"La geometria dei sottratti", intervista a Francesco Bove e Massimiliano Mazzei

Domenica, 29 Marzo 2015 14:40
  
  • Abbiamo incontrato Francesco Bove e Massimiliano Mazzei, coautori e interpreti di un interessante divertissement andato in scena domenica 22 al Cabaret Port'Alba di Napoli, "La geometria dei sottratti". Tra poesie e rifacimenti dissacranti di autori più noti, oroscopi che assegnano canzoni, film e passeggiate e tanto nonsense, "La geometria dei sottratti" rappresenta un esempio di spettacolo nuovo e godibile per chi ama l'originalità e la varietà di forma e contenuti nel teatro.

    Ed ecco le cinque domande, con relative risposte per approfondire e apprendere al meglio il gioco della scena.

     

    -Domanda: Geometrie e sottrazioni... È forse tempo di tornare a scuola di ...spettacolo per la nostra città?

    -Risposta di Francesco Bove: Lo spettacolo ha bisogno sempre di maestri, il teatro no. Noi non facciamo teatro, al massimo avanspettacolo. Quindi siamo sempre alla ricerca di avanmaestri.

    -Risposta di Massimiliano Mazzei: Per noi sicuramente, infatti da un paio di mesi stiamo seguendo i corsi del TFA, letteralmente "Ti facciamo arricreare", dove ci stanno insegnando diverse tecniche di intrattenimento comico moderno, come lo sgambetto involontario, i giochi di parole e le torte in faccia.

     

    - D.: Perché il vostro è uno spettacolo non convenzionale?

     

    - R. di F.B.: Volevamo creare un magma, una furia anarchica e nonsense che non avesse niente a che vedere né col teatro né con lo spettacolo. Forse ci siamo riusciti, a giudicare dalla reazione del pubblico.

    - R. di M.M.: La nostra messinscena è sorretta da fondamenta lessicali di materia intellettivamente complessa travestite da colonnati pop in stile ionico, comico e corinzio. Basti pensare alla presenza in scena di un nudo integrale, ma senza addii al nubilato a contorno.

     

    - D.: Raccontatevi in 10 parole...

     

    - R. di F.B.: Una piazza con parcheggiatore abusivo...le altre cinque parole le lascio a massimiliano

    - R. di M.M.:  Direi: "con espressioni da rimozione forzata"

     

    - D.: Ispirazioni che hanno portato all'idea e alla nascita del testo e aspirazioni per il futuro.

     

    - R. di F. B.: I pezzi che interpretiamo hanno tanti riferimenti. Per quanto mi riguarda, amo il nonsense, la comicità surreale, l'assurdo. Quindi Campanile, Frassica, Charms, Queneau, Bergonzoni ma anche la farsa di De Berardinis e Peppino De Filippo. Il mio approccio è reverenziale. Sono solo un piccolo punto..

    - R. di M.M.: Le ispirazioni sono state molteplici: dalla poetica di Guido Catalano ed Arsenio Bravuomo ai problemi relazionali dei personaggi di Wes Anderson, dalla brillante assurdità ultramoderna dei Monty Python alla tragica ironia delle storie di Don De Lillo, con un briciolo di Bombolo. Per frutta niente, grazie, ma per il futuro vogliamo ampliare la gittata dello spettacolo, a tal proposito stiamo lavorando ad inserti video di contenuto molto hot e ad un nuovo pezzo ispirato alla storia di Pinocchio.

     

    - D.: Prossimi appuntamenti con questo spettacolo?

    - R. di F. B.: Mo.Di., maledetto festival della parola a Sapri il 2 maggio. Seguiteli, stanno preparando una gran cosa.
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Emma Di Lorenzo

I leave to others the conviction of being the best, for me I want the certainty that in life you can always improve.

 Marilyn Monroe

 

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