Neverwhere – Nessun dove - Neil Gaiman

Sabato, 03 Maggio 2014 11:42
  

Partiamo dal fatto che Londra è una capitale che affascina, non solo i turisti ma anche gli scrittori, considerata la quantità di libri di tutti i generi ambientati tra Baker Street e le strade limitrofe – appunto, eccone già uno! Sarà la pioggia, o gli autobus a due piani, o magari la ruota panoramica che si specchia nel Tamigi; quale che sia la ragione, sul suolo di Londra hanno camminato innumerevoli personaggi immaginari. Ebbene, cari lettori, l'ho detto: sul suolo di Londra. 
 
E sotto, invece? Quali eroi, quali assassini e quali donzelle si aggirano nel sottosuolo di questa metropoli? Entriamo nel mondo di Neverwhere, un mondo che non ha confini spaziotemporali, dove ogni tipo di bizzarria sembra possibile; ma è un mondo oscuro, dove molto sangue viene versato e nessuno è completamente salvo. È un mondo magico, certamente, invisibile agli abitanti della Londra di sopra, e abitato indifferentemente da baroni, angeli, sicari, uomini-ratti, un mondo in continuo movimento, organizzato in una maniera che a noi poveri abitanti di sopra rimane incomprensibile. La nostra storia comincia quando la vita di Richard viene sconvolta dall'incontro-scontro con tale realtà: soccorre una ragazza ferita accasciata su un marciapiede, e questo semplice atto di bontà lo catapulta in una spirale di avvenimenti che il povero ragazzo non può che considerare assurdi. Si trova a confrontare il buio, i suoi peggiori incubi, e noi con lui. C'è di tutto in questa avventura, le paure dei bambini e il cinismo degli adulti; è un viaggio, e ogni viaggio è un cambiamento, una crescita, una trasformazione. I personaggi sono affascinanti, inquietanti, vivi: dopo le prime pagine siamo già ammaliati, e più proseguiamo più la nostra curiosità aumenta. 
 
Difficile credere che questo romanzo inizialmente fosse solo la sceneggiatura di una miniserie TV, vero? Anche Neil Gaiman doveva sentirsi in un certo qual modo insoddisfatto, tanto da decidere di rielaborarla in un vero e proprio romanzo. Ma non è finita: Gaiman ha modificato e ripubblicato più volte il romanzo, fino a raggiungere la versione che voleva, quella che io ho letto. Avendo letto anche un altro libro dello stesso autore – Stardust, recensito anch'esso in questa sezione – non ho potuto astenermi dal paragonare i due romanzi, chiedo perdono. Sono due diversi tipi di fantasy, uno più fiabesco e l'altro più cupo, teniamolo a mente; ma sembrano diversi anche nello stile, nell'elaborazione, nello sviluppo della storia. Due scritture differenti, eppure lo stesso autore. Confesso di esserne disorientata, ma, dopotutto, ci sono tante cose difficili da spiegare nella Londra di sotto. 
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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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