Wolfenstein: The New Order

Lunedì, 07 Luglio 2014 00:00
  

Quante volte ci avete pensato? «E se i Nazisti avessero vinto la guerra?» Come sarebbe oggi il mondo, cosa succederebbe ai dissidenti politici, alle persone diverse e discriminate? Ci sarebbe una resistenza, oppure tutti accetterebbero semplicemente la Svastica sopra ogni cosa?

 

Con Wolfenstein, alcune di queste domande riceveranno una risposta: la Seconda Guerra Mondiale, infatti, ha visto vincere i più grandi "personaggi" storici mai esistiti (dal punto di vista, ovviamente, dell'impiego cinefumettistico, i crucchi in sé sono e restano feccia), i Nazisti appunto. E com'è il mondo che il sergente Blazkovic si troverà a fronteggiare, una volta ripresosi da un coma che l'ha tenuto fuori gioco per oltre vent'anni? Beh, un mondo Orwelliano (o Dickiano, se pensiamo a La Svastica sul Sole!) naturalmente: c'è un controllo strettissimo sulla popolazione, i dissidenti vengono malmenati e se non sei bianco di carnagione un robot alto due metri potrebbe spararti addosso. Come vedete, a parte il robot, siamo grossomodo allo stesso livello. Certo, nessun NPC ha come frase scriptata «pensavo fosse uno zaino», ma le similitudini si sprecano.

 

Wolfenstein

 

Polemiche a parte, parliamo del gameplay del titolo, che probabilmente è la cosa meno innovativa: come hanno già dimostrato altri titoli, il dual wielding da solo non è di nessun aiuto ad un genere di azione stantio incapace di rinnovarsi, e a poco aiutano i vari mini-gadget che fondono l'acciaio ma fanno moderati danni contro la pelle umana (giusto per essere polemici). Torrette automatiche sganciabili e nemici che, pur essendo miliardi, aspettano pazientemente il proprio turno, ci accompagneranno per ben oltre il tempo del tutorial. Quello che di bello c'è in questo gioco, ormai è inutile dirlo, va ricercato nella trama.

 

Volendo essere completamente onesto con voi, chi scrive non ha ancora terminato il titolo, ed è quindi come voi estremamente affascinato dalle premesse: i Nazisti hanno vinto, c'è uno scienziato anziano che nelle locandine viene visto anche come giovane (un preludio a possibili viaggi nel tempo?) e c'è una Nazista vecchia e stronza che mi ha tanto ricordato un personaggio di Uncharted (con tanto di assistente lecchino). Insomma, le premesse per un gioco di qualità ci sono tutte, e il comparto grafico come sempre da il meglio di sé (esigendo dalle schede video AMD anche più di quanto dovrebbe, ma questa è un'altra storia).

 

Se vi consiglio di prenderlo? Solo se amate lo sparatutto e siete disposti a scommettere sulla trama, che potrebbe assomigliare (ma solo per scimmiottamento) a quella di Bioshock Infinite, ma anche a uno qualsiasi dei Call of Duty. Visto che di giochi da comprare comunque ce ne sono, tra cui Murdered Soul Suspect e il nuovissimo Sniper Elite V3, la scelta potrà essere più ardua che mai!

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