Un Canto di Natale... Nerd!

Giovedì, 25 Dicembre 2014 02:08
  

Dopo aver chiuso a doppia mandata la porta dell'ufficio, mi incamminai verso casa, deambulando al freddo per la città semideserta. Il freddo era pungente, e l'umidità penetrava nelle ossa, ma ancora più fastidiosi erano le lagne dei redattori che ancora mi rimbombavano, moltiplicandosi in mille turpi echi, nelle orecchie:«Ma come? Anche a Natale?» «Non ci può far sgobbare a Natale!» «Festeggi con noi, invece!»

 

«Il Natale! Bah! – mormoravo tra me e me mentre consumavo una frugale cena nella stanza illuminata unicamente dalla luce del mio vecchio portatile – Tutte scuse per non lavorare!» E intanto pensavo a come avrei potuto impiegare in maniera produttiva l'indomani; fu così che, tra un file .xls e un .docx, senza accorgermene caddi in un sonno profondo. Dico «senza accorgermene» giacché non saprei fornire altra spiegazione per gli eventi che mi accingo a raccontare.

 

Mentre riempivo con smania le celle di Excel, udii un rumore dal piano di sotto, qualcosa come il seccante ronzio di un disco rigido in avaria e di una ventola che lavoravano contestualmente, in una sorta di bizzarra e nauseabonda disarmonia. Distolsi lo sguardo dalla luce del PC verso il buio, depotenziando volutamente la vista allo scopo di aguzzare i rimanenti sensi, ma i miei occhi, in un innaturale secondo, si adeguarono all'oscurità, fissando il busto di Atena sullo stipite della porta. Il cacofonico ronzio cresceva sempre di più, ma non me ne curai, assorbito com'ero dai miei ragionamenti:«Strano, in fede: non ricordo di aver mai avuto un busto di Pallade. Dove mai potr...» La porta si aprì di scatto!

 

Trasalii, mentre la luce che penetrava dall'esterno quasi mi feriva le retine, e il rumore diveniva frastuono! Quando il bagliore si attenuò, notai una figura in piedi: non riuscii a riconoscerne le fattezze, inghiottite com'erano dalle tenebre che avevano sostituito il fulgore. Tuttavia, notai distintamente che il visitatore era come avviluppato da una serie di cavi elettrici, ognuno dei quali legato a un diverso dispositivo: una vecchia console, un PC, uno smartphone, un tablet e via discorrendo, in una sorta di perverso ed esaustivo compendio del progresso tecnologico degli ultimi trent'anni.

 

D'istinto mi alzai e chiusi con violenza la porta, sicuro di aver ricacciato quell'indesiderato ospite e, dopo aver fatto girare per 720° la chiave, sprofondai nella poltrona, la fronte imperlata di un gelido sudore. Ma la mia soddisfazione e il rinnovato coraggio non durarono che un battito di ciglia, giacché – e le dita tremano ancora, battendo sulla tastiera del PC – la figura attraversò la porta, e come se la sua materia fosse tutt'una con l'etere in cui fluttuava, si fermò innanzi a me, scrutandomi con occhi inquisitori.

 

L'orrore di quella visione fu enormemente accresciuto quando essa iniziò a parlarmi: ogni parola che pronunciava comportava un cambiamento delle sue fattezze: tre volte pronunciò il mio nome e tre differenti individui ne scandirono le sillabe. Ciascuno di essi era simile a uno dei vecchi Caporedattori di MyGeneration, e ne fui sollevato, seppur per un breve istante.

 

«Amici, so che non era vostra intenzione, ma apparendo in siffatta maniera avete incusso in me un tal timore! Ma non fa nulla, mi rallegro nel vedervi. Qual cagione vi spinge a varcare l'uscio della mia stanza in una notte tanto fredda?»

 

«TACI!» Gridò un'altra delle emanazioni della proteiforme creatura, fissandomi con occhi penetranti, impossibili da ignorare.

