Il centravanti è stato assassinato verso sera

Sabato, 14 Giugno 2014 14:39
  

I mondiali brasiliani sono appena iniziati, e anche noi della rubrica letteraria vogliamo restare in tema di calcio. No, in realtà no, si tratta solo di una curiosa coincidenza, ma ci piace. In fondo, Manuel Vazquez Montalbán era davvero un appassionato di calcio, un colto estimatore, per così dire – è sua la descrizione del Barça come “l'esercito disarmato e simbolico della catalogna”, seguendo un'identificazione ideologico-sociale dei tifosi con il club, alla quale gli intellettuali vengono spesso considerati estranei. Ma lui no, lui ha sempre avuto un forte legame con il Barça e ha discusso volentieri di calcio in molte interviste. A circa dieci anni dalla sua morte, allora, vogliamo ricordarlo attraverso il suo personaggio più significativo e rappresentativo, protagonista di decine di racconti e romanzi: l'investigatore privato Pepe Carvalho.
Come Maigret, Sherlock Holmes, Nero Wolfe e altri colleghi più famosi, Carvalho ha le sue peculiarità, i suoi hobby e i suoi scheletri nell'armadio. La sua storia si sviluppa in tanti episodi, e quello di cui ci occupiamo ora – Il centravanti è stato assassinato verso sera, pubblicato nel 1988 – non è né il primo né l'ultimo, ma probabilmente uno dei più interessanti. Il rapporto tra calcio e intellettuali è centrale, grazie alle anonime minacce piuttosto letterarie ricevute dal club del Barcellona a proposito dell'imminente assassinio del centravanti, e a causa delle quali viene ingaggiato Carvalho. Ma c'è di più: una profonda disillusione per il futuro, a cominciare dai cambiamenti che si verificano in città, pervade gli animi di molti personaggi, anche se questi personaggi non hanno niente in comune tra loro. L'autore ritrae una grande varietà di esseri umani, dalla prostituta in pensione al businessman grande oratore, dal vecchio lustrascarpe al calciatore tramontato, dai drogati allo sbando ai malavitosi organizzati. Tutti o quasi tutti gli strati sociali di Barcellona appaiono nel romanzo, per ritrarre una società in continuo cambiamento, ma ancora tenacemente attaccata al passato. L'impressione è che l'aspetto sociale prenda il sopravvento sulla trama vera e propria di romanzo giallo, e che Carvalho passi più tempo a riflettere sulla vita (o a degustare buon cibo) che ad indagare in modo vero e proprio, ma questo non è un difetto, anzi è un segno distintivo del libro. Dopotutto, ci sarà un motivo se Andrea Camilleri ha preso ispirazione da Montalbán per il nome del suo celebre commissario, o no?
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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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