Diario di una Ragazza Nerd: Giorno 85 - ...una sera allo Stadio!

Mercoledì, 04 Marzo 2015 08:06
  

Essere nerd nell'immaginario collettivo significa essere brutti, sfigati, smanettare al computer dalla mattina alla sera e vivere in un bunker puzzolente e squallido... SBAGLIATO!


Tutti noi abbiamo un lato nerd, solo che ognuno lo chiama in modo diverso.. c'è chi dice di essere un appassionato di videogames, chi dei manga, chi ha una mente creativa e chi ritiene di essere un intenditore di film e serie tv.. errore, siete tutti nerd!


È iniziata una vera e propria rivoluzione/evoluzione grazie alla serie tv The Big Bang Theory, che ha fatto da apripista ed ora sembra che tutto il mondo si sia svegliato da un sonno profondo ed abbia capito che essere nerd non è da sfigati. Pare che sia stata fatta la scoperta dell'acqua calda! Certo per le donne è stato più difficile distaccarsi dallo stereotipo di "donna", come Amy, la fidanzata di Sheldon Cooper, perché per gli uomini è strano pensare che una ragazza attraente possa essere anche una nerd.


La "nerdite" ha influenzato anche i brand più importanti e famosi, che hanno presentato negli ultimi anni sulle passerelle questo tipo di donna, con gli occhiali, sexy, intelligente e brillante e soprattutto nerd.


Lo stacco definitivo con quell'immagine femminile si è avuto con la serie tv Diario di una Nerd Superstar, grazie alla quale i maschi di ogni continente si sono accertati e rassicurati che una ragazza nerd è assolutamente "normale". Ha più stimoli, più passioni, più hobbies, che possono variare dai fumetti al teatro, dalla moda ai video giochi, dall'arte al calcio.

 

San Paolo


Ebbene si, ci sono nerd come me, che hanno anche la passione per il calcio. In settori dello stadio, come i distinti, spesso bisogna entrare qualche ora prima dell'inizio della partita e guardandomi intorno, osservando attentamente le persone sedute sugli spalti. Tra ultras e tifosi moderati, mi è capitato di vedere ragazzini che leggevano fumetti per ingannare il tempo o che si sfidavano giocando con il DS, ma quando, poi, l'arbitro fischia per l'inizio del match, si lasciano trasportare dalle forti emozioni, dall'euforia, incitando e sostenendo, come tutti, la propria squadra.


Mostrare interesse per sport come il calcio non è solo una prerogativa delle fidanzate e delle mogli dei calciatori (diciamoci la verità loro sono costrette ad andarci), ma anche di chi, come noi, non segue un preciso modello, che se ne frega degli stereotipi femminili e che con intelligenza sa far convivere in se stessi modi di essere diversi, visioni del mondo contrastanti in un' unica persona.

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