"Edge of Tomorrow": vedi, godi, ripeti

Venerdì, 13 Giugno 2014 06:15
  

È il periodo degli esoscheletri, il periodo dei paradossi temporali e dei viaggi tra il tempo e la mente contro una minaccia roboante, e di conseguenza “Edge of Tomorrow” ha seriamente rischiato di risultare già visto. Per fortuna le idee non erano limitate a questo, e il film si è attestato come divertente e originale, anche se nulla traspare dal punto di vista riflessivo (non che fosse nelle intenzioni degli autori).

Il film ci presenta la battaglia tra i soldati americani e una razza di alieni capaci di adattarsi a qualsiasi  strategia di combattimento (i Mimic, per l’appunto). L’America è in vantaggio e conta di respingerli, ma i micidiali alieni hanno a disposizione un’arma quasi invincibile: aiutati da un congegno chiamato l’Omega, attivato da una creatura chiamata (ma va’) l’Alfa, questi invasori sono sempre in grado di sapere quando le sorti della battaglia volgeranno al peggio, e di riavviare il tempo (come un checkpoint su una console) fino a mettere in atto la strategia più adatta. Si preannunciano botte da orbi, ma Tom Cruise crede di poterle evitare: lui è un ufficiale che presenta le guerre, non le combatte, ma un alterco con un generale alquanto inflessibile lo porta ad essere arrestato come traditore e spedito al fronte come recluta. Conosce qui il mito della donna guerriero che ha salvato Verdun (Emily Blunt), e soprattutto muore. Come? No, non vi sto spoilerando nulla, tranquilli. Quando infatti lui muore, riesce a portare con sé anche l’Alfa, e quando il sangue della creatura lo tocca, gli conferisce anche il suo incredibile potere. Cruise ricorderà tutto, di volta in volta, ma ogni volta che morirà sarà costretto a ricominciare il giorno da capo, compreso un esilarante corso di addestramento e una serie di morti che lo porteranno via via a scoprire come vincere l’ultimo assalto, per la salvezza della terra. Ma niente viene concesso, senza un sacrificio.

Il film alterna momenti di suspense, scene divertenti e azione pura (tra l’altro piuttosto grezza) in dosi sagge e non esagerate, amalgamando il tutto con l’inevitabile tresca romantica che a qualcuno strapperà una lacrimuccia nel finale, salvo poi ritornare all’allegria. Un film senza troppe pretese, in definitiva, che rinuncia ad appurare realtà come la vita del soldato al fronte, il perché delle guerre o l’assoluta sordità dei superiori a qualsiasi proposta, ma non per questo non riesce ad affascinare.

Un altro piccolo contro sono le ambientazioni: sebbene forse, reduci da Godzilla, abbiamo le aspettative molto alte per quanto riguarda la fotografia, sarebbe stato carino da parte degli sviluppatori presentarci qualcosa di più che vecchie case distrutte e scampagnate a piedi corazzati sull’erba. Andava bene per il Signore degli Anelli, ma lì un panorama era in grado di mozzare il fiato. Qui fa solamente attendere la scena successiva con maggiore stizza.

Concludendo, il film può e deve essere guardato, meglio se lo si trova in 2D (anche perché non si noterebbe alcuna differenza). Vi regalerà un’esperienza che non vedrete l’ora… di ripetere!

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