Telefilm d'Italie 3

Mercoledì, 28 Gennaio 2015 00:00
  

Eccoci al terzo episodio della saga "Telefilm d'Italie", ovvero come sarebbero le grandi Serie TV se venissero interpretate da attori nostrani. Visto che sta per tornare, e che noi nerd siamo notoriamente brutte persone, perché non alzarvi (e alzarci) l'hype con un po' di Game of Thrones? Stavolta però, anziché usare foto per descrivere personaggi, guarderemo oltre: utilizzeremo i partiti italiani per descrivere le fazioni della saga dell'amato (e odiato) George R.R. Martin!

 

Non c'è dubbio che la casa Bolton sia una valida interprete del partito Casapound: non sono loro estranee infatti azioni violente e vendette anche molto personali. Dalle intercettazioni dei membri di Casapound che proponevano lo stupro come arma, poi, si evince anche da dove Martin abbia trovato la sua ispirazione per Ramsay Snow.

 

Sicuramente i Frey rappresentano Fratelli d'Italia: sono legati al potere ma fingono di stare da un'altra parte, quindi sono doppiamente pericolosi. Inoltre, la loro sterminata progenie di replicanti accomunati solo dallo stesso, vecchio padre è ormai leggendaria.


I Lannister sono, senza dubbio alcuno, il Popolo delle Libertà: sono l'emblema del sogno berlusconiano, coloro che "ce l'hanno fatta" e che guardano gli altri dall'alto in basso, sempre pronti ad apparire e mai ad essere. Inoltre, la Carfagna ha la stessa espressione alla "ti sviscero" di Cersei Lannister, peccato che le somiglianze finiscano qui.


Agli Stark affidiamo il PD: sono un po' sfigati, cercano di fare intese con coloro che credono siano loro alleati e in realtà sono l'origine dei loro mali. Sono buonisti e si fidano irragionevolmente, e hanno accolto anche la parte più "conservatrice" dei Tully, perfetti nella DC, soprattutto Catelyn: "Famiglia, Onore, Dovere" erano proprio i punti cardinali della Democrazia Cristiana (NB: Arya non fa parte delle idee ristrette della propria famiglia e, quando è con il Mastino, l'esclamazione «Fuck the King!» è l'emblema della volontà di autodeterminazione e di essere contro ogni potere impositore).


La casa Targaryen (in particolare Daenerys) rappresenta L'Altra Europa, una nuova sinistra radicale che si basa su idee nate lontano (in Grecia qui, nel continente orientale lì) portatrice di novità e liberazione, non di conquista bensì di rivoluzione e coscienza. Ma scure ombre incombono sul suo passato, e forse macchieranno anche il presente. Il resto dei Targaryen, difatti, somiglia molto di più ad Alba Dorata.


Ben altro discorso facciamo per i Baratheon:

 

Robert ricorda un po' Grillo: è in buona fede e vorrebbe creare un mondo migliore rivoluzionando il vecchio potere, ma non ci riesce, anzi finisce col diventarne parte e soffrirne anche se riesce a non mischiarsi con le altre linee politiche. Stannis è la scelta indolore, colui che deve riportare alla normalità, colui di cui ci si può fidare, rigido, inflessibile, rapito da ciò che egli crede essere la Verità assoluta (come Monti la sua verità economica) e viene appoggiato infatti dal PD (Ned) per perseguire un obiettivo di continuità piuttosto che rischiare di rivoluzionare le cose scegliendo una strada migliore (Renly che è il Vendola di Westeros), e che potrebbe essere la valida alternativa ma fallisce per mancanza di sostegno e per arroganza. Gli affidiamo dunque Scelta Civica.

 

Ammesso che esista ancora.

 

I Martell sono difficili da inquadrare: libertini, passionali, ma anche combattivi e se necessario vendicativi, ricordano una certa sinistra che ormai è sparita da tempo. Con la morte di Oberyn, difatti, si è passati ad un ideale politico (quello di Doran) difensivo e reazionario, che punta più a sopravvivere che a vivere.

 

Menzione d'onore spetta ai Greyjoy: sfigati, quasi sempre perdenti, se la credono ma non sono nessuno. Un esempio? Theon è un principe che crede di essere un re, ma alla fine tutto ciò su cui puntava gli verrà asportato: un po' come Oscar Giannino. Kraken per fermare il declino!


P.S.: Un ringraziamento speciale alla mia ragazza Claudia per il preziosissimo aiuto!

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