Indovina chi viene per cena...

Lunedì, 02 Giugno 2014 00:00
  

Probabilmente in molti non hanno mai sentito parlare di questa serie, altri invece hanno carpito solo inappellabili slogan di "eccessiva violenza" e "scene troppo crude", ma la minoranza nerd che mi vanto di conoscere è ben consapevole che, nella marmaglia inverosimile di serie "a prova di idiota", dove tutto viene spiegato nei minimi dettagli, alcuni prodotti combattono con le unghie e con i denti per rimanere a galla. E' il caso di Hannibal, un prequel piuttosto particolare sulla vita del criminale psicopatico Hannibal Lecter (Mads Mikkelsen) e sulla sua (inedita) nemesi, Will Graham (Hugh Dancy). Prima di addentrarci nella lista di motivi per cui questo capolavoro è un capolavoro, voglio premettere: non è una serie per tutti, ed è (purtroppo) lecito trovarla farraginosa o allappante se non si possiede il giusto bagaglio di conoscenze, interessi e anche un certo gusto per il macabro "artistico". E' un viaggio nella follia, allacciate le cinture:

 

Trama: chi conosce l'Hannibal cinematografico, capisce senza dubbio quanta importanza abbiano i dialoghi e le scene "cerebrali", piuttosto che quelle eminentemente fisiche (pure presenti). Faccio notare, per spiegare come la trama sia sviluppata al massimo grado nella sua complessità e ricercatezza, che il coprotagonista della serie (Graham, appunto) è una specie di genio, uno Sherlock Holmes degli psicopatici, eppure è lui a dover fare da mediatore tra i piani di Hannibal e il pubblico, un ruolo che di solito verrebbe affidato ad un Watson più "banale" e, se vogliamo, "semplice". Ne consegue uno slittamento di prospettiva che rende tutto più complesso, e l'attenzione ai dettagli sarà una delle nostre risorse più importanti.

 

Temi: dal dare la vita al dare la morte, dal trhiller all'horror fino all'action senza sbavature, Hannibal tinteggia con il rosso sangue atmosfere sempre diverse sul bianco accecante tipico degli ospedali psichiatrici (colori che d'altronde si trovano anche nella sua intro). Impossibile non apprezzare le indagini, il modo in cui particolari non spiegati allo spettare ricompaiano quando è più opportuno, così come è impossibile non deglutire impressionati quando un uomo suona le corde vocali di un cadavere come fosse uno strumento a corda, ricavandone un suono tanto distorto quanto orecchiabile.

 

Attori: se Hugh Dancy è lo Sherlock Holmes dell'orrore, sempre in bilico tra la lucidità razionale e la psicosi omicida, Mads Mikkelsen ha creato un Lecter in bilico tra l'umano e il divino, un mastermind dalla freddezza allucinante, il cui piano è talmente imperscrutabile che alcune delle sue scelte faticano ad essere chiare persino dopo un'intera stagione, salvo poi esserci svelate in tutta la loro brutalità quando lo psichiatra cannibale decide che è giunto il momento di folgorare i suoi avversari. In quest'ottica, se si pensa che l'attore più "comune", a cui viene affidato un ruolo di raccordo, è Laurence Fishburne, si comprende come il cast sia una perfetta macchina mangiapremi.

 

Riprese: inquadrature che talvolta si beano di sé stesse, è vero, ma dall'ispirazione artistica inenarrabile. Il gusto per l'omicidio viene sublimato in forma d'arte, e mai si riesce a tracciare una netta linea di separazione tra l'ammirazione per la dedizione che hanno i serial killer e la ripugnanza dei loro efferati delitti. Ogni volta che saremo tentati di liquidare l'omicidio con "questo non sta bene", Graham e Lecter ci riferiranno la perfetta plausibilità dell'evento dal punto di vista psichiatrico e ce ne riveleranno il valore artistico, rendendo affascinanti persino i cadaveri incollati tra di loro a formare un gigantesco occhio umano!

 

Se non siete facilmente impressionabili e se amate le serie "difficili", allora questo è il prodotto che fa per voi. Di più: scoprirete che tutto ciò che vi ho detto... è solo un assaggio!

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