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Nati due volte - Giuseppe Pontiggia

Sabato, 29 Novembre 2014 11:47
Nati due volte - Giuseppe Pontiggia
  

Non è semplice scrivere di handicap, e quando lo si fa si rischia spesso di risultare drammatici, o pietosi, o al contrario sprezzanti. È un soggetto delicato della letteratura moderna, tuttavia vivo e attuale, a cui il lettore di solito si avvicina guardingo, pronto a chiudere il libro alle prime avvisaglie di eccessiva pietà melodrammatica. Questo perché, a meno che non siamo toccati in prima persona da esperienze relative all'handicap, non lo conosciamo e non sappiamo come affrontarlo. Mi riferisco sia ai lettori che agli scrittori, ma è dalla bravura dei secondi che dipende l'attenzione dei primi.
 
Giuseppe Pontiggia, per esempio, è riuscito a confezionare un breve romanzo che narra con semplicità la sua esperienza di padre di un ragazzo colpito da tetraparesi spastica. Una storia difficile che non può non suscitare momenti di commozione, ma priva di inutili sentimentalismi e luoghi comuni. Ma soprattutto, una storia vera, in cui l'autore ci parla sinceramente delle paure che ha affrontato e delle debolezze che ha dovuto superare nelle piccole avventure di tutti i giorni, e del rapporto che ha pian piano costruito con suo figlio Paolo. Improvvisamente si è reso conto di un intero universo che prima ignorava, protetto com'era dal suo status di normodotato. Adesso, però, vede con i suoi occhi che ogni piccola cosa per Paolo rappresenta una sfida, e si stupisce della grande forza che suo figlio mostra nell'affrontare tali sfide. 
 
Il problema sociale, però, persiste, dato che la società,  in modo ancor più evidente dei singoli, non è preparata ad affrontare l'handicap. L'autore lo nota a sue spese e cerca di sensibilizzare il pubblico al riguardo, osservando con occhi nuovi le «reazioni che i disabili suscitano in una specie ignorata di disabili, quelli normali». 
Quello di Pontiggia è un interessante sguardo dall'interno ed è valso a Nati due volte il premio Campiello 2001. Ma perché questo titolo, vi chiederete? Chi è che nasce due volte e perché? Sono i disabili che nascono due volte: la prima quando vengono al mondo, e la seconda, ancor più importante, quando grazie alle cure e all'impegno di chi li ama e li sostiene, e alla loro stessa tenacia, riescono a fare progressi e a prendere in mano la propria vita.
 
Questo romanzo è consigliato a tutti e, come ogni buon romanzo, ci regala riflessioni, sorrisi e forse qualche lacrima per ricordarci che abbiamo diritto tutti in egual modo alla nostra dignità.
 
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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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