Middle Earth: Shadow of Mordor

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 00:00
  

Avete amato molto Assassin's Creed, solo che lo avreste voluto più difficile? Avete apprezzato il sistema di combattimento della serie Arkham di Batman, solo che avreste voluto fare di più che spezzare qualche ossicino? Avete mai desiderato interrogare un nemico per scoprire informazioni su un esercito gestito da un sistema unico di uccisioni, lotte di potere e rimpiazzi continui, anziché semplicemente per sapere dove si trova l'obiettivo? Se la risposta a tutte queste domande è sì, allora non avete altra scelta che comprare Shadow of Mordor, la storia di come un solo uomo può vincere una guerra!

 

Lo so, se siete giocatori di Call of Duty sapete che questa frase è stata già usata in uno dei loro titoli (non ricordo quale), solo che lì, semplicemente, non era vero. C'era il solito gioco su binari, vai a destra, ammazza a sinistra, evita la granata indietro, avanti di mitra, vinto. Oddio, a dire il vero sto descrivendo tutti i Call of Duty, ma il punto è un altro: in Shadow of Mordor non soltanto dobbiamo fare i conti con un sistema di gioco open world che si muove a prescindere dalla nostra volontà (e lo fa anche rapidamente, sostituendo le persone che noi uccidiamo in maniera sempre più rapida), ma anche con la totale libertà di programmare i nostri assassinii per ottenere i migliori risultati possibili, e questo è un vanto che neppure il gioco degli assassini per eccellenza ormai può più arrogarsi.

 

La storia avrebbe potuto essere l'unico punto debole del gioco, se solo non avessero trovato un sistema praticamente perfetto per renderla innovativa (almeno dal punto di vista videoludico): Talion, il protagonista, vede la sua famiglia massacrata davanti ai suoi occhi, ma non ha il tempo di piangerla che anche lui viene ucciso e mandato in una specie di limbo. Qui tuttavia gli viene detto che i suoi talenti sono troppo preziosi per non farne uso, e viene così "bandito dalla morte". Come dicevo prima, dal punto di vista video ludico è abbastanza innovativo, ma già se pensiamo a Il Corvo (o magari a Chakan The Forever Man) notiamo come questa situazione si sia già verificata. Però anche il fatto che abbiamo dovuto scomodare il capolavoro di James O'Barr dovrebbe comunque valere qualcosa! Bandito dalla morte, a Talion non resta che cercare vendetta e per farlo dovrà affrontare legioni di orchi.

 

Già vi sento: legioni di IA a casaccio senza nessuno scopo al mondo che servono a premere X, che noia.


E qui vi sbagliate: grazie al Nemesis System, e alla reputazione che ciascun personaggio ha, chi sopravvive alle nostre scorrerie può diventare un nemico regolare del gioco, e acquisire sempre maggior potere ogni volta che non lo uccidiamo o che lui tenta un nuovo colpo di mano ai danni di un altro generale. Di più: se gli abbiamo inflitto qualche ferita, magari gettandolo nel fuoco, i suoi tratti somatici (e probabilmente anche le sue paure) si modificheranno per tenere conto di queste cose, nonché dell'odio che egli prova per noi. Mi prendo tutto questo spazio per il Nemesis System perché esiste un solo altro ambito dove può succedere una cosa del genere: nei Giochi di Ruolo. Il Master si affeziona ad un cattivo e lo fa sopravvivere, oppure lui sopravvivere per dei tiri sfortunati dei giocatori, e diventa un cattivo ricorrente durante la partita. Per me, che sono un fan dei giochi di ruolo, questo è un passo importantissimo per il mondo dei videogames, e per raggiungere quella libertà videoludica che ogni giocatore anela. Presto, forse, avremo finali veramente aperti, situazioni che cambiano veramente in base alle nostre scelte, e non giochi alla Mass Effect 3 che, pur bellissimo, si dirama in due finali principali che lasciano l'amaro in bocca.

 

Insomma c'è un solo modo per aiutare Shadow of Mordor a far divampare il fuoco dell'innovazione nella stanca Terra di Mediocrità dei videogiochi, ed è acquistare questo titolo al lancio.

 

O diventerete la Nemesi di Talion, e lui verrà a cercarvi.

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