'A Zeppola non deve morire!

Mercoledì, 09 Luglio 2014 00:00
  

Sabato 5 Luglio, ore 19:30. Nonostante la partita, fuori alla storica Friggitoria Vomero si è radunato un cospicuo numero di persone, in attesa di gustare tutti insieme gli antichi sapori del fritto napoletano. È solo il secondo evento organizzato dalla pagina Facebook "Sosteniamo Zeppole e Panzarotti", creata da Paolo Russo, insieme a Tony Federico e Mario Lambiase.


Dopo l'articolo scritto il mese scorso in cui analizzavo il rapporto tra mode e cibo (visibile cliccando qui)(visibile cliccando qui), non potevo non ascoltare anche il punto di vista di questi "paladini del fritto". Ecco quindi cosa ne pensa Paolo Russo!

 

D: La pagina Facebook prima, i due eventi dopo. Ma come nasce quest'iniziativa?
R: Essenzialmente nasce dall'idea di tre ragazzi il giorno prima dell'inaugurazione di una nuova patatineria a Fuorigrotta, proprio di fronte ad una storica friggitoria del quartiere in cui siamo cresciuti. Senza nessuna forma di protesta, abbiamo organizzato un evento su Facebook per invitare altri amici a mostrare solidarietà a Davide, il gestore della friggitoria. In seguito abbiamo creato la pagina Facebook che ora si aggira intorno ai 1400 mi piace, e adesso siamo qui a difendere il fritto napoletano

Friggitoria 2

 

D: Possiamo dire quindi che per voi il fritto è paragonabile ad un esperienza mistica? Perché per noi lo è!
R: Per me il mangiare in generale è un'esperienza mistica! Dovremmo entrare in una filosofia pseudo spicciola, ma per me il cibo ha una funziona sociale fondamentale, il mistico sta nel creare rapporti, umanità, nel produrre cultura e storia. Il fritto napoletano è tutto questo, nasce come la famosa 1000 Lire di zeppole e panzarotti, cibo che ti scaldava, da condividere per strada con un amico. Ed è rimasto così negli anni, un lusso che tutti potevano permettersi, essenzialmente.

 

D: Si tratta quindi di una battaglia culturale più che gastronomica?
R: Assolutamente culturale, sì. Tantissimi dicono che noi nasciamo contro le patatinerie, ma non è assolutamente vero. Ci andrebbe benissimo passeggiare per Via Roma e incontrare qualcosa di diverso. Una patatiteneria, uno che vende i baccalà portoghesi, uno che fa le crêpes, che si offra quindi una vasta scelta! Noi difendiamo le friggitorie più antiche, quelle che portano avanti le tradizioni napoletane, ma ci sono ovviamente anche esercizi che offrono prodotti surgelati, l'importante è non generalizzare.


D: E tra la vasta scelta che una friggitoria può offrire, quali sono i vostri "cavalli di battaglia"?
R: Personalmente, sono un grandissimo amante della frittate, di qualunque tipo. Quando viaggiavo avevo lo sfizio tutto mio di fotografarmi con una frittata di maccheroni ovunque fossi, per cui credo che questa sia l'unica cosa veramente napoletana che non si può trovare in nessun altro posto. Ma i nostri simboli restano ovviamente la zeppola e i panzarotti, universalmente riconosciuti, polivalenti, interculturali, transgenerazionali, quante altre parole complicate devo dire?

 

D: Che riscontro credete di aver avuto nel popolo napoletano? E soprattutto, avete altre iniziative in serbo?
R: Sicuramente alle persone piace quello che facciamo e ci danno tutto il loro appoggio. Vi è ovviamente anche chi, interpretando male il nostro messaggio come dicevo prima, ci considera gli oppositori delle patatinerie, ma non è assolutamente così. In futuro sì, crediamo di organizzare altri incontri di questo tipo, sicuramente dopo l'estate. Ma quello che vorremmo è che le persone autonomamente ricominciassero a organizzarsi, darsi appuntamento in friggitoria e con pochi Euro riempirsi di fritto e passare così la serata.

 

Friggitoria 3


(In foto: Fabio Messina, proprietario della Frggitoria Vomero, tra Tony Federico e Paolo Russo)

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