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Call of Duty: Advanced Warfare

Lunedì, 17 Novembre 2014 00:00
Call of Duty: Advanced Warfare
  

Come ogni anno, siamo qui riuniti per giudicare il nuovo capitolo di Call of Duty, dove un pazzo a caso dimostra a tutti quanto sia necessario che esista l'esercito americano, una compagnia privata guidata da Kevin Spacey o i mercenari di Silvester Stallone, fate voi. Ancora una volta il titolo è deludente, ma con inaspettate idee mal sfruttate capaci di far piangere anche più del solito chi ci ha speso i soldi. Di quali idee mal sfruttate parliamo? Andiamo a scoprirlo.

 

La trama è un filo più complessa del solito: c'è Kevin Spacey, che interpreta il capo di una corporazione di soldati privati ipertecnologici, e Hades, supercriminale che odia la tecnologia. Il punto è che Spacey ha scritto "sono il cattivo" in faccia sin da inizio gioco, ergo si presume che alla fine questo Hades sia solo uno dei possibili boss finali. Noi siamo un soldato a caso, migliore amico del figlio di Spacey, che muore proprio in una missione contro Hades. Le premesse per una storia decente ci sono, quello che manca è proprio il gioco.

 

Call of Duty Kevin Spacey

 

Prima idea mal sfruttata: la retorica. Il nostro personaggio viene tremendamente sfigurato e non ha un braccio, che gli viene sostituito con una protesi bionica. Nel gioco si accenna a tutto ciò? Ovviamente no, facciamo una plastica ad un tizio con tratti somatici già banalissimi e scordiamoci che un figlio dell'America possa essere anche solo lontanamente brutto. Quando poi vi obbligano a premere E per "porgere i rispetti" al figlio di Spacey morto in missione, con tanto di picchetto d'onore, ho seriamente rischiato di chiudere lì il gioco e disinstallarlo.

 

Seconda idea mal sfruttata: la tecnologia. Dopo aver capito che saghe come Destiny e Titanfall vendono, e che casualmente lì ci sono robottoni che volano (o meglio fanno salti con dei jetpack), ecco che i soldati hanno millemila gagdet assolutamente inspiegabili dal punto di vista fisico che li rendono dei superumani. Stupenda è, a questo proposito, una mina che rallenta il tempo.

 

Una mina.

 

Che rallenta il tempo.

 

Ok.


Ma se questo non bastasse a farvi pensare "idea mal sfruttata", aspettate di capire come funziona questo papocchio di abilità: ne avete svariate, tra cui scudi evocabili dal braccio e granate che cercano da sole i bersagli (come se già avere cinque granate di partenza non fosse abbastanza overpowered), ma potete usare di volta in volta solo quelle che dicono loro. Perché? Perché non far costruire una build di nostra scelta e farci giocare come vogliamo noi, con tecniche più improntate alla violenza, alla tattica o allo stealth? Mistero della fede. Ancora, i jetpack: perché creare un oggetto che ci permette in teoria di arrivare in posti inaccessibili altrimenti, se poi si collegano questi posti con scalinate apposite? Non so quante volte sono salito su un balcone, convinto di poter fare da tiratore lì senza essere raggiunto, per poi trovarmi dietro il mio compagno di squadra che aveva appena finito di salire le scale, o peggio un nemico pronto a sforacchiarmi la schiena con una troll face al posto dell'elmetto.

 

In definitiva, vi ho proposto questi esempi perché già da qui si può capire di che gioco si tratta: un gioco su binari, obbligato in tutte le sue scelte, senza un minimo di personalizzazione. La storia potrebbe essere l'unica cosa sorprendente, ma conoscendo il titolo è molto più probabile che si riveli la glorificazione dell'esercito USA al di sopra di terroristi e milizie private, perché "i nostri ragazzi" vincono sempre.

Anche quando bombardano la Siria.

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Alberto De Mascellis

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