Intervista a Giuseppe Balirano, Coordinatore Scientifico del Simposio "Masculinities and Representation"

Sabato, 16 Maggio 2015 11:00
  

Uno degli aspetti più interessanti delle humanities è la straordinaria ricchezza di teorie e progetti di studio e ricerca; da sempre fucina di idee, "L'Orientale" si conferma in questo senso una delle realtà più importanti non solo in ambito italiano, ma mondiale. Abbiamo incontrato il Professor Giuseppe Balirano, del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati, per parlare del Simposio Internazionale "Masculinities and Representation" di cui è coordinatore scientifico.

 

Come nasce l'idea del Simposio Internazionale "Masculinities and Representation"?
Dopo tanti anni di studi linguistico-letterari sulla rappresentazione al femminile, ambito in cui l'Orientale è pioniere, siamo oggi un po' più maturi e ci sentiamo pronti ad affrontare il concetto di mascolinità, o meglio, del maschile in generale, senza la tendenza ad autocolpevolizzarci. Cerchiamo di mettere in luce attraverso la rappresentazione, quello che è un sentire quotidiano, scevro dagli stereotipi del passato: tramite le rappresentazioni si possono infatti restituire immagini, positive o negative, che semplificano la realtà e svolgono una funzione normativa. È un progetto che nasce dal nostro centro studi I-LanD (che sta per Identità, Diversità e Lingua), una realtà fondata da un paio di anni, che coinvolge differenti atenei. Oltre L'Orientale, promotore, ci sono l'Università di Cagliari, di Catania, di Sassari, del Sannio, del Molise, di Salerno e la Seconda Università di Napoli. L'idea è di iniziare uno studio dal punto di vista linguistico, attraverso la rappresentazione: abbiamo un convegno annuale, "Languaging Diversity", che si è già tenuto a Napoli e a Catania e, nell'attesa della terza edizione (nel 2016 a Macerata) ,abbiamo pensato di inserire questo mini simposio. Ci saranno ospiti internazionali, come Paul Baker, professore di Linguistica all'Università di Lancaster, che si occupa della linguistica dei corpora e ha lavorato molto nella prospettiva dei gay studies, Tommaso M. Milani dall'Università di Johannesburg e Delia C. Chiaro, professore ordinario di Lingua e Linguistica Inglese a Forlì, nonché uno dei maggiori esperti internazionali sulla traduzione audiovisiva e gli Humour Studies.

 

Confesso che, mea maxima culpa, si tratta di un tipo di Studies nei quali non mi sono mai imbattuto, né qui all'Orientale né a Torino. Parliamo quindi di qualcosa di nuovo?
Si tratta di una novità assoluta: dopo anni di femminismo, specialmente qui all'Orientale, si comincia a pensare al maschile in modo diverso, al di fuori di quella simbologia che vede il maschio come violento e cattivo. Si tratta di un maschile non egemonico, una rappresentazione che riguarda tanti di noi e che spesso è rimasta silente.

 

Gli Studies non si limitano quindi alla letteratura?

No, anzi dal momento che lavoriamo in ambito di linguistica, e non su testi letterari, la rappresentazione sarà vista a 360º. Ciò vuol dire che anche cinema, televisione, stampa, giornalismo in generale, new media, arte e storia saranno oggetto di studio. Benché al di là dell'Italia ci siano molte iniziative, oltre alle già menzionate Lancaster e Johannesburg, qui non c'è nulla del genere, e anche per questo motivo siamo contenti che I-LanD esamini un aspetto nuovo della diversità e della sua rappresentazione.

 

Si tratta dunque di un progetto ambizioso. Sono coinvolti altri soggetti?
Oltre al Dipartimento dell'Orientale con i suoi fondi, abbiamo avuto il patrocinio dell'AIA, l'Associazione Italiana di Anglisti che ne sposa le due, anzi tre anime (lingua, letteratura e cultura), del CRILL (Centre for Research in Language and Law) e del Comune di Napoli.

 

Come e dove si svolgerà il Simposio?
Il Simposio si svolgerà il 22 e 23 maggio. Il Comune, nella persona dell'Assessore alla Cultura ci ha dato la prestigiosa Sala del Capitolo del Complesso di San Domenico Maggiore. Inoltre, alla fine della prima giornata ci sarà, per la prima volta, un evento sociale nella Chiesa della Fondazione del Real Monte Manso di Scala, completamente ristrutturata. Marsha De Salvatore, una talentuosa performer italo-americana affetta da anemia mediterranea, metterà in scena il suo DM55 Because You Can't Get Blood From A Stone, uno spettacolo dallo humour estremamente particolare, al quale il pubblico italiano non è molto avvezzo, si ride infatti attraverso le lacrime (cosa che qui potrebbe essere percepita come profanazione del dolore!). L'autrice mette in scena la sua vicenda umana: nonostante i medici le dissero che la sua vita sarebbe stata breve, è arrivata a quarant'anni e, tramite la sua arte e la rappresentazione del suo dolore, aiuta gli altri a ridere, mostrando loro che c'è sempre speranza. Il simposio si chiuderà sabato 23 nella Sala del Capitolo con la plenaria di Delia C. Chiaro e con una rappresentazione chiamata The Time of Tinder (dal nome dell'app di incontri), in cui De Salvatore mette in scena la debolezza dell'uomo contemporaneo, incapace di costruire un rapporto se non attraverso un'applicazione.

 

È previsto un costo d'ammissione?
No. Perché è gestito e voluto dall'I-LanD. Solo la rappresentazione del venerdì, benché non a pagamento, prevede un invito, dal momento che la Chiesa è molto piccola, circa 60 posti.

 

L'Orientale organizza periodicamente incontri e conferenze estremamente interessanti. Come fare per rimanere sempre aggiornati?
Dalla Home Page del nostro sito www.unior.itwww.unior.it si clicca su "Ricerca", quindi "La ricerca" e infine "Convegni".Lì si trovano tutti gli incontri organizzati dall'Orientale.

 

Che consiglio darebbe a chi volesse interessarsi ai "Masculinity Studies"? Esistono dei testi fondamentali?
Gli unici testi in ambito linguisitico sono di matrice anglosassone e non sono tradotti in italiano. Tra questi spunta quello di Tommaso M. Milani di Johannesburg dal titolo Language and Masculinities, un raccolta di saggi pubblicati dalla Routledge. Poi c'è Sexed Texts: Language, Gender and Sex di Paul Baker, oppure Gender and Humour: Interdisciplinary and International Perspectives di Delia C. Chiaro, e... Altro non c'è! Anche per questo motivo il simposio sarà interessante!

 

Per informazioni:

 

http://www.unior.it/ricerca/12887/3/masculinities-and-representation.htmlhttp://www.unior.it/ricerca/12887/3/masculinities-and-representation.html

Vota questo articolo
(8 Voti)
Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.