L'ultima fuggitiva - Tracy Chevalier

Venerdì, 24 Ottobre 2014 19:25
  

Immagino che tutti avranno sentito nominare, e magari anche visto, La ragazza con l'orecchino di perla, film di successo di una decina di anni fa; ma forse non tutti sanno che dietro al film c'è un libro – come al solito! Penserete, dunque, che stia per parlarvi di questo romanzo. Ebbene no, è stato solo un piccolo trucco per attirare la vostra attenzione, e chissà se ha funzionato: il libro di oggi è, comunque, ad esso legato, poiché è l'ultima creazione letteraria della medesima autrice, Tracy Chevalier, esperta in romanzi storici (come si poteva facilmente intuire dal titolo già citato).
 
Ma andiamo al sodo: L'ultima fuggitiva, così si chiama il suo nuovo libro, parla di una giovane inglese che nel 1850 sceglie di attraversare l'Atlantico per iniziare una nuova vita in America, volendo lasciarsi alle spalle la sofferenza di essere stata lasciata dal suo fidanzato poco prima delle nozze. Il tema centrale è uno e insindacabile: la fuga, in tutte le sue molteplici forme. Honor Bright – questo è il nome della protagonista – è una giovane quacchera che fugge dall'Inghilterra mossa dal desiderio di allontanarsi dal dolore, senza sapere cosa troverà dall'altra parte del mondo; quindi potremmo dire che scappa da qualcosa, non verso qualcosa. Cosa trova però nel Nuovo Mondo? Ancora dolore, ahimè, ma anche una realtà diversa che la spinge ad agire e a rischiare, ovvero ad aiutare gli schiavi neri a fuggire verso la libertà. La fuga, di nuovo! Ma ha tutto un altro sapore stavolta, sa di lotta, di speranza, di pericolo. L'Ohio, dove si è stabilita Honor, è una zona di passaggio non solo per gli schiavi in fuga verso il Canada, ma anche per i cittadini bianchi che migrano verso le sconfinate praterie dell'ovest per iniziare una nuova vita. Che sia questo il destino dell'uomo, vagare ininterrottamente? Ma non bisogna fermarsi prima o poi, non bisogna avere una meta che sia degna della nostra fuga?
 
Il ritratto dell'America ottocentesca è accurato, la narrazione attraente, la storia particolareggiata. Il ritmo è pacato ma allo stesso tempo coinvolgente, lo stile semplice, i personaggi ben disegnati. Un libro da leggere e da consigliare, in definitiva. Eppure... Eppure c'è qualcosa che impedisce a questo romanzo di fare il salto da “buona lettura” a “piccolo capolavoro”, ed è terribilmente difficile da identificare. Il giudizio di un libro, si sa, è soggettivo, e molto spesso dipende dalle sensazioni personali del lettore, che variano da persona a persona. Mi chiedo, dunque, quali saranno le vostre.
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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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