Sanremo, considerazioni sparse ad una settimana dal Festival della canzone italiana

Venerdì, 20 Febbraio 2015 15:33
  

Anche quest’ anno la “fiaba” di Sanremo si è consumata e ha riempito per un po’ la nostra già idilliaca esistenza, con i suoi tipici archetipi e i suoi simpatici personaggi ricorrenti; primo fra tutti il diligente Carlo Conti, un presentatore old style, robotico, che frena i suoi istinti per attenersi ai rigidi schemi televisivi vigenti (come ai tempi di Baudo e di Mike Bongiorno), con tanto di vallette impacchettate come bomboniere (o lampadari, nel caso di Emma) e represse, anche loro, a suo seguito. Il Festival del 2015 non ha lasciato spazio a stupori (a parte la famiglia con 16 figli), improvvisazioni o anche alla più piccola trasgressione (la probabile assenza di reggiseno da parte di Arisa è un discorso a parte). Le convenzioni tradizionali sono state perseguite alla lettera, Carlo Conti ha gestito in maniera perfetta (oserei dire “Divina”) l’organizzazione degli spazi televisivi e, tra una sensazione nauseabonda e l’altra, le cinque serate sono andate, lasciando, com’è di norma, una scia di commenti e opinioni che simpaticamente ci accompagneranno per almeno un altro mese. Ma vediamo quali sono stati gli eventi più significativi di questa magnifica epopea:

Prima fra tutte è da citare la mitica reunion di Al Bano e Romina, una vera svolta new age per i nostri John Lennon e Yoko Ono italiani, che ci hanno regalato un nostalgico remake di Felicità e altri memorabili successi (COME abbiano avuto successo rimane tutt’oggi uno dei misteri più grandi della vita).   

Da ricordare è anche la presentazione della famiglia composta dai due genitori più sedici figli a carico (sedici, avete letto bene), che ha fatto molto Pomeriggio Cinque time

Inoltre ci sono stati una carrellata di comici che sicuramente hanno innalzato il livello dell’audience ( sì, quello dei film in streaming). A parte forse Siani, che dopo un iniziale disagio è riuscito a sciogliersi e a far ridere per un po’, anche se poi sono piovute critiche dai social per la sua battuta sul bambino obeso.  

Poi, sarcasmo a parte, ci sono stati anche ospiti interessanti come gli Imagine Dragons, Tiziano Ferro, Charlize Theron , Conchita Wurst, Ed Sheeran,Will Smith e tanti altri… Tutti accomunati da una cosa: le stitiche, banali e antiquate interviste ricevute da Carlo Conti (“sprecare le occasioni”, lo stai facendo bene).

Ma andiamo invece ad analizzare ciò che più dovrebbe caratterizzare il Festival della musica italiana, cioè, appunto, la musica. 

Mettendo da parte canzoni inutili e slavate come quelle dei Dear Jack (datevi all’ippica), di Anna Tatangelo (la “muchacha” non è riuscita ad arrivare neanche in finale, poverina), Lara Fabian (aspetta..chi è? Ah sì, quella di Adagio), eccetera, eccetera, eccetera… Possiamo citare alcuni artisti che non sono dispiaciuti, come Nina Zilli, Lorenzo Fragola, e un Mauro Coruzzi alias Platinette con Grazia Di Michele inaspettatamente emozionanti, con un testo, quello di Una Finestra, molto profondo e intimistico. Inoltre tra i giovani sono da segnalare i Kutso (il cui nome si pronuncia “Cazzo”, ma Conti ovviamente è una persona troppo fine e non si è permesso di fare questo oltraggio al direttore della Rai ), che non hanno vinto ma sono arrivati in finale e meritano assolutamente attenzione.

Comunque sia, ai primi tre posti si sono classificati: Malika Ayane (3°posto) con una canzone piacevolmente orecchiabile e sofisticata, caratteristiche tipiche del suo stile musicale, molto soul; Nek ,2° posto,con Fatti avanti amore (e già il titolo…), che pare quasi una hit di David Guetta, con testo scritto da Cristina D’Avena feat. Gigi D’Alessio (“siamo due braccia con un cuore” è una citazione sua, ne siamo certi). Vincitore del festival, infine, Il Volo, gruppo formato dai tre giovani tenori che da Ti lascio una canzone si sono fatti molta strada, esibendosi anche all’estero e con molti artisti famosi; il brano Grande Amore, evidentemente ispirato a Un amore così grande di Claudio Villa, al di là di considerazioni varie (relative al gusto personale), ha riscosso molto successo e ricorda un po’ il genere che ha reso famoso anche Andrea Bocelli, quello pop-lirico. 

Tuttavia non ci dispiace affatto che tutto ciò sia finito e siamo certi che verrà presto dimenticato da tutti (almeno fino all’arrivo di Sanremo 2016… A proposito, chi lo presenterà secondo voi? La Clerici o Frizzi?...).

11004040 10153142477664181 224003454 nL'espressività di Carlo Conti durante l'improvvisazione rap con Will Smith

Vota questo articolo
(0 Voti)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.