 

-Non siamo qui per rallegrarti, ma per ammonirti! Hai perduto lo spirito della NerdZone, scegliendo di votarti ai Pollici in alto della sulfurea pagina bianca e cobalto: noi siamo qui per evitarti di commettere questo errore e di portare una catena come questa, da noi stessi stoltamente forgiata!
-Ma, amici... la conta delle prime dita è essenz...
-Taci! Presto riceverai la visita di tre spiriti: essi ti renderanno edotto!

 

Detto ciò, mi volse le spalle e fece per guadagnare l'uscio, d'istinto provai ad alzarmi per argomentare le mie ragioni, ma lo sforzo non produsse alcun risultato. Guardandomi la gamba notai, non senza orrore, che il cavo dell'alimentazione del PC si era avvinghiato alla caviglia, alla maniera di quei serpenti che prima di divorare una vittima sono soliti stritolarla. Lanciai un grido di puro terrore, e d'incanto mi risvegliai in poltrona: il cavo, la figura e il busto di Pallade erano svaniti. Scosso da quella strana esperienza onirica, mi versai dell'assenzio e un po' di laudano, guadagnando tosto il letto ove riposare le stanche membra e l'intelletto, evidentemente ottenebrato.

 

La tintura medicamentosa e il liquore ebbero velocemente la meglio sui miei sensi, poiché dopo che ebbi spento il lume sul comodino caddi in un sonno profondo, dal quale fui destato da un colpo a mano aperta tra lo splenio e lo sternocleidomastoideo. Confuso e intontito mi voltai, ruotando di scatto nel mio sobrio giaciglio, quando scorsi una figura femminile illuminata accanto al lume. Non appena il mio ingegno ritornò, mi accorsi che dall'abat-jour non proveniva alcun fascio di luce, ma era la fanciulla che emanava un proprio bagliore. Feci per raggiungere la rivoltella sotto al cuscino, ma ella mi ammonì:«Non avrebbe alcun effetto su me.» Poi stringendomi il polso, disse:«Sei in presenza dello Spirito del Natale (Nerd) Passato! Vieni!»

 

Un istante dopo ero nella stanza che occupavo da giovincello, e davanti a me, di spalle stava una folla di fanciullini seduti sul tappeto, tutt'intenti a giocare con un Master System. Girai intorno a uno di essi, un marmocchio tanto strano, quanto familiare quando – meraviglia! – notai ch'egli non era che... me! Invano provai a parlargli, ma la Spirito mi spiegò che quelle che vedevo non erano che le ombre di cose passate. «Com'ero lieto allora! – commentai – Non necessitavo di mille e mille poligoni o di maestosi effetti speciali! Bastava un giuoco poco appariscente, ma dalle dinamiche accattivanti e la compagnia di buoni amici!»

 

«E cosa ti è accaduto? Perché hai dimenticato tutto ciò? Perché la NerdZone non ne dibatte in maniera più assidua?» Non ebbi tempo di articolare la risposta e di notare un albatro appeso al mio collo, che la scena cambiò: stessa stanza, qualche anno dopo, dal televisore provenivano immagini familiari: Knight Rider, Miami Vice, The Love Boat, Mork & Mindy, The Dukes of Hazzard, The A-Team, Happy Days, Magnum P.I., Star Trek: The Next Generation e altre ancora! Abbassai lo sguardo, ben consapevole della rampogna che lo Spirito serbava per me, al punto che non appena ella iniziò la sua disamina, la implorai di non mostrarmi più simili immagini, e di colpo mi fui nuovamente nel mio letto.

