Io vivo come te: intervista a Francesco Ciotola, ideatore della mostra tributo a Pino Daniele

Giovedì, 02 Aprile 2015 20:00
  

Siamo quasi alla fine. Doveva concludersi oggi la mostra tributo a Pino Daniele, Io vivo come te, ma per lo straordinario successo dell'iniziativa, l'esposizione è stata prorogata fino al 9 aprile.

 

Dunque, si avvicina il momento dei saluti, che però non si stringono in un addio, ma in un "ci rivedremo presto", come si fa tra amici che non si dimenticano e non si lasciano mai per sempre.

 

È l'atmosfera raccolta, privata, familiare, di una città che abbraccia un figlio, quel figlio che l'aveva salutata, ma mai dimenticata. Un omaggio delicato ad un artista legato a nodo doppio alle sue origini.

 

Parlo di questa atmosfera calda, come se fosse oggettivamente unica, come se fosse così per tutti, ma non posso esserne certa. E così, ecco, scrivo della mostra "Io vivo come te" come io l'ho vissuta e sentita e apprezzata.

 

Faccio un cerchio intorno a questa esperienza: apro con la conferenza stampa e chiudo qui, tornando al punto di partenza.

 

Conferenza stampa: ho partecipato a quel primo incontro, svoltosi il 18 marzo, alle ore 18.00, presso l'ex Asilo Filangieri di Napoli. Una presentazione rigorosamente a luci spente, un'immersione nelle immagini proiettate, nelle storie raccontate, durante la quale Pasquale Autiero, Stefano Cardone, Francesco Ciotola, Luigi Fedullo, Biagio Ippolito, Claudio Morelli, Roberto Salomone, Mario Spada, Daniele Veneri ed Eduardo Castaldo hanno presentato i loro lavori, le foto dedicate alla musica di Pino Daniele e a certe idee ed emozioni tutte personali, che le note hanno suscitato in ciascun fotografo.
Credo sia un po' come quando una canzone ci ricorda un evento speciale, le vacanze in comitiva, l'estate, l'amore. Sono melodie associate a ricordi, a sensazione che non si cancellano, che riaffiorano attraverso la traccia, come la vita era riaffiorata in Proust attraverso les Petites Madeleines.
Gli artisti che hanno deciso di contribuire alla realizzazione di questa mostra hanno viaggiato attraverso la musica di Pino Daniele, hanno scelto la canzone, le note, hanno ricordato e hanno fotografato quelle sensazioni, quelle emozioni così uniche e difficili da imbrigliare.

 

Eccole lì, partorite da una camera oscura.

 

Sono le parole per dirti che "Io vivo (e sento, n.d.r.) come te".

 

Saluti: chiudo il cerchio. Oggi doveva essere l'ultimo giorno di mostra e invece la bella notizia, una proroga fino al 9 aprile. Comincio ad avvertire un po' di nostalgia, perciò faccio qualche domanda a Francesco Ciotola, ideatore del progetto Io vivo come te e autore di una delle serie fotografiche esposte.

 

1. Francesco, avete realizzato la mostra, avete sentito il calore delle persone che l'hanno visitata e avete condiviso il vostro ricordo di Pino, la vostra arte e i suoi significati con il pubblico. Ora è il momento di tirare le somme, com'è stata per te questa esperienza?

 

È stata una gran bella esperienza di gruppo, abbiamo lavorato tutti uniti, contribuendo con le personalità e peculiarità di ognuno di noi al tributo nei confronti di una persona che ci ha dato tanto ed ha contribuito alla nostra formazione, abbiamo avuto quotidianamente numerose visite ed il confronto con le persone che hanno visto la mostra è stato molto costruttivo.

 

2. Quali sono stati i momenti più belli per te?
Mi è piaciuta l'esperienza nel complesso, l'energia creativa che questa proposta di tributo ha smosso, a partire dal primo confronto tra gli artisti, che tra l'altro hanno aderito tutti al progetto fin dalla prima telefonata, compresi Raiz, Mesolella e Maurizio De Giovanni

 

3. Cosa ti aspettavi e cosa non ti aspettavi?

Non avevo aspettative particolari, ho pensato di proporre quest'iniziativa perchè io personalmente gliela dovevo, per la misura in cui le sue parole hanno contribuito a farmi essere ciò che sono; parlando poi con gli altri, ho visto che era per tutti noi la stessa cosa.

 

4. Quel è la canzone che avevi scelto e perché?

Ho scelto Io vivo come te, in quanto mi interessava esprimere il mio rapporto con la città e la napoletanità, così come lui ha spessissimo narrato il suo.

 

5. Tu, insieme con gli altri artisti in mostra, hai condiviso le tue foto, consapevole del fatto che ciascuno avrebbe potuto interpretare la tua visione in maniera personale.

 

Trovo sia giusto che ognuno interpreti le immagini in base alla propria visione personale, sono fermamente convinto che la funzione principale dell'arte sia quella sociale, in quanto può fungere da stimolo per il pensiero di tutti coloro i quali sono aperti a cogliere degli input, l'importante è essere aperti al confronto, sempre.

6. Qualcuno, invece, ti ha mostrato un nuovo punto di vista che non avevi considerato?

Come ti dicevo, il confronto è sempre foriero di nuove idee e spunti, sono molto soddisfatto dei feedback ricevuti dal pubblico, c'è stata grande partecipazione ed un'ottima risposta anche dai visitatori stranieri, tanto che abbiamo deciso di prorogarla fino al 9 aprile per dare modo alle persone di poterci fare ancora visita.

 

7. La nostra rivista si rivolge soprattutto a ragazzi: cosa ti andrebbe di dire a quei giovani che partono e vanno via da questa città, con una canzone di Pino Daniele in tasca?

Credo che ognuno debba realizzarsi, altrimenti non può dare appieno il suo contributo, spesso andare via ti aiuta ad avere una visione più ampia del mondo, l'ampliamento dei propri orizzonti è sempre un bene e di certo la lontananza amplifica il rapporto con le proprie origini.

 

8. Ci rivedremo l'anno prossimo?

Anche prima, stiamo ragionando su nuove iniziative di gruppo.

 

9. Un ultimo pensiero per dirci "arrivederci"?

Spero si possa finalmente creare in questa città una rete culturale ampia, che possa far sentire la sua voce in maniera costruttiva nel mondo, senza farci la guerra, ma collaborando, uniti per il progresso comune; Napoli ha tanto da dare e data la sua storia può porsi nuovamente come faro nella cultura mondiale. Sta a tutti noi, a quanto lo vogliamo e ci crediamo.

 

Grazie Francesco e arrivederci a presto.

 

Per tutti coloro che desiderino visitare la mostra Io vivo come te, ricordiamo ancora una volta che è stata prorogata fino al 9 aprile, presso la chiesa di San Biagio Maggiore, in via San Gregorio Armeno, 35/39.

Ultima modifica il Venerdì, 03 Aprile 2015 08:34
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