monti-bis (quella si, fortemente sponsorizzate dalle gerarchie della destra e dei maggiori poteri economici europei) dovrebbe aver messo in guardia certuni dal mettere le zampe nell'ingestibile politica italiana. Però, diceva uno che la politica la conosceva bene, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”...

Ora che succederà? Non ci è dato saperlo. Il pompettone non dovrebbe aver le forze per far cadere il governo, ma molti opinionisti ipotizzano che in questo forse potrebbe dargli una mano Renzi; noi non crediamo che al nostro caro toscanello convenga, perché il PD potrebbe pagare un prezzo salatissimo in termini di voti se facesse cadere Letta. Ma siamo stati abituati a scelte ben più masochistiche, dunque staremo a vedere con attenzione...

Detto questo, vi salutiamo ricordandovi ancora una volta che il potere logora chi non ce l'ha, e mai come in questo momento sono in pochi coloro che sembrano averlo!

Vota questo articolo
(2 Voti)
Lorenzo Fattori

Dottore in Sociologia, laureato alla Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli - Federico II.

Presidente del Consiglio degli Studenti e membro studentesco del Consiglio di facoltà della Facoltà di Sociologia.

Membro dell'Esecutivo provinciale dell'UdU - Unione degli Universitari.

In precedenza, ho collaborato con la pubblicazione studentesca SpazioTempo, con il giornale online AgoraVox Italia e con la rivista scientifica Quaderni d'Altri Tempi.

 

- "Homo sum: nihil humanum est a me alienum puto" -

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.