World Press Photo: Mads Nissem vince la cinquant’ottesima edizione

Martedì, 19 Maggio 2015 00:00
  

Una stanza buia, sulla sfondo una finestra coperta da una tenda, al centro due uomini in un momento di intimità: uno, disteso con gli occhi chiusi, l’altro, curvo sul primo con uno sguardo intenso e con le mani si sfiorano. E’ questo ciò che vediamo quando osserviamo la fotografia vincitrice della cinquantottesima edizione del World Press Photo, uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. 

 

Ogni anno, infatti, una giuria formata da esperti internazionali è chiamata a giudicare migliaia di fotografie provenienti da tutto il mondo. Quelle vincitrici costituiranno la mostra finale e saranno pubblicate nel libro che l’accompagna. Un’ottima opportunità sia per gli addetti ai lavori, sia per “gli spettatori” che potranno godere delle immagini che hanno documentato gli avvenimenti del nostro tempo.

 

Quest’anno le immagini giudicate sono state 97.912, inviate da 5.692 fotografi professionisti di 131 diverse nazionalità, per otto diverse categorie: spot news, notizie generali, storie d’attualità, vita quotidiana, ritratti, natura, sport, progetti a lungo termine. Sono stati premiati 41 fotografi di 17 diverse nazionalità: Australia, Bangladesh, Belgio, Cina, Danimarca, Eritrea, Francia, Germania, Iran, Irlanda, Italia, Polonia, Russia, Svezia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. Nove i fotografi italiani vincitori: Fulvio Bugani, Turi Calafato, Giulio Di Sturco, Paolo Marchetti, Michele Palazzi, Andy Rocchelli, Massimo Sestini, Gianfranco Tripodo e Paolo Verzone. 

 

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711512

 

410 310

 

231221

 

155 145

 

69 216

 

 

Ma torniamo alla fotografia vincitrice. Scattata da Mads Nissen, giovane fotografo danese, è parte di un reportage sull’omofobia realizzato dal fotografo stesso in Russia; tema alquanto delicato in un paese dove qualche hanno fa fu varata la “legge anti-gay”. Un’immagine abbastanza forte se si pensa alla condizione che queste persone devono affrontare ogni giorni, il dover essere accettati perché considerati diversi, considerati malati e il potersi amare soltanto all’interno di quattro mura. 

In un intervista a La Repubblica il fotografo danese racconta come nasce questa fotografia e più in generale il reportage intero affermando di aver assistito ad una scena terribile che aveva come protagonista una ragazzo ventitreenne il quale aveva deciso di dichiarare la sua omosessualità consapevole dei rischi che poteva correre. Un giovane ≪gli urla “Sei un frocio, cazzo?” e quando si sente rispondere tranquillamente “Sì, sono omosessuale” lo colpisce al volto con un pugno, pieno di odio≫. Da qui l’indignazione per quel gesto, per la “situazione generale” che porta Mads Nissen a documentare non solo quell’aggressione, ma a realizzare una vera e propria inchiesta sui diversi e molteplici, nonché complessi aspetti dell’omofobia in Russia. 

 

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Se si osservano con attenzione le fotografie realizzate dal fotografo danese si comprende come da ci siano testimonianza del loro mondo difficile sempre alla ricerca dell’accettazione per “vivere in pace” soprattutto con se se stessi. Ed è lo stesso autore a spiegarlo al giornalista de La Repubblica, Roberto Mutti: ≪ [ … ] Ho visto violenti attacchi di gruppi omofobi che rapiscono i gay, li torturano per ore, filmano le loro azioni e le postano sui social media; ho visitato un carcere dove sono imprigionate persone finite lì a seguito di una nuova legge che condanna i gay≫. [ … ] ≪A un certo punto (però) ho sentito il bisogno di scattare alcune immagini diverse e sono andato alla ricerca di quello che è essenzialmente l'amore, cioè il desiderio che lega due persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Sono stato presentato a Jon e Alex, due giovani di 21 e 25 anni attivisti della comunità gay che avevano una relazione: abbiamo chiacchierato fuori da casa loro bevendo birra e alla fine mi hanno invitato nella loro camera da letto accettando di essere ripresi. Per me questa immagine è un'opportunità per guardarci dentro e chiederci se siamo abbastanza tolleranti≫. 

 

 

La mostra sarà visitabile fino al 22 maggio 2015 al Museo di Roma in Trastevere e le fotografie pubblicate in un catalogo edito da Contrasto.

 

  

http://www.worldpressphoto.org/collection/photo/2015http://www.worldpressphoto.org/collection/photo/2015

 

http://www.madsnissen.com/http://www.madsnissen.com/

Ultima modifica il Martedì, 19 Maggio 2015 07:59
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Roberta Pagano

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