"Game of Thrones": vi siete mai chiesti perché ci piace tanto?

Domenica, 12 Aprile 2015 09:33
  

Attenzione: questo articolo non contiene spoiler che vadano oltre la quarta stagione, nè anticipazioni della quinta, e non riguarda la serie TV o i libri. Il presente articolo vuole semplicemente rappresentare un insieme di considerazioni che possano rispondere ad una semplice domanda che ho posto a me stessa: perché ci piace così tanto GoT da fare il conto alla rovescia nell'attesa della nuova stagione e, peggio, da disperarci per l'assenza di informazioni a proposito del nuovo libro? Perché ogni evento in GoT ci emoziona, sconvolge, annichilisce, soprattutto, quasi fosse successo a noi? Perché i successi di Daenerys, Tyrion, Jon ci esaltano, mentre le loro sconfitte ci abbattono? E, ancora, perché ci disperiamo tanto della morte di questo o quel personaggio, quasi fosse un membro della nostra famiglia? A questa e ad altre domande, a cui spero abbiate pensato anche voi, tenterò di dare risposta.


1. LA STORIA Prima di tutto, ritengo che il successo della serie - di libri, prima, e puntate, dopo - sia legata ad un mix perfetto di trama e luoghi, così ben delineati da sembrare veri e da una perfetta caratterizzazione dei personaggi. Martin è stato capace di costruire un universo facile da immaginare, verosimile, anche se non vero, in un passato pseudomedioevale, specchio, in pregi e difetti, del nostro presente. Sesso, denaro e potere sono i motori del mondo e nessuno è immune a questa sirena dalle tre teste, neanche il personaggio migliore e più valente. Se poi dovesse riuscirci, è inesorabilmente destinato a perdere la propria, di testa (ogni riferimento è puramente voluto).

 

GOT Season 5 Cast


Questo mi porta dritta al secondo punto:


2. I PERSONAGGI Tantissimi eppure quasi tutti ben caratterizzati. La tendenza maniacale di Martin di dare un nome e un simbolo ad ogni famiglia del vasto mondo di Westeros ha un qualcosa di ammirevole e sado/masochistica allo stesso tempo. È interessante pensare come il primo e il secondo punto rendano Martin tanto innovativo rispetto a Tolkien e alla Rowling. Pur amando entrambi gli autori appena citati, devo ammettere che, ne Il Signore degli Anelli, la storia prevale sull'introspezione psicologica dei personaggi, con l'eccezione dei protagonisti, mentre nella saga di Harry Potter ha la meglio il legame emotivo con i protagonisti, che è il primum movens della trama.

 

La trama, appunto, da cui il punto tre:

 

3. LA SOTTILE LINEA TRA BENE E MALE in Martin non esiste. È proprio questa la rivoluzione copernicana del nostro amato/odiato George, portata avanti anche da Benioff e Weiss nella serie. Non c'è assoluzione, non c'è nessun buono tout court. Ammettendo che gli Stark, Daenerys e Tyrion siano i 'buoni', andiamo ad analizzare i dettagli.. Ned ospita Theon Greyjoy, in realtà suo prigioniero, decapita un uomo spaventato, senza concedergli il beneficio del dubbio, non riferisce al suo re il tradimento scoperto da Jon Arryn e non difende le proprie figlie dalla follia di Joffrey. Robb, degno figlio di cotanto padre, non rispetta un patto matrimoniale, approfittando comunque dei benefici che ne derivano, Jon si infiltra tra le file nemiche, fingendosi uno dei bruti, inganna la donna che dice di amare e la porta alla morte...fa altro, ma abbiamo detto niente spoiler. Di Tyrion non serve dire che tra donne, alcol e intrighi, non ha proprio una coscienza pulita. E Danaerys? Avere al proprio servizio un'armata e tre draghi non ti rende una personcina democratica (li avessi io, so cosa ne farei...). Cosa muove, dunque, ogni personaggio di GoT? Il proprio egoismo e il tentativo di prevalere sugli altri. Che si giustifichino attraverso un fine alto, oppure no, i personaggi di GoT sono umani, in tutto e per tutto. E questo, signori miei, ci piace tanto.

 

- 1 a GoT5: benvenuta Season 5, ti stavamo aspettando!

 

GOT Season 5 Sex

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Emma Di Lorenzo

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