IL CENTRO DIREZIONALE E’ UN MALATO TERMINALE!

Martedì, 07 Gennaio 2014 08:32
  

Prostituzione, degrado e delinquenza sono solo alcuni dei sintomi più evidenti del cancro che, giorno dopo giorno, sta consumando e portando alla morte il Centro Direzionale.

Nulla di nuovo, tutti sono a conoscenza del problema, ma nessuno muove un dito. Certo, quella del CDN è una brutta storia e la soluzione ai problemi che da anni affliggono la zona, va ricercata in una concreta ed efficiente modifica strutturale del quartiere. Una rivoluzione che dovrebbe coinvolgere istituzioni e cittadini verso il bene comune: Una vera utopia.

Prendendo atto di quanto appena detto, non posso sottrarmi dal denunciare ancora una volta, lo scandaloso stato di degrado di un sito che dovrebbe rappresentare l’eccellenza di Napoli. Per rendere più agevole la lettura e la conseguente comprensione delle numerose problematiche, ho deciso di dividere l’articolo in sezioni.

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La storia.

Verso la metà degli anni sessanta, il Comune di Napoli individuò un’area di circa 110 ettari, per la costruzione di un quartiere da adibire in prevalenza ad uso uffici, con l’intento di alleggerire il traffico cittadino. Nel 1982 il progetto di quella che sarebbe diventata una delle più estese opere cittadine negli ultimi decenni, fu affidata al famoso architetto Giapponese KenzoTange. Dopo circa tre anni dalla presentazione del progetto, partirono i cantieri. La progettazione dei grattacieli fu affidata ad architetti di fama internazionale, uno fra tutti: Renzo Piano.

A lavori ultimati, molte aziende, ma soprattutto, molte famiglie decisero d'investire i propri risparmi in quello che sarebbe dovuto essere il futuro di Napoli.

Oggi nel 2014, il Centro Direzionale può essere considerato come il peggiore investimento, pubblico e privato, mai realizzato. Una prossima città fantasma di nuova generazione.

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Prostituzione.

Il CDN ha due volti. Il primo è quello che tutti conoscono, ossia il “funzionale” agglomerato di uffici, frequentato da impiegati, professionisti e studenti. Il secondo invece, è nascosto, sotterraneo, o comunque coperto dal buio della notte, a dispetto del finto perbenismo che trasuda dai suoi luccicanti grattacieli durante le ore diurne.

L'aspetto oscuro di cui parlo, altro non è che il morboso e squallido mondo della prostituzione. Tralasciando, quella che potremmo, ironicamente, definire prostituzione soft, ossia quella “manuale” dei sempre più numerosi centri massaggi per soli uomini che invadono il quartiere, direi di soffermarci su quella praticata in strada e gestita dalla criminalità.

Le meretrici, spesso giovanissime e quasi tutte provenienti dall'est, usano adescare i clienti nel perimetro esterno al CDN, per poi consumare i rapporti nei parcheggi sotterranei. Questi ultimi di notte si trasformano in una vera e propria “terra di nessuno”, dove la legge dello stato viene sostituita da quella del crimine. Quanto detto viene favorito proprio dalla vastità di questi labirinti, luoghi dove facilmente ci si può nascondere da occhi indiscreti.

Non manca anche la prostituzione maschile. Questa, si concentra nei pressi della isola A7, dove pare sia presente ed operativa anche una sauna gay.

Oltre al degrado appena descritto, va segnalato l'enorme disagio di chi al Centro Direzionale ci vive. Più di una volta, durante la preparazione di questa inchiesta, mi è capitato di raccogliere le lamentele dei residenti indignati per essersi ritrovati ad assistere in presenza dei propri figli, a scene poco decorose. Ancora più grave è stata la testimonianza di F. (non riporto il nome per intero per tutelare la privacy della fonte): “ Spesso mi è capitato di essere stata seguita da uomini in cerca di sesso a pagamento fin sotto casa, perché scambiata per una prostituta. Io e la mia famiglia siamo arrivati al punto di voler cambiare casa per mettere fine queste situazioni incresciose”.

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Lo stato d'abbandono.

Nonostante gli altissimi costi di gestione e manutenzione, il Centro Direzionale vessa in uno stato di totale abbandono. Non serve un occhio attento per notare le condizioni pietose della pavimentazione: numerose sono le mattonelle marmoree divelte, o addirittura sostituite goffamente da rattoppi di cemento. Mura, colonne e panchine sono spesso imbrattate da graffiti ed affissioni abusive. Il rivestimento in piastrelle colorate della fontana (non funzionante da anni), sita nei pressi del palazzo di giustizia, è stato in più punti rimosso dai vandali. Ad oggi nessuno ha provveduto per il suo ripristino.

Altra nota dolente è la scarsa illuminazione di alcune zone del centro. Ad esempio l'isola F12, da tre anni non usufruisce di alcun tipo di illuminazione esterna. Nonostante le numerose proteste degli utenti, nessun provvedimento è stato preso a riguardo, così tutte le zone che circondano gli edifici di Telecom, Consiglio Regionale della Campania e del Ministero delle Finanze, vengono sistematicamente lasciate al buio.

Ed eccoci giunti al pezzo forte: le scale mobili. Queste dovrebbero agevolare il passaggio dai parcheggi sotterranei alle zone pedonali superiori. Una comodità estrema, soprattutto per anziani e quanti hanno difficoltà nella deambulazione. Purtroppo, da che ne ho memoria, le suddette scale non hanno mai funzionato, e con il passare del tempo sono state anch'esse prese d'assalto da vandali, private dei propri ingranaggi e riempite di rifiuti. Così, quello che notoriamente è un simbolo di civiltà e di vita agiata, al CDN non può che trasformarsi in un vergognoso manifesto di degrado.

Alla luce di quanto descritto, viene da chiedersi: Ma che fine fa il denaro versato annualmente al Consorzio responsabile della manutenzione dell'intera area?

 

Isolamento, rapine e baby gang.

L'aspetto che più fa paura ai residenti della Cittadella è, senza alcun dubbio, l'isolamento. Da “Midtown” di mattina a città fantasma la sera. Una trasformazione rapida ed inesorabile che avviene tutti i giorni da più di venti anni. Dopo le 18:00 infatti, con la chiusura degli uffici, l'intera zona inizia a svuotarsi e già alle 19:00 appare totalmente deserta, dando in questo modo, il via libera al crimine. Nei mesi scorsi, infatti, si sono verificate numerose rapine. Alcune, concluse con l'arresto del criminale di turno, altre invece, hanno avuto un epilogo meno felice, dove a farne le spese, sono state proprio le vittime: finite in ospedale per le violenti percosse o per ferite d'arma bianca.

Fenomeno più recente è invece il proliferare delle baby-gang. Ad oggi non si sono registrati dei veri e propri episodi di violenza, ma sempre più numerose sono le richieste di aiuto alla Gesecedi (vigilanza privata del CDN), da parte degli esercizi del quartiere, a causa delle continue molestie subìte. Spesso infatti, questi gruppetti di ragazzini, tutti minorenni, forti della loro giovane età si abbandonano ad atteggiamenti tutt'altro che civili.

Minacce, insulti, lanci di pietre su finestre e vetrine sono solo alcuni dei passatempo preferiti di questi bambini travestiti da adulti.

 

Un futuro tutt'altro che roseo.

Fitti altissimi, spese condominiali proibitive e tasse per Consorzio e vigilanza, rendono il Centro Direzionale il luogo meno adatto per avviare un'attività lavorativa. Sempre più professionisti e aziende, con lo scadere dei contratti di locazione, stanno trasferendo le proprie attività in altri quartieri. Quelli che, fino a qualche anno fa erano grattacieli brulicanti di vita, ora iniziano a svuotarsi, lasciando presagire un futuro tutt'altro che roseo. Quella che doveva divenire negli anni la Cittadella degli affari, sta lentamente trasformandosi in una ulteriore piaga per la città di Napoli.

Il sogno di Tange, sembra avviarsi alla sua drammatica fine.

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Mirko Galante

Da sempre appassionato di comunicazione in ogni sua forma. Amo la fotografia e le riprese video. Adoro raccontare ciò che mi circonda attraverso uno sguardo critico ma propositivo. Non mi piace la vita in ufficio, ore ed ore dietro una scrivania non fanno per me. Preferisco mettermi in gioco, stare in strada alla ricerca di notizie, condividere esperienze, avventure e pericoli tra la gente. Non posso fare a meno della scarica di adrenalina che si ha quando armato di una telecamera nascosta, raccolgo prove per un'inchesta.

Questo è giornalismo investigativo.

 

Il mio motto è : Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di coloro che guardano senza fare niente. (Albert Einstein)

 

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