On the other side: Slenderman

Venerdì, 17 Ottobre 2014 00:00
  

Vi ricordate On The Other Side, la rubrica che parla dei cattivi dal loro punto di vista? Bene, quest'oggi vogliamo dedicare una monografia ad un personaggio che si è fatto strada nelle classifiche dell'orrore contemporaneo grazie ad un creepypasta (da creepy, spaventoso, e to paste, incollare, visto che queste storie venivano incollate ovunque per generare panico), e da allora viene ingiustamente accusato di tutta una serie di nefandezze. Ripercorriamo la sua infanzia, per capire davvero il suo punto di vista:

 

Il piccolo Slenderman nasce in un paesino dove tutto è costantemente buio e le texture non sono di buona qualità, tanto che non si riesce quasi mai a distinguere un muro da un albero.

 

Slenderman

 

Egli comincia a sviluppare dunque quella labirintite che lo accompagnerà per tutta la vita, ma anziché fare causa al comune della sua città per un rimodernamento dell'urbanistica sopporta stoicamente, e riesce ad arrivare a scuola.

 

A scuola viene continuamente bullizzato perché, a differenza dei nerd che vengono a scuola in camicia, lui ci viene direttamente in giacca e cravatta. Smutandato di fronte alla classe si rifugia nei disegni che in seguito appenderà per tutto il paesino buio dove vive, ricordi di un'infanzia tormentata. Ma mica si incazza.

 

Crescendo, gli ormoni fanno il proprio effetto su di lui come su tutti i ragazzi, ma la totale assenza di un volto non aiuta a far strage di gnocche, e neppure a prendere una macchina con cui portarle al cinema: vorrei vedere voi, con una fototessera che sembra una foto del culo di un macaco, a cercare di farvi timbrare il foglio rosa.

 

Slenderman 3

 

Ma lui non si arrabbia: si rifugia nei propri amici immaginari, otto tentacoli di energia con i quali scopre di avere molto in comune, e con i quali sfoga la propria solitudine nelle tristi notti di "paesinobuio". Anche così, però, lui non si incazza.

 

Slendeman 2

 

Arriva nel mondo del lavoro quando ha ormai iniziato a conoscere e apprezzare il suo talento: vuole diventare un venditore porta a porta. Il problema, tuttavia, è che ogni volta che si avvicina a meno di un metro dalle persone queste cominciano ad emettere strane interferenze, per poi morire atrocemente una volta raggiunte. Dopo il terzo cliente all'obitorio, viene licenziato.

 

A questo punto Slenderman cade nel tunnel dell'alcool, inizia a perdere progressivamente il contatto con la realtà e a comparire e scomparire ad minchiam nell'ormai deserta "paesinobuio", appendendo in giro foto della sua infanzia tormentata nella speranza che qualcuno, trovandole, sia invogliato a giocare con lui. Per tutta risposta, la gente va a "paesinobuio", gli fotte i disegni e scappa via.

 

Oramò, immaginate di arrivare a quarant'anni vergine, con nient'altro che i vostri tentacoli per sopperire a qualsiasi bisogno di qualunque natura. Arriva questo tizio che urla frasi sconnesse come "gioko di merda, slender nn mi fa pauraaa", si ruba i vostri fogli e inizia a correre all'impazzata. Chiaramente a Slender gli sale il crimine, così lo afferra, lo fa impazzire e poi lo impala su un albero. Vogliamo forse fargliene una colpa?

 

E non ditemi che rapisce i bambini: se a 12 anni scrivi "gioco" con la K ti meriti questo ed altro.

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