Essere un artista, essere un disegnatore. Intervista a Morena di RDD

Mercoledì, 01 Luglio 2015 22:03
  

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La figura dell'artista...che dire? È un mestiere? È un hobby? Cosa significa essere un artista? 

Francamente non ho la più pallida idea di quale sia la definizione giusta o quella politically correct, ma se da un lato è tutta una questione di "termini", dall'altra so per certo che un artista è colui che accende il cuore di chi guarda la sua opera. Può essere celebrazione, autolettura, analisi del mondo interiore o esteriore, può essere un po' quel che vi pare, ma un vero artista ha il pregio di sapere come  parlare di ciò che conosce in un modo che va ben oltre il comune sentire. Eppure nella storia è una categoria che ad ampio raggio accoglie sia "maestri" che "spiantati", ma tutti accomunati dall'appartenenza nella società ad una categoria un po' fuori dalle righe, con diritti  spesso disegnati su misura. 

 "Faccio l'artista" non è decisamente una definizione che si può dare senza suscitare ilarità e così si cerca di andare più nello specifico:

"Dipingo. Faccio il pittore di mestiere", "Creo statue", "Sono un disegnatore", "Compongo musica, ho una mia band" et similia. Di norma segue  un'altra simpatica serie di domande riassumibili nell'universale formula del "Ma ci guadagni?".

Già, perchè che l'arte paghi non è sempre vero al 100% e malgrado il successo non sempre basti, non sempre è duraturo  e, più che in altri lavori, il rapporto tra ciò che il mercato vuole e quella che è l'opera dell'artista è una questione di equilibrio molto precario. Sicuramente artisti che subiscono pesantemente la categorizzazione di "spiantati" sono i disegnatori. Presi poco sul serio quando si dedicano a illustrazioni a mano o al computer, criticabili quando decidono di affrontare tematiche impegnative.

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Oggi il web conta diversi luoghi di incontro virtuali dove artisti di ogni categoria possono condividere idee, opere e trucchi, a cominciare dai due maggiormente seguiti e conosciuti come Deviantart e Pinterest. Motori di ricerca per artisti e curiosi, nonchè un'infinita vetrina per quanti vogliono condividere arti ed idee. Vi basterà una veloce ricerca per trovarli e l'iscrizione richiede due minuti e un indirizzo e-mail, ragion per cui mi concentrerò a parlarvi d'altro.

In questi giorni è stato aperto il sito www.robadadisegnatori.comwww.robadadisegnatori.com, a cinque anni dalla creazione del blog e dell'omonima pagina Facebook. La pagina nasce da un'idea di Morena, illustratrice e blogger. Amante di tutto ciò che riguarda le arti visive come lei stessa racconta, ha iniziato ad usare  Fb per creare "rete", una rete di comunicazione tra artisti e disegnatori e a lei ho deciso di porre qualche domanda.

Cosa significa oggi essere "freelance" e cosa essere un disegnatore freelance?

Bella distinzione.

Ti posso rispondere che ogni disegnatore freelance vive il mestiere in modo differente. Qualche tempo fa mi sono molto stupita di leggere sui social qualcuno che ha parlato di una “scena” legata all’illustrazione, come può accadere per l’ambiente musicale per esempio. Io non vivo così questo mestiere, non mi sento parte di alcuna scena e mi ci sentirei troppo vincolata; mi ritengo unicamente una lavoratrice che ama il suo lavoro e fa di tutto per svolgerlo al meglio senza paranoie. Non fraintendermi, non è che non mi interessi una componente artistica ma rimango più focalizzata sul disegnare e farmi pagare per farlo che sulle mostre, l’immagine pubblica, gli eventi e questo genere di cose che spesso vengono percepite in maniera eccessiva. Non dico che esistano una realtà giusta ed una sbagliata. È bene che ognuno viva questo mestiere come più gli si addice. C’è chi ama le luci della ribalta e si diverte a vernissage, festival ed eventi vari. Se una cosa diverte, è quella giusta. Io per natura sono riservata: nell’essere freelance amo l’indipendenza e le possibilità che ho di sperimentare rendendo conto quasi solo a me stessa di ciò che faccio.

Quindi, essere freelance per me è questo: lavorare come per qualunque altro lavoro, ma con molte più carte in tavola. Bisogna disporre di una serie di capacità, disegnare bene non basta; serve essere un disegnatore e in più freelance, un piccolo imprenditore a tutti gli effetti che sa promuoversi, relazionarsi alle persone in maniera corretta ed efficace, che vive una dimensione artistica ed una più razionale legata alla gestione economica e fiscale del lavoro. Un disegnatore freelance è una persona che ha ben chiaro il concetto di mercato e quindi disegna per un target e non unicamente per se stesso. Disegna per lavorare e per venire pagato e non ci trova nulla di male, come un artigiano.

 

La bravura è anche una questione di "strumenti"?

Gli strumenti della bravura non sono sempre prettamente materiali. Investire in materiali di qualità fa la differenza, ma allo stesso modo la fanno anche gli atteggiamenti verso questo lavoro e verso il disegno. Essere di mente aperta quando si tratta di idee e di materiali è la caratteristica che permette di aprire più porte.

 

Cos'è che ogni disegnatore, di professione e non, deve provare a disegnare almeno una volta?

Stavo per risponderti un elenco di soggetti. Ma sai qual è il fatto? Un disegnatore deve provare a disegnare tutto e specialmente ciò che esce dalla sua cosiddetta zona di comfort. Io dopo un po’ mi annoio di quei fumettisti o illustratori che disegnano sempre gli stessi soggetti. Vista una tavola, viste tutte. C’è un intero vocabolario visivo che aspetta di essere sfogliato ed è molto divertente affrontarlo anche se più impegnativo. Alla fin fine, le volte che mi hanno commissionato disegni con soggetti inusuali sono quelle in cui mi sono divertita di più nonostante la fatica, pur mantenendo il mio stile. È stata una grande sfida, molto arricchente. Durante il nostro workshop “Il sogno e il mestiere” la mia amica e collega Ilaria Urbinati mi fece notare una cosa a cui non avevo mai pensato. I primi anni in cui si ricerca uno stile, disse, di solito si disegnano persone giovani e carine, graziose e senza difetti. Col tempo ti annoi e inizi a disegnarle diverse e particolari. Poi spiccatamente bruttine o vecchie: vuoi disegnare tutto e tutti e lo trovo meraviglioso. Il mio consiglio è: disegnate animali di tutti i tipi anche oltre ai gatti e ai cagnetti. Disegnate persone con tratti pronunciati e vari, macchinari, alimenti, veicoli, piante. Arricchite più che potete il vostro mondo disegnato.

 

Cosa serve oggi ai disegnatori? Perché creare un blog?

Quante cose servono! È ciò che lo rende difficile. Servono una buona istruzione, buoni materiali, un minimo investimento di risorse economiche e personali, serve del tempo per capire e crescere ed avanzare nella propria carriera. E poi serve un luogo dove far conoscere i propri lavori. Disegnare 24 ore al giorno per poi tenere tutto nel cassetto non ha senso. Se non sei su internet non esisti, mi hanno detto, ed è vero. Quindi per questo servono un sito ben fatto ed eventualmente un blog. Un blog è uno spazio particolare: può rivestire la funzione di sala degli esperimenti. Sul sito si pubblicano immagini ufficiali da portfolio ma sul blog si può avere lo spazio per raccontarsi, per postare delle tavole di ricerca, per mettersi alla prova. È la stanza dei giochi; questo per quanto riguarda un blog da illustratori o fumettisti.

Un altro discorso è il blog che nasce con uno scopo legato alla divulgazione com’è "Roba da Disegnatori". Un blog di divulgazione non lo si apre per parlare di sè; in tal caso a raccontare di noi sono le nostre passioni, i nostri gusti, i nostri interessi. Ad un certo punto senti questo bisogno di condividere e parlare di ciò che ami a ruota libera, perché leggere altri siti e blog (ma anche magazine e libri naturalmente!) non ti basta più; se senti di avere qualcosa da dire, che può servire su più fronti ad altre persone, se sei pronto a rivelare un po' di te stesso ma non per vanità, è il caso di aprire il blog. Perchè se lo apri per gli altri, i lettori, anche i più sbadati, lo percepiscono. Io stessa leggo molti blog, ma pochi li trovo degni di essere seguiti con costanza: devono essere sinceri e, anche quando fanno informazione, avere sempre un tocco personale, il calore di una comunicazione fra persone. Altrimenti, se voglio sapere delle cose, mi basta navigare Wikipedia.

 

Cosa serve a tutti gli altri?

A tutti, disegnatori e non, serve la curiosità. Credo che per non invecchiare bisognerebbe imparare di continuo, esplorare e sperimentare. Per questo partecipo spesso a dei corsi; oltre a tenermi aggiornata riesco a percepire la curiosità verso la vita e verso la visione delle cose da parte di altri artisti e professionisti. È qualcosa di prezioso. Il giorno che smetti di imparare ed interessarti a ciò che ti sta attorno è quello in cui sei diventato vecchio. Inizi a morire. L’universo è una fonte infinita di cose da studiare e conoscere, è meraviglioso.

 

Quello di ogni disegnatore è un mondo a sè, giustificato da regole personali, ma esiste secondo te un artista NON bravo?

Credo che se per alcuni versi esistono delle regole personali, ne esistono anche di oggettive; in fondo un disegnatore, che sia più concreto o più sognatore, vive nel mondo delle persone comuni. Non solo, ma le regole vanno conosciute per poterle stravolgere.

Pensiamo solo all’anatomia: alcuni aspiranti disegnatori per bambini credono che il corpo sia deformabile a piacimento nel caso del disegno destinato al target infantile. Non c’è cosa più falsa: ci sono proporzioni e funzionamenti che devono collegarsi al mondo reale, essere credibili per costituire un buon disegno. Non si scappa: ci sono regole oggettive, poi sulla base di queste si crea il proprio vocabolario dell’immaginario. L’artista non bravo fa una serie di cose, tra cui queste 10:

1) Si crede un artista nel senso peggiore del termine; giustifica inoltre ogni errore nel disegno o nel comportamento con il fatto di essere un artista (e quindi incompreso).

2) Cerca di essere originale ad ogni costo, mentre se fosse onesto saprebbe che l’Arte è un continuo riciclo creativo (dopo migliaia di sculture, affreschi e quadri come potrebbe essere diversamente?)

3) Ignora la Storia dell’Arte, crede che sia passata, morta e sepolta.

4) Non si interessa altro che di disegno. Che noia! Il disegno si nutre di tante cose diverse: si nutre della vita stessa.

5) Si perde in questioni che non dovrebbero riguardarlo: alimenta conflitti con altri artisti per dimostrare di essere migliore, passa più tempo a vendere la propria immagine che non le proprie immagini, dà più importanza agli eventi che non al lavoro vero e proprio.

6) Crede di sapere tutto e quindi non si aggiorna, non chiede niente a nessuno, non ammette di non sapere, non studia più.

7) Passa il tempo a parlare di ciò che disegna, senza accorgersi che ci sono altre persone brave che disegnano e potrebbero ispirarlo.

8) Passa il tempo a guardare quello che fanno gli altri e non si occupa di disegnare qualcosa di suo.

9) Plagia altre persone per vendere o promuoversi; non ha amor proprio.

10) Invidia gli altri, ma è incapace di avere abbastanza iniziativa per migliorarsi e fare come loro o anche, perché no, meglio di loro.

Esistono disegnatori bravi e disegnatori non bravi, su più fronti. Perché siamo persone prima di tutto e a volte nemmeno molto particolari a dirla tutta.

 

Un'ultima domanda: perchè il bassotto?

Ho scelto il bassotto per il marchio di Roba da Disegnatori perché è un cane particolare: è piccoletto e ha l’aria simpatica, a tratti raffinata, ma questo non gli impedisce di avere una forte personalità. Non si fa problemi ad esprimere il suo punto di vista anche verso cani molto più grossi di lui, è fiero ed ostinato. Insomma, è un tipo tutto pepe! Gli piace stare sul divano, ma a tratti è avventuroso: è un cane molto energico e soprattutto indipendente. Questa caratteristica chiave è la qualità che più mi interessa che il blog di RDD abbia.

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