Gotham

Lunedì, 13 Ottobre 2014 00:00
  

Forse è presto per recensire questa serie, visto che sono usciti solo due episodi, ma come dice il proverbio chi ha tempo non aspetti tempo. E se in sole due puntate lo sceneggiatore Bruno Heller (The Mentalist) ha già sistemato tutte le pedine per la più grande guerra di mafia a memoria d'uomo nella città dell'uomo pipistrello, allora non c'è assolutamente tempo da perdere.

 

Cominciamo col dire che gli eventi accadono vent'anni prima della Gotham del Cavaliere Oscuro, e incominciano con la morte dei coniugi Wayne e le indagini di un giovane Jim Gordon (un Ben McKenzie che ha imparato anche a recitare), costretto ad applicare la legge solo quanto consente il "programma", un accordo a doppio filo tra la polizia e famiglie come quella di Carmine Falcone. Insieme al detective Bullock, marcio fino al midollo, Gordon comincerà una lunga serie di indagini che riveleranno non solo personaggi inediti (come la letale capomafia di colore chiamata Fish Mooney), ma anche e soprattutto vecchie conoscenze: Poison Ivy, il Pinguino, Catwoman, l'Enigmista, e persino qualche riferimento al manicomio criminale di Arkham. Il tutto, però, è ancora in stato fortemente embrionale e, a parte qualche talento che già incomincia a rivelarsi (incredibile a questo proposito la performance di Robin Lord Taylor), lascia aperte tantissime sottotrame all'occorrenza, tutte legate ad un'unica persona: un giovane Bruce Wayne, carico d'odio, e un Alfred Pennyworth che non sa ancora come educarlo.

 

Dal punto di vista tecnico, l'impianto non brilla particolarmente, a meno che con brillante non si intendano le continue luci alla JJ Abrams che investono qualsiasi interno di un edificio, anche se visto da fuori sembra un blackout di una notte senza luna. Intuiamo che le luci servono a creare un ambiente "noir", ma talvolta questa tendenza è un filo esagerata. Niente da dire invece sulla regia, molto lineare e incentrata sul mostrarci nel dettaglio i personaggi, senza perdersi in ricercatezze che sarebbero comunque fuori luogo. La recitazione è ovunque almeno sulla sufficienza, ma spiccano in particolare le capacità del giovane Pinguino (il già citato Taylor) e del giovane Wayne (David Mazouz), a cui verrà probabilmente chiesto uno sforzo incredibile nel corso di questa serie, dal momento che chi la guarda spesso non conosce nemmeno la metà dei villains che già da ora sono stati presentati, e forse non conosceva nemmeno Jim Gordon!

 

Eventuali previsioni sul futuro della serie sono abbastanza facili da fare: ci verranno presentati numerosi cattivi ultrasecondari (persone inesistenti dal punto di vista narrativo come Victor Zsaz e la gente che pesta abitualmente Arrow) e si darà un accenno ai primari (credo che in lista si possa azzardarsi ad annoverare Harley Quinn, o magari addirittura il Joker in chiusura). Quello che è certo è che ogni fan della saga non può perdersi questo appuntamento, e che ogni fan della DC in generale non potrà fare a meno di associare questa serie ad Arrow e, presto, a Flash.

 

Concludiamo questa analisi dicendo che, se la Marvel ha ben chiaro il concetto di concorrenza e crede nelle proprie capacità, il nerd "fumettaro" medio avrà da stare davanti alla televisione per ancora molte ore a venire!

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