Intervista a Bruno Brindisi

Mercoledì, 26 Novembre 2014 00:00
  

Recentemente il mondo del fumetto italiano è stato scosso dagli epocali cambiamenti subiti da una delle serie più amate, quella di Dylan Dog, e naturalmente la NerdZone è stata in prima fila, con ben due articoli, che trovate facendo click qui e qui. Ma siccome un momento così particolare richiedeva ancora di più, abbiamo fatto qualche domanda a Bruno Brindisi, disegnatore storico degli albi dell'Indagatore dell'Incubo.

 

Emma: Se dicessi:«Esprima l'arte e l'opera di Bruno Brindisi in cinque righe», quale sarebbe la risposta?
Bruno: Cinque righe? Basta una parola: fumetto.

 

E: Com'è il suo Dylan Dog? Quale lato del carattere vuole esprimerne, attraverso il suo tratto così peculiare?
B: Quello "biofilo", in contrapposizione a tanti che ne danno una versione necrofila. Quindi punto per lo più sulla recitazione e sull'umanità piuttosto che sulla drammaticità e l'atmosfera.

 

E: Come si pone rispetto ai cambiamenti decisi per questa fase della vita di Dylan?
B:Mi metto a disposizione, io sono per i cambiamenti a prescindere, guai a cristallizzarsi.

 

Gabriele: La tavola di pagina 110 mostra le anime che ascendono al cielo, liberandosi dei vincoli terreni, in maniera piuttosto serena; tuttavia la parte superiore è occupata per intero dalla Morte, una presenza assai più minacciosa. Si tratta di una scena di grande dinamismo e drammaticità, aperta a molteplici interpretazioni: quale sensazione intendeva veicolare? La Morte come Inevitabile, come "Tristo Mietitore" oppure come "Grande Consolatrice?
B: Visto il tono della storia è l'unica vignetta in cui ho potuto rappresentare la morte per come la descrivi tu, una definizione non contraddice l'altra. Per i personaggi in attesa di morire da giorni è come una liberazione.

 

G: Il suo primo albo è stato "Il Male", numero 51. Quanto è cambiato Bruno Brindisi come artista e come uomo nei successivi 287 numeri?
B: Fra poche settimane sono 25 anni da quando ho iniziato a disegnare Dylan. Sono cambiato sicuramente, 25 anni fa avevo 25 anni, il mio stile era acerbo, ma la passione e l'entusiasmo sono ancora gli stessi.

 

G: Che fumetti legge oltre Dylan Dog (siano essi italiani, francesi, giapponesi, americani...)? E c'è una scuola che ammira particolarmente o che l'ha influenzata nel corso della sua carriera?
B: Leggo i fumetti disegnati bene, quindi con regolarità nulla a parte le serie per cui lavoro. I manga non riesco a digerirli, tranne rarissime eccezioni e non sono mai stato un fan del genere supereroistico. Mi piace il realismo e la sintesi, un nome su tutti: Alex Toth.

 

G: Ma allora non posso fare a meno di chiedere quali siano le eccezioni. Provo a indovinarne una? Taniguchi?
B: Sì, ma principalmente Otomo.

 

G: Grazie mille!
B: Grazie a te!

Ultima modifica il Mercoledì, 26 Novembre 2014 08:15
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