 

Raggiunsi il salotto e versai altre due dita d'assenzio, quando dal soggiorno scorsi una luce: entrai con circospezione e rimasi a bocca aperta: un giovane, alto quasi fino al soffitto, sedeva su una montagnola di DVD e Blu-Ray. Film, Serie TV, cofanetti assortiti, edizioni limitate, videogiochi e quant'altro! Rideva accompagnato dal canti di un usignolo e si presentò come lo Spirito del Natale (Nerd) Presente, indi mi prese per mano conducendomi sopra i tetti della città, finché entrammo in una casa ove vidi molti dei redattori della NerdZone. L'atmosfera era gioiosa e spensierata: si apprestavano a prendere posto a una tavola imbandita quando una di esse domandò alla compagna:

 

-E il Vecchio?
-Non verrà.
-Glielo hai domandato?
-Giusto quest'oggi. Rispose che non provava interesse per il Natale e che preferiva lavorare.
-Provo della pena nei suoi confronti: Tutto solo in questa Santa Notte.
-Non v'è peggior sordo di chi si rifiuta di udire.

 

«Probabilmente resterà solo con la sua propaganda sovietica!» aggiunse un altro, provocando uno scoppio d'ilarità.

 

«Spirito, – mi voltai – perché mai mi canzonano? Non ho fatto altro che cercare di renderli produttivi!» Nel porre la domanda notai che i suoi capelli erano diventati quasi tutti grigi, ed egli mi spiegò che la sua vita non durava che l'arco di una notte. Mentre parlava dalle sue vesti vidi spuntare due fanciulli smunti ed emaciati. «Questo è Like, – disse lo Spirito – e questa è sua sorella Share.» La vista di quei poveri bimbi mi strinse il cuore, ma prima ancora che potessi parlare, ci ritrovammo nel mio soggiorno, mentre il gargantuesco visitatore pian piano svaniva.

 

Non so dire se mi scosse più questa scena o ciò che accadde immediatamente dopo: dalla stessa nebbia in cui il buon gigante svanì, emerse lentamente una terza apparizione, somigliante a una sorta di Darth Vader incappucciato con una cornacchia appollaiata sulla spalla. Egli non proferì parola, benché lo avessi interrogato più e più volte, ma si limitò a indicare il monitor di un PC che emanava una luce biancastra in una stanza completamente vuota. Non vi erano immagini, solo un browser recante questa scritta:«La Pagina Web non esiste.»

 

Chiesi allo spirito perché mi ebbe mostrato quella pagina, ma egli non rispose. «Perché? – lo incalzai – Perché mi tormenti con questa visione? Non capisco come essa possa avere a che fare con me!» Fu così che si avvicinò lentamente al monitor e allungando il dito ossuto batté due volte sulla barra degli indirizzi:

 

www.mygenerationweb.it/articoli/nerdzone

 

Caddi in ginocchio, il capo tra le mani. «Spirito! O Spirito! La nebbia si è diradata. Tutto mi appare chiaro ora!» ma l'apparizione rimaneva immobile. «Spirito Buono, ti prego! Dimmi che posso ancora cambiare queste visioni! Dimmi che non è troppo tardi! Io t'imploro!»

 

Madido di sudore mi risvegliai nel mio letto, mentre la luce dell'alba filtrava nella stanza:«Ma allora non è troppo tardi! Gli Spiriti hanno fatto tutto in una sola notte! O giorno meraviglioso! O Luce Divina!»

 

Veloce come il pensiero corsi nel soggiorno, trassi un numero imprecisato di cofanetti e DVD dalla mia collezione, poi, senza allacciare le ghette e scordando persino il cilindro corsi dai miei redattori facendo dono a ciascuno di essi un cofanetto, secondo i loro gusti e inclinazioni, promettendo solennemente che mai più avrei anteposto il profitto e il vil danaro al bene della NerdZone, e risolvendo di trascorrere il Santo Natale in loro compagnia in gioia e in letizia.

 

Fine.

 

P.S.: Praticamente ogni cartone/serie TV/Show ha dato la sua versione del Canto di Natale, e siamo sicuri che al Signor Charles Dickens non dispiacerà se la NerdZone aggiunge la sua voce. Da tutti noi, un augurio sincero di un Buon Natale e per usare le parole di Tiny Tim:«Che Dio vi benedica!»

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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