Phonemi, il suono delle parole

Domenica, 12 Aprile 2015 00:00
  

Compito di un critico è quello di raccontare in maniera semplice e diretta al suo pubblico  l’essenza di un film, di un libro o di uno spettacolo teatrale musicale, cercando di stimolarne la curiosità e magari emozionarlo. Difficile svolgere il mestiere del critico professionista, il più delle volte si vien smentiti dal box office e si rischia di essere linciato dall’artista furente di turno.

Ancora più difficile essere critico per caso, quale sono io, e raccontare con le parole più appropriate un concerto di musica classica, quando il mio orecchio è cresciuto ascoltando le canzoni di Cristina D’Avena negli indimenticabili dischi Fivelandia.

Quando la redazione di MYGENERATION mi ha chiesto di recensire “Phonemi”, ho avuto un momento di esitazione, leggendo le note di regia. Come può un dichiarato ignorante della musica scrivere di una delle più nobili e spirituali forme di quest'Arte? Con questo dubbio ieri sera mi sono seduto in teatro, cercando di non perdere una sola nota, sfidando così la mia  inesorabile e galoppante sordità.

Non posso nè voglio permettermi di giudicare il talento e l’operato dei professionisti che ho visto all’opera, non avendone le competenze e perciò mi limiterò a raccontarvi cosa questo spettacolo mi ha dato nella sua ora e dieci di esecuzione.

Serenità e un'intensa e forte simbiosi con il mio lato artistico. La musica suscita emozioni, scalda il cuore, scuote l’anima e cosi è stato ieri sera.

I tre pezzi eseguiti (nell’ordine : “Oblique Duo” di Jason Treuting, “Tre liriche sui versi di Dickinson e Whitman” di Teresa Fantasia e “Three sogns of William Shakespeare” di Igor Strawinsky) conducono lo spettatore nel riuscito e toccante connubio tra parola e musica spingendolo ad immaginare nella sua mente e ne suo cuore, personaggi, paesaggi e situazioni. Le note pulite, soavi e avvolgenti fanno entrare in una dimensione eterea e magica in cui le parole, scandite ora con delicatezza e, in seguito, con potenza dal Tenore e dal mezzo soprano, aggiungono al concerto, se possibile, magnetismo e di creatività al talento e alla bravura del Maestro Roberta Fantasia per aver ideato e messo in scena questo concerto.

“Phonemi” concilia lo spettatore con la musica e le parole, regalando alti e significativi momenti di riflessione e commozione anche a chi magari non conosce o sa leggere neanche le 7 note e strappando alla fine convinti e sentiti applausi.

 

Phonemi, il suono delle parole è uno spettacolo musicale ideato e diretto da Roberta Fantasia, con:

 

Mezzo soprano. Virginia Guidi, Flauto : Alessandro Pace, Tenore: Valerio Pagano, Clarinetto: Matteo Taratufolo, Viola:Roberta Rosato,Arpa: Chiara Marchetti,Percussioni. Luca Bloise e Fabio Cuozzo, svoltosi Venerdi 10  Aprile al Teatro Sala Uno di Roma

 

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