Focus: niente è come sembra

Lunedì, 16 Marzo 2015 08:25
  

E’ un periodo che il Will Smith cinematografico vive un periodo di alti e bassi. Dalle sue estenuanti ricerche di ruoli dove piazzare il figlio Jaden ai suoi film auto-referenziali come Man in Black 3, Smith sta cercando un po’ di stabilità in un mondo che evidentemente si sta stringendo attorno a lui. Questo film, tuttavia, sembra avergli concesso un po’ di respiro.

Parliamo di Focus, cui Smith ha aderito sorpassando al volo Gosling e Affleck, in lizza per la parte da attore protagonista, che lo vede recitare nei panni di un borseggiatore di nome Nicky che insegna il mestiere (almeno nella prima parte del film) a Jesse(Margot Robbie, in lista come lui per Suicide Squad della DC) e che lo vedrà in seguito pronto ad inseguirla quando, tre anni dopo, lei avrà fatto tesoro di ogni sua lezione per diventare una vera e propria femme fatale, con una corsa automobilistica ad alto rischio a complicare le cose. Nicky infatti dovrà mettere a segno il colpo più difficile della sua vita, e per una volta la posta in gioco non saranno soltanto i suoi soldi.

Il film è una versione “low fantasy” di Nowyousee me (se ne notano le somiglianze persino nel titolo), ma non per questo rinuncia a stupire e soprattutto a divertire. Smith riesce ad affascinare lo spettatore così come affascina scommettitori e colleghi, ingannandoli tutti con estrema maestria per poi rivelarci in esclusiva come ci sia riuscito. Fino all’ultimo, infatti, non saremo certi di quale sia il progetto del truffatore, e aspetteremo ancora una volta di essere sorpresi. Ma quanto è possibile sorprendere, e quanto invece c’è di già noto, pronto a metterci i bastoni fra le ruote?

Dal punto di vista tecnico il film tuttavia si rivela un po’ al di sotto delle aspettative: sicuramente non deve essere come nowyouseeme, che puntava tutto sulla spettacolarizzazione, ma le inquadrature talvolta rischiano di diventare stancanti, statiche, e non sempre i dialoghi ci permettono di dimenticarle. Quando ci riescono, va però detto, sono risate assicurate. La Robbie è fin troppo efficace come “ingenua” e AdrianMartinez (Farhad) è una spalla comica fenomenale, capace di sdrammatizzare qualsiasi situazione. Si evince il tentativo di creazione di un “ritmo”, qualcosa del tipo “falli divertire, falli rattristare, ripeti” che permette di sorpassare lo scoglio dell’inizio film (quello di presentazione, insomma) senza annoiarsi.

In definitiva, il film si attesta sulla sufficienza sia dal punto di vista della trama che da quello della realizzazione tecnica. Non eccelle, poco ma sicuro, ma i soldi del biglietto li vale. Magari di mercoledì.

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