La moda del "cuoppo"

Martedì, 10 Giugno 2014 19:33
  

Che esistano le mode e che gran parte della popolazione italiana le segua è indubbio.
Che un anno si porti il colore viola e l'altro il giallo, questo anche sapevamo già.
Ma è incredibile come, da un paio di anni, le mode a Napoli non interessino più vestiti, borse e colori.
A Napoli, oggi come oggi, spopola il "mangiare".
Si alternano dovunque, continuamente, nuovi posti dove mangiare, che diventano ben presto un cult per tutti i napoletani.

Hanno cominciato ad aprire bar ad ogni angolo.
A volte nemmeno ce ne rendiamo conto, ma negozi e salumerie sono pochissimi, e siamo sommersi dai bar.
Andate a Via Epomeo, strada commerciale principale del quartiere di Soccavo, e contate quanti bar ci sono.
Vi stancate a farlo?
Ve lo dico io: ce ne sono diciassette.
Diciassette bar in una sola strada!

Poi, sono passati alle gelaterie.
Il Vomero è stato letteralmente sommerso, Piazza Vanvitelli è diventata teatro di uno scontro che supera la guerra del Vietnam: ha aperto Casa Infante da un lato e dall'altro della piazza, in contrattacco, Fantasia gelati si è ampliato e ristrutturato, preparandosi alla concorrenza.
Il piccolo Soave, a Via Scarlatti, non può nulla contro questi due colossi.

Infine, l'inverno ha assistito alla nascita dell'incontrastabile Chipstar al Vomero.
Una volta aperto quello, tutti hanno dovuto inchinarsi all'incredibile scoperta delle patatine fritte nel cuoppo. Vengono dall'Olanda, capirete. Non importa se a Napoli nel cuoppo si mangia da sempre qualsiasi cosa fritta, a partire dal pesce per arrivare alle zeppole.
E dopo Chipstar, tutti hanno ben pensato fosse arrivata l'ora di aprire qualche negozio olandese che vende patatine fritte a cinque metri l'uno dall'altro.
E credetemi, io adoro le patatine fritte. Ma se me ne viene una voglia da donna incinta, posso tornare a casa a farmele da sola. E invece file e file di devoti si recano in pellegrinaggio da Chipstar, Masterchips, alfinalequattropatatinesono, per rendere omaggio all'Olanda e alle sue invenzioni.

Che poi, seimila delle vecchie lire, mio nonno non le avrebbe mai spese "pe miez chilo e patan ind a nu cuopp e cart"

Per il futuro?
Aspettatevi strade ricolme di napoletani devoti al dio yogurt.
È sempre esistito, direte voi? Non importa ora che c'è un luogo dove fanno solo quello. Che è accanto a quello delle patatine. Che è accanto a quello dei gelati.

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