Un hashtag per la tua terra

Lunedì, 20 Luglio 2015 08:50
  

Ma voi lo sapete cos'è un social network? Cosa un social bookmarking? Sapete cos'è un hashtag?

Probabilmente sì, ma se vi chiedessimo di indicarci un aggregatore tematico saremmo costretti ad osservare sul vostro viso un'espressione tra il curioso e l'ironico, tipico di chi pensa "e mmo chest' che cazz'vò?"

Allora vi chiederemo di qualcosa che certamente conoscete. Ne avete sentito parlare e sapete perfettamente quale sia la gravità connessa al problema, quale la rete di cittadini che cerca da anni di far arrivare la propria voce al Governo.

Cos'è la Terra dei Fuochi?

La Terra dei Fuochi, in maiuscolo perchè "titolo", è identificata come "una vasta area situata nell'Italia meridionale, sita in Campania, tra Napoli e Caserta, diventata famosa a livello mediatico a causa della presenza  di rifiuti tossici e numerosi roghi di rifiuti. Questa terminologia è stata utilizzata per la prima volta nel 2003 nel Rapporto Ecomafie 2003 curato da Legambiente." (cit. Wikipedia)

 

Immaginiamo facce annoiate da notizie sentite e risentite. Una vicenda che tutti voi in un modo o nell'altro, chi di sfuggita chi in tramite una radio locale, avrà sentito.

Forse non tutti sanno che da pochi giorni l'Italia ha accumulato un nuovo debito: multato dalla Corte Europea per l’emergenza rifiuti in Campania, il nostro paese dovrà versare venti milioni di euro “non avendo adottato tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti fossero recuperati o smaltiti senza pericolo”  e “non avendo creato una rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento”.  Tutto questo a triste conferma di quanto denunciato da Legambiente e da altre associazioni negli ultimi anni, benché evidentemente l'emergenza non interessa attualmente il Governo che preferisce attendere l'accumularsi di  sanzioni.

Ora quello che viene da chiedersi è: possibile che la voce degli abitanti del "triangolo della morte", dei comuni del casertano e del napoletano e di quanti, italiani, stanno tremando per un cancro che sta divorando il nostro territorio, non abbia raggiunto gli strati più alti della politica italiana?

 

Una voce virtuale con i due hashtag ‪#‎laterradeifuochibruciaancora‬ e #ilgovernochefa‬, è il nuovo tentativo di far circolare la notizia di un ben radicato "stato di emergenza", partito dal parroco di Caivano, Don Patriciello, con l'appoggio di concittadini, cittadini italiani e voci del giornalismo italiano come Sandro Ruotolo. 

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Avete pubblicato tanti hashtag, più o meno seri. Avete speso # a profusione.

Ora da sotto i roghi si  chiede  di far  circolare una foto e un ‪#‎laterradeifuochibruciaancora‬

#ilgovernochefa, per far arrivare a Renzi, alla politica in generale, un nuovo tentativo di richiesta di rivedere le priorità per l'Italia.

 

Come dice Don Ciotti: "Basta commuoversi, bisogna muoversi".

Una piccola iniziativa per cercare di dar voce a un disastro ambientale che va avanti da fin troppo.

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