"X-Men: giorni di un futuro passato": un film poco presente

Giovedì, 29 Maggio 2014 11:26
  

Eh già, perché con la fretta di dedicarsi troppo al passato e troppo al futuro, il film si dimentica completamente di quello che dovrebbe essere lo spirito degli X-Men. D’accordo, è un prequel-sequel fuori dagli schemi, e nessuno vuole iniziare una diatriba potenzialmente infinita sui viaggi nel tempo, ma la cifra essenziale di ogni film sugli X-Men, a mio avviso, non dovrebbe mai prescindere da quei simpatici mutanti con la X sul petto. Qui invece tra ex Marauders, ex Confraternita dei mutanti, Avengers in erba e Arma X in potenza, gli uomini del professor Xavier sembrano essere tutto fuorché i protagonisti. Può andare bene, ma allora la prima parte del titolo è capziosa a dir poco. Appurato dunque che di X-Men ne vedremo grossomodo due o tre (per giunta sempre gli stessi, il che è strano se si pensa che l’intero film ne conta oltre venti), andiamo a parlare degli aspetti positivi e negativi di “Marvel characters: giorni di un futuro passato”.

Aspetti positivi:
-Certamente l’idea di introdurre delle sentinelle nel brand si è rivelata soddisfacente, da tempo le aspettavamo, ma il tentativo di sposarle con il periodo storico che tanto aveva di buono in “X-Men: First Class” qui non ha attecchito appieno. Però è bello vederle combattere, soprattutto quelle del futuro.
-Cast: benché poco sfruttato dal punto di vista “comic”, il cast resta ottimo sotto un punto di vista strettamente cinematografico. Ci sono attori come l’instancabile Hugh Jackman e un credibile Peter Dinklage (a cui non sarebbe dispiaciuto, ritengo, un exploit più incisivo sulle ragioni del suo Bolivar Trask), e anche McAvoy dice la sua nel riprendere in mano uno Xavier che per la prima volta fa i conti con l’assoluta assenza di saggezza
-Effetti speciali: nulla da dire, come sempre più spesso accade, sul lato tecnico. I combattimenti sono semplicemente incredibili, specialmente quelli con Blink e Sunspot, anche se torno a dire che è un peccato averli relegati a fare soltanto i punching ball delle supersentinelle.

Aspetti negativi:
-Leggerezza: sebbene chi scrive non sia un fan sfegatato degli X-Men, la componente emotiva che li caratterizza mi è tutto fuorché ignota. Ed è strano se si pensa che in tutto il film vengono proferite verità sconcertanti (dall’uccisione di JFK a Magneto disposto a sparare sulla folla pur di fare a schiaffi col presidente) senza che nessuno mostri reazioni drammatiche. Di più: l’unico ad arrabbiarsi, per come viene minimizzato il suo impegno, è proprio magneto!
-Il troppo stroppia: sebbene questo film sia stato girato con l’intento palese di tirare le fila di un brand che ormai ha diecimila spin-off (alcuni che rasentano l’inguardabilità), non sarebbe stato un crimine prendersi più pellicola per spiegare il tutto, o addirittura due pellicole diverse. Credo che in molti abbiano faticato, a meno che non fossero già fan di Wolverine, a capire quanti William Striker si sono succeduti (sia in termini di attori sia in termini di tempo), e vedere l’ultimo Striker impersonato da una Mystica improvvisamente al comando di soldati certamente non ha aiutato. Per non parlare di Quicksilver, che è appena stato mostrato e cambierà attore a distanza di appena un film.

Come vedete, gli aspetti negativi sono meno di quelli positivi, e soprattutto non sono abbastanza pregnanti per un film che va comunque catalogato sotto “intrattenimento”. Il consiglio per qualunque fan resta il medesimo: vederlo, vederlo e vederlo. Per i non appassionati si può correre il rischio, ma solo se la vostra soglia dell’attenzione non rasenta quella di un girino.

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