Dead Island 2

Lunedì, 21 Luglio 2014 00:00
  

Certamente, quando ci si approccia ad un terzo capitolo di quella che, per definizione, sta per diventare una saga, si è piuttosto scettici su cosa essa potrà effettivamente darci, soprattutto se l'episodio precedente è stato alquanto deludente. Dead Island 2 ci si presenta come un gioco scanzonato e violento, con un trailer d'apertura a ritmo di musica che lentamente ci immerge in un'atmosfera piuttosto surreale. Il che si differenzia molto dal precedente, che vantava infatti un trailer molto più drammatico, e che ci rendeva osservatori di un massacro (in slow-mo e visto in reverse), senza porre limiti al peggio. Tuttavia, è bene dirlo, c'è da auspicare che le differenze non si fermino qui.

 

Dead Island Riptide, difatti, era un lento e inesorabile susseguirsi di "dal punto A al punto B", senza soluzione di continuità, ma soprattutto senza soluzione di divertimento. Si moriva spesso, e talvolta per motivi piuttosto banali, e uccidere gli zombie talvolta era addirittura più noioso che andarli a cercare. Sebbene questo possa derivare anche dal fattore difficoltà, e dalla meccanica pure credibile secondo i quali un coltello nell'occhio di uno zombie di fatto non ne arresti l'incedere, con il tempo finiva per tradursi in una ripetizione piuttosto anomica del tasto d'attacco. Dark Souls è difficile, ma dopo ogni sfida c'è la gioia. Riptide magari era impegnativo, ma dopo ogni sfida c'era la noia. No, non ho detto gioia.

 

Dead Island

 

Tralasciando l'ironia da due soldi, è chiaro che non si può giudicare un gioco né dal trailer né dal "padre", però ci sono alcuni elementi che si sa verranno ripresi: l'impostazione a GDR dovrebbe esserci, come pure una forte caratterizzazione dei personaggi (e in molti vogliamo scoprire chi è il tipo che, nel mezzo dell'apocalisse, ruba le scarpe di un non-morto) e probabilmente non mancheranno esplosioni in quantità industriale e corse a perdifiato. C'è da chiedersi, però, se vogliamo ancora vedere gli zombie alla luce del sole: Resident Evil 5 li ha inaugurati, con ambientazioni sabbiose anche piacevoli, ma altri giochi (i Dead Island per primi) hanno già fortemente sviscerato la loro fonte di novità. Viene da chiedersi se un ritorno ai luoghi oscuri e umidicci non sia più consono, e se dunque la scelta non debba propendere su titoli come Dying Light. Se così sarà, certamente non mancheremo di farvelo sapere, e di farvi capitare fuori dall'isola dei Presidenti Morti, come negli US vengono chiamati i soldi. Sono certo che quella perdita vi segnerebbe più di quella dei survivors.

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