Diario di una "Tffina" disperata [IV^ puntata]

Martedì, 30 Giugno 2015 19:00
  

Salve a tutti! Sono tornata come promesso, pronta per raccontarvi l'ultimo esilarante mese che ho vissuto nei panni di tieffina disperata. Un mese fa ero triste e depressa, ora sono solo depressa. Ebbene sì. Gli ultimi trenta giorni della mia vita li paragono ad una montagna infinita da scalare che ad ogni traguardo, ad ogni vetta raggiunta come per magia, miracolosamente, si proietta con altri metri verso l'alto ed io, stremata e senza forze, annaspo e affanno per salire quanto più possibile.
Mi meraviglio che io sia ancora viva e che sia capace di intendere e volere nel narrarvi ciò che ho fatto nel mese di maggio, o siamo a giugno? In questo momento non sono capace di rispondere.
All'inizio di giugno, il mio gruppo della 043/050 ha iniziato il corso di area disciplinare di storia della lingua di ben trenta ore. E sapete una cosa? Per tre settimane i nostri pomeriggi sono stati riempiti con tutto ciò che concerne la grammatica italiana e vi assicuro che nel tragitto percorso per tornare a casa ci siamo ritrovati a fare l'analisi grammaticale di ogni scritta che si offriva alla nostra vista. Una volta ho analizzato addirittura l'annuncio del ritardo dei treni in metropolitana. Assurdo.
Ma il pezzo forte viene ora: le CENTOSEDICI ore di tirocinio indiretto.
Vi posso solo dire una parola: sequestro.
Io e tutti i colleghi di tfa-o forse sarebbe il caso di dire di cella-siamo stati praticamente sequestrati dall'Università Federico II che, per permetterci di concludere il nostro percorso nei tempi necessari affinchè sia reputata valida la nostra abilitazione, ci ha tenuti rinchiusi nelle aule di giurisprudenza fino a dieci ore al giorno. Sono seria, ve lo giuro. Avendo concluso il tirocinio diretto nelle scuole la mattina, le nostre tutor hanno dovuto ottimizzare i tempi. E quale modo migliore se non calendarizzare lezioni che prevedevano tali orari: 8-13/14-19?

Giorni interi trascorsi in questa aula di giurisprudenza senza finestre -ma cosa ci trovano di bello nell'illuminazione artificiale, gli avvocati?- e con condizionatori accesi a palla, in balìa di mal di testa e attacchi di nervosismo. Senza più una vita sociale-lo ammetto, alle nove e trenta solitamente sono a letto-abbiamo salutato l'arrivo dell'estate in facoltà, tra un caffè e l'altro, ed un altro ancora e ancora un altro-con la speranza di nascondere il sonno che, ahimè, le occhiaie ormai evidenti non riescono comunque a celare. Voi pensate forse che il dramma sia tutto qui? E vi sbagliate, cari miei. Siamo pur sempre nell'ambiente universitario e voi sapete bene cosa si fa in questa struttura: gli esami!! Già, perchè oltre ai corsi che ci costringono a stare tutta la giornata fuori casa, noi, futuri professori, laureati, specializzati, esaminati TRE volte prima di accedere al Tfa, abbiamo dovuto sostenere altri sei esami a conclusione di tutti i corsi frequentati in questi tre mesi. Sei esami. Non possiamo paragonarli a quelli universitari, certo. L'impegno è stato minore e la flessibilità dei docenti maggiore, ma sfido chiunque a presentarsi il giorno dell'esame senza aver nemmeno letto i testi. Letto, questo è il participio corretto. Non ci sono stati nè il tempo nè la concentrazione necessari per studiare come eravamo soliti fare negli anni belli della giovinezza. Quest'ultimo mese ha avuto un solo infinito: CORRERE, CORRERE, CORREREEEE!
Purtroppo o per fortuna, gli esami sono finiti, ma non è tutto; ora ci aspettano: tesina finale ed esame di stato. Ad oggi, sappiamo solo che inizieranno il 21 luglio. Ci sono ancora molte perplessità su ciò che dovremo fare e scrivere in questa relazione ultima, ma una cosa è sicura: tra un mese si ritorna a VIVERE!

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Alessandra Montuori

Laureata in Lettere Monderne e specializzata in Filologia Moderna. Adora scrivere e seguire le partite di calcio; raccontare ciò che succede sul terreno di gioco è la sua passione. Ama leggere, disegnare e viaggiare. Estroversa e solare, preferisce la natura, pura e silenziosa, piuttosto che il caos ciitadino. Ha un debole per gli animali, primo tra tutti Marek, il suo piccolo Jack Russel.